Yacht Designers, la Fabbrica delle Idee

La quarta edizione della Fabbrica delle Idee vede la partecipazione di diciassette studi professionali italiani con ingegneri, designer e architetti che rappresentano il meglio della progettazione navale nel mondo. Sono il nostro orgoglio e un patrimonio che il globo ci invidia

IL DESIGN MADE IN ITALY È SINONIMO DI ECCELLENZA, LUSSO ED ELEGANZA. Il suo punto di forza è la capacità di unire la qualità artigianale all’innovazione, grazie al genio italiano di imprenditori e progettisti. La quarta edizione della Fabbrica delle idee vuole essere un punto di riferimento per il mercato globale dell’industria nautica. Per la nostra rivista è fondamentale comunicare i valori che hanno reso grande la barca italiana nel mondo grazie ai progettisti del nostro paese che sono la chiave del successo di questo importante settore produttivo, con il loro lavoro hanno reso unico un patrimonio che ci invidia e ci copia tutto il mondo. Vanno difesi e valorizzati, solo con le loro idee le barche italiane potranno continuare a distinguersi ed essere apprezzate in tutti i continenti. Rappresentano il valore aggiunto del Made in Italy. Questa edizione della Fabbrica delle idee è ancora più ricca con la presenza della maggior parte dei principali protagonisti della progettazione nautica italiana. Una bella rassegna di cui tutti dovremmo essere fieri per un lavoro che non trova paragoni nel mondo.

ADRAGNA YACHT DESIGN STUDIO
GIANLUCA ADRAGNA NASCE A TRIESTE NEL 1973, città velica italiana per eccellenza dove tradizioni e storia marinara convivono da secoli. Questa città vanta il più vecchio Istituto Nautico d’Europa che Gianluca frequenta con passione e dedizione carpendo su quei banchi le regole e gli insegnamenti alla vecchia maniera, dove si insegnava a tracciare le carene con piombi e dove i calcoli si facevano a mano. «Reputo una grande fortuna aver imparato a lavorare a mano, mi è stato utile dopo nell’usare i vari programmi cad e a disegnare quello che realmente volevo». Ultimati gli studi universitari fonda l’omonimo studio dopo aver progettato e costruito con le proprie mani la sua prima imbarcazione, una barca a vela da regata di 7 metri per quegli anni innovativa e all’avanguardia che vincerà poi 5 volte nella sua categoria la mitica regata velica Barcolana, una delle regate più affollate del Mondo. Nel corso degli anni l’attività di progettazione si intensifica alternandosi tra ingegnerizzazioni e progetti di pezzi custom e nuove imbarcazioni. L’idea è stata sempre quella di progettare le barche in maniera completa, quindi non solo design, ma curare anche l’aspetto ingegneristico: «Performances, strutture, propulsione, idrodinamica per noi non sono campi sconosciuti» e proprio per questo motivo che nel 2005 inizia una proficua collaborazione con un cliente straniero che cercava questo approccio, da qui si darà poi vita a imbarcazioni ad alta velocità nel campo militare. «Un caro amico e più anziano collaboratore, di grande esperienza, dopo dei test in mare mi disse: – Ben venuto nel club degli over 50 nodi. Il concept iniziale, le linee di carena, le strutture, i calcoli idrostatici, è tutto materiale sviluppato internamente al nostro studio da persone che in barca ci vanno veramente. Per noi questo vuol dire avere sotto controllo il progetto in ogni sua parte e quindi puntare in alto. Trovare soluzioni che funzionano realmente è uno dei nostri target, non ci fermiamo al concept. Interpretare i sogni del cliente e realizzarli è per il nostro studio la sfida di ogni giorno che si trasforma poi nel piacere di navigare». Lo studio da anni lavora in campo internazionale: Australia, Vietnam, Thailandia, Singapore, Austria, Francia, Cina, Romania, Malesia. Collaborazioni che in alcuni casi poi hanno permesso anche di fare molta ricerca e sviluppo adottando soluzioni innovative dettate dalle esigenze del mezzo.

MARINO ALFANI
MARINO ALFANI, YACHT DESIGNER CLASSE 1982, nasce come professionista nautico 9 anni fa, ma da sempre ha il mare e lo yachting nel Dna. «Il mestiere più bello del mondo, quello che ti permette di creare oggetti in armonia con la natura e con il mare, progettare le barche»: la sua professione. Nell’ultimo anno tante e importanti le novità: amplia il suo studio e apre la divisione “Made to measure”, il progetto fatto su misura, per armatori esigenti e raffinati che desiderano un oggetto unico dal design distintivo; apre la sezione modelli in scala, unendo la tecnologia della stampa 3D con la passione per i modellini che lo accompagna sin da bambino, per offrire un pacchetto sempre più completo ai propri clienti e mette le basi per l’apertura di un suo studio in Brasile, accettando così una nuova sfida a seguito della richiesta di diversi clienti/cantieri locali. Marino Alfani collabora con nomi importanti come Rio Yachts, Rose Island, Dariel Yacht, Castoldi – jet tender, Imago Yacht, I.C.Yacht, Kate Alike, Cimitarra, Abbate Primatist. Ha diversi premi alle spalle (nel 2008 “Abitare la barca”, nel 2009 il Croatian Boat Show con il “Lobster 65”, nel 2010 il Myda con il progetto “Dlimo”, nel 2012 ancora il Myda con il progetto “Hospital Boat”, nel 2012 la nomination per il compasso d’oro con “Rio Espera 34”, finalista al “Show boat Design Award” 2014 nella sezione tender – Tender Design award – con il Castoldi Jet tender 27 e nel 2013 con Jet tender 31 e la nomination all’European Power Boat of the year 2015 con “Rio Paranà 38”).

PIERANGELO ANDREANI
PIERANGELO ANDREANI NASCE A SONDRIO NEL 1947, la passione per il disegno dell’auto lo conduce nel 1970 a Torino, al centro stile Fiat è suo il primo design per la Ritmo. Alla Pininfarina nel 1972 realizza la Ferrari Mondial 8. Nel 1976 De Tomaso lo chiama per disegnare le Moto Guzzi, Benelli e le Maserati Biturbo e 228. Nel 1981 fonda la Andreani Design e diviene consulente per Cagiva, collabora in seguito con la Yamaha Italia, Gilera, Malaguti, Cev Pagani. Tramite la Tria Design con Giorgio Arcuri e Canzio Lavelli esegue progetti per Renault, Fiat, Nissan Mazda, Yamaha. La passione per moto e scooter continua con Nova Design Europe collegata con la società Taiwanese Sym per la quale coordina il design dei loro prodotti da 27 anni. Il settore nautico lo vede impegnato con Selva Marine, Besenzoni e principalmente Cranchi dal 1975 al 2005 quando comincia la collaborazione con Bénéteau, suoi i disegni per i primi Montecarlo 27-34-37-47, successivamente GT 38 – 44 – 49 e la seconda serie di Flyer fuoribordo dai cinque agli otto metri. Per gli MC4 – MC 5- MC 6 si occupa del layout interno ed esterno, così per i nuovi GT 40 e GT 46; le ultime realizzazioni sono lo Swift Trawler 30 e l’Oceanis Yacht 62.

FULVIO DE SIMONI
CON IL WIDER 150 APPENA VARATO, IL ROSSI NAVI 49 METRI in alluminio in costruzione, i progetti del nuovo Pershing 140 e l’MC Yacht Ocea di 44 metri Fulvio De Simoni ha imposto il suo stile anche nel segmento dei mega yachts. Nella sua lunga carriera De Simoni ha al suo attivo la produzione di oltre 3500 imbarcazioni. Con il suo team ha sempre cercato di individuare nuove strade che avessero come comune denominatore l’equilibrio tra una barca bella e una efficiente. Lo studio dal 1972 è specializzato nello sviluppo di progetti nel campo navale-industriale a elevati contenuti tecnologici. Per Fulvio De Simoni lo stile ha un linguaggio universale; le proporzioni, la cura dei dettagli ed il movimento delle superfici sono istintivamente apprezzabili da chiunque. «Sono le differenti tipologie di imbarcazioni che possono essere più o meno adatte ad un certo mercato per questioni ambientali e culturali. Gli yacht non sono un prodotto di massa pertanto ogni armatore ha una sua personalità e specifiche esigenze a prescindere dalla sua nazionalità». De Simoni ha progettato barche per i più importanti cantieri navali in Italia e nel mondo e stretto storiche collaborazioni con marchi come Pershing, Antago, Ars Mare, Mochi Craft, Ilver, Gianetti, Raffaelli, Abacus Marine, Astondoa, Austin Parker, Evomarine, Gallart, Inace, Rodman, Trojan, Wider che hanno costruito yacht che portano la sua firma. Più recentemente si sono aggiunti Rossinavi e Ocea Yacht.

LUCA DINI DESIGN
DOPO DIECI ANNI DI GAVETTA, NEL 1996 SI CONCRETIZZA PER LUCA DINI IL SOGNO ED IL DESIDERIO DI INIZIARE UN NUOVO PERCORSO da solista nel mondo della nautica: nasce così lo studio Luca Dini Design che alla soglia dei venti anni di attività vanta enormi successi e premi conseguiti nel tempo. L’ecletticità è alla base dello studio fiorentino che fa del suo punto di forza la diversificazione progettuale sia per quanto riguarda le linee esterne che per gli interni. Luca Dini infatti, pur distinguendosi per la ricerca perfezionista del particolare e l’impattante gusto sofisticato, ama confrontarsi da sempre con i cantieri e gli stessi armatori i quali riscontrano in lui la grande capacità di soddisfare i sogni e le esigenze del cliente a 360°, questo fa di lui un attento osservatore dei bisogni della committenza. Il breafing col cliente ed il concept iniziale giocano dunque un ruolo fondamentale all’interno di tutte le progettazioni, ma è ancor più importante trovare soluzioni che funzionino nel tempo. Ecco dunque che lavorare a stretto contatto con il cantiere e occuparsi quotidianamente del cliente diventano il biglietto da visita del suo studio che lavora ormai in campo internazionale con cantieri quali: Benetti, Cantieri di Pisa, Mondomarine, Tecnomar, Admiral. Ad oggi lo studio non solo è occupato nella progettazione e costruzione di varie imbarcazioni e in due importanti refitting di yachts di oltre 60 metri, ma allarga anche la sua attenzione alla terra ferma. «Palazzi, ville di lusso e grandi residenze private sono la sfida che da qualche tempo impegna tutta la mia squadra. Il progetto strutturale di un’abitazione è ben diverso da quello di uno yacht, ma lo studio ha al suo interno collaboratori e professionisti del settore in grado di offrire un servizio unico, flessibile e specializzato sempre a livelli di eccellenza». Negli ultimi anni della sua attività inoltre, Luca Dini si è assiduamente dedicato alla sperimentazione di materiali e di forme spingendosi talvolta alla rivisitazione di immagini evocative e tendenze del passato che l’hanno spesso portato, come nel caso del Sea Force One – Admiral 54 al futurismo più intenso. Un’esigenza di sperimentazione che egli stesso considera determinante per chi, come lui, designer italiano, è attorniato da stimoli e suggestioni storiche, artistiche e culturali uniche e tipiche soprattutto della città da cui tutto prende vita, Firenze.

FELCI YACHTS
DAL 1992 AD OGGI FELCI YACHTS HA DEDICATO LE SUE ATTENZIONI A MOLTEPLICI TIPOLOGIE DI IMBARCAZIONI. Funzionalità, efficienza, prestazioni ed eleganza sono al centro di tutti i progetti. La carica agonistica maturata in anni di regate a livello internazionale e sulle classi olimpiche dai soci fondatori, Umberto Felci e Lorenzo Giovannozzi, ha dato inizialmente lo stimolo a spingersi verso la progettazione di imbarcazioni da regata offshore, alla realizzazione di numerosi progetti open dedicati alle regate costiere e alla creazione di classi one design. I primi progetti sono stati un trampolino di lancio necessario per testare una grande quantità di soluzioni innovative che si sono spesso rivelate vincenti, soluzioni che fino a quel momento in pochi avevano tentato: realizzazioni interamente in carbonio pre-preg, rigging dalla geometria innovativa, anch’essi in carbonio, bompressi girevoli, canting keel, canard orientabili e strutture–allestimento in monolitico compatto e leggerissimo. Il tutto con l’obiettivo della massima performance ed efficacia. Grazie anche al successo di pubblico dei famosi UFO, classi monotipo di 22 e 28 piedi, che hanno trovato subito largo impiego in prestigiosi campionati internazionali, il cantiere francese Dufour ha affidato a Felci Yachts l’ideazione delle sue nuove prestigiose imbarcazioni. Nel 2001 è infatti la volta dello strepitoso Dufour 40, vero scossone al mondo della produzione di serie (ad oggi venduto in oltre 600 esemplari) nonché vincitore di un campionato Mondiale IMS. Attualmente la Felci Yachts è impegnata nella progettazione dell’intera gamma per il Cantiere Dufour, con il quale si è consolidata sempre più la sinergia partita nel 2002, che lo ha portato ad essere uno dei principali cantieri d’Europa e alle cui imbarcazioni sono stati assegnati prestigiosi premi, come il recentissimo “Boat of the Year 2016” Best Midsize Cruisers del Cruising World Magazine per il Dufour 382 Grand Large e la nomination “European of the Year” per il Dufour 460 Grand Large appena varato. Importante novità del 2015 è la collaborazione con Nauta Yachts per il Cantiere Del Pardo, per il quale la Felci Yachts ha realizzato l’architettura navale del nuovissimo GS58. Contestualmente a modelli destinati alla produzione in serie, Felci Yachts ha proseguito le ricerche aero e idrodinamiche e gli studi CFD di ultimissima generazione che hanno portato alla creazione di alcune delle più innovative imbarcazioni da regata, oggi presenti in molti circuiti, sia open che a formula. Da ogni racer, come ad esempio il famoso GP42 Airis, il nuovissimo ICE33, ma anche l’ormai leggendario libera del Garda Clan Des Team, per citarne solo alcuni, Felci Yachts è in continua acquisizione di informazioni determinanti per l’evoluzione dei suoi progetti. Grazie anche a questi apporti la Felci Yachts sta elaborando molti tra i più eleganti ed innovativi fast cruiser oggi in produzione. Si parla di imbarcazioni di medio/grandi dimensioni, realizzati da alcuni tra i più prestigiosi cantieri nazionali ed esteri come Adria Sail, produttore della serie degli “Scuderia 50”, ICE Yachts che prosegue lo storico Yacht 2000 e che ha prodotto una serie molto interessante di imbarcazioni fast cruiser da 33 ad 80 piedi, progettate con innovazione. Questo grazie alla capacità di valutare a trecentosessanta gradi gli elementi che compongono l’imbarcazione e miscelarli in modo coerente agli obiettivi, capacità che per Felci Yachts è una condizione necessaria per poter realmente innovare in un settore così complesso e specifico.

Arch. Umberto Felci
Nasce a Milano nel 1964. Si laurea in Architettura con lode e tesi dedicata all’applicazione dei materiali compositi nel settore nautico. Grazie a questa specializzazione e alle sue peculiarità di timoniere e tecnico, Umberto diviene membro del America’s Cup Challenge “il Moro di Venezia” finalista nel 1991. Nel ‘93 progetta e costruisce il primo Mini Transat italiano, Te’ Salt in carbonio pre-preg, sponsorizzato tra gli altri dalla Montedison, terzo al suo esordio al Campionato Francese. Oltre all’attività di progettista dal 1997 collabora come docente con il Politecnico di Milano nell’ambito dello yacht design. Nel 2001 con l’ingegner Lorenzo Giovannozzi fonda la Felci Yachts.

Ing. Lorenzo Giovannozzi
Nasce a Milano nel 1969. Si laurea in Ingegneria con una tesi sugli sforzi termici e sugli effetti viscoelastici dei materiali compositi. Nel 1998 ha l’opportunità di frequentare un corso di specializzazione in Yacht Design presso l’Università degli Studi di Firenze ed incontra l’arch. Umberto Felci con cui inizia un’intensa e fruttuosa collaborazione che porta alla fondazione della Felci Yachts.

GARRONI DESIGN
SONO TUTTE UGUALI! FATICO A RICONOSCERLE L’UNA DALL’ALTRA. PARLO DELLE BARCHE A VELA. Non entro nel merito di quelle sportive, più o meno da competizione, perché, in tal caso, la similitudine è sinonimo di efficienza tecnica, più che di scarsa fantasia dei progettisti. Penso alle classiche barche a vela da crociera, quelle comode, fatte per godersi appieno il piacere della vacanza sul mare; neppure faccio distinzione di taglia perché lo stereotipo generalizzato vale per ogni dimensione: ci sono le “barche normali”, fra i 10 e i 20 metri o più, fatte a pantografo, con lo stampino, e i superyachts, generalmente attestati sui 40 metri, anch’essi uniformi nella comune immagine di una lunga prua flush-deck, piccola tuga squadrata con finestra raso ponte, giga pozzetto assolutamente vuoto, o quasi. Cerco allora di scomporre la barca per zone funzionali, per rendermi conto se veramente si è ormai raggiunta la forma, o formula, ottimale. Metto al primo posto le aree di vita all’aperto, quelle che maggiormente determinano la godibilità di una barca a vela da crociera: il pozzetto, ma non solo. Passato il tempo delle due scomode panchette longitudinali che si fronteggiano, ove i malcapitati passeggeri erano costretti a farsi sferzare metà del viso dal fresco venticello che tanto piacere donava a quell’egoista del timoniere. Le misure e il comfort sono un po’ migliorati, sono comparsi cuscini con schiuma a cellula chiusa che non si impregnano al primo spruzzo, uno spryhood e, talvolta, addirittura un tendalino, un tavolo per far colazione ed anche qualche spazio su cui allungarsi. Insomma, di che offrirsi una vacanza da Re. Fatto sta che, qualche anno fa, quando venne disegnata una barca con un pozzetto grande, grande, grande come non se ne era mai visto, ed anche conviviale, ne fu venduta una quantità tale da mettere in difficoltà la produzione. Le barche moderne sono diventate più rispettose dei desideri dei passeggeri e si sforzano di offrire quantità di gadgets mirati all’epicurea piacevolezza. L’essenza distributiva del piano di coperta rimane però ancora legata ai canoni convenzionali; solo Wally riesce a staccarsi, esplorando possibilità alternative, peccato che lo faccia a prezzi proibitivi. La banalizzazione del progetto contamina, però, tutta la barca, non solo il suo aspetto esteriore. Facendo qualche passo indietro, ricordo le grandi tappe dell’evoluzione distributiva. Dapprima, gli yachts a vela erano contraddistinti da un’infilata di spazi conseguentemente legati gli uni agli altri: da poppa, verso prua, si incontravano dapprima il timone, poi il pozzetto (con le 2 fatidiche panchette), la scaletta verso l’interno che affiancava un paio di cuccette “sarcofago” sviluppate sotto alle panche del pozzetto e, proseguendo verso prua, c’erano la cucinetta e il tavolo da carteggio che si fronteggiavano, seguiti dal quadrato (sempre 2 panchette), dal bagno, talvolta passante, e infine dalla cabina, quando c’era. Poi, se non sbaglio, verso gli anni ’60 è arrivato tale Olin Stephens, fratello di Rod, che ha alzato e spostato la scaletta di accesso sopra alla tuga, offrendo così la possibilità interna di tornare verso poppa, entro una degna cabina parzialmente posta sotto al pozzetto. Aggiornamenti successivi: modesti. Nel frattempo i motor yachts hanno cavalcato il successo della confortevolezza, offrendo spazi e prestazioni abitative degne dei migliori cottages. Penso che sia giunto il momento di restituire dignità commerciale alla grande famiglia delle barche a vela, complici le innumerevoli innovazioni tecniche che ne hanno agevolato la gestione e una rinnovata coscienza ambientalista che aiuterà a riscoprire il piacere della “slow motion” marina.

CHRISTIAN GRANDE
«L’attuale scenario che caratterizza il mondo del design nautico è in continua trasformazione e richiede, complici le congiunture economiche e sociali dell’ultimo periodo, lungimiranza e inventiva in misura nettamente maggiore rispetto al passato». Con questo preambolo Christian Grande, il noto designer di Parma, famoso per il suo approccio eclettico e inusuale a ogni progetto, introduce la sua visione e i suoi ultimi lavori. Con più di 100 progetti di imbarcazioni all’attivo e numerose “digressioni” nei settori dell’architettura e del product design, Christian Grande è conosciuto come forte innovatore e designer trasversale, capace di “contaminare” i suoi progetti utilizzando stilemi provenienti da differenti settori per connaturarli in nuovi concetti estetici, materici e funzionali. Famose le sue imbarcazioni con tratti automobilistici, prima fra tutte il Lancia di Lancia, premiatissimo rib che ha avuto l’onore di essere imbarcazione ufficiale del Festival del Cinema di Venezia. Con il medesimo approccio di continua ricerca e sperimentazione, ma saldamente legate alla realtà di mercato e evoluzione estetica, Christian Grande ha ideato il concetto di Invictus Yacht, per il quale uno storico cantiere italiano gli ha dato carta bianca, e nel quale il designer ha condensato la summa di tutte le esperienze creando un prodotto nuovo per un pubblico nuovo: imbarcazioni di taglia piccola ma curatissime nei dettagli, ricche di equipaggiamenti e dotazioni solitamente ritrovabili in yacht ben più grandi. Le nuove serie Invictus, soprattutto GT e TT, sorprendono per le forme innovative, come la prua semi-rovescia che è già nuova pietra miliare nel settore, per le prestazioni in navigazione e per la fruibilità, per gli inusuali volumi disponibili e le relative finiture. Il designer parmigiano, forte di numerose collaborazioni internazionali, è stato recentemente molto attivo sul mercato asiatico, disegnando imbarcazioni, complementi e interni per numerosi cantieri e aziende locali. Grazie a questo background lo studio è stato di recente incaricato da Sanlorenzo per la creazione di tutta la nuova serie di yacht a marchio Sundiro. L’opera di Christian Grande è già visibile nel primo degli yacht del marchio asiatico: un 70 piedi raffinato e dalle forme pulite, il cui stile rende omaggio ai classici Sanlorenzo, e la cui configurazione è concepita per adattarsi alle esigenze sia dei mercati orientali sia di quelli occidentali. Lo studio di Parma si impone anche nei settori dell’architettura e del product design, e si è particolarmente distinto, ad esempio, nella progettazione di prodotti per la protezione passiva dei bimbi in auto. I seggiolini per auto, rigorosamente “made in Italy”, sono caratterizzati da forti tratti estetici e personalizzazioni inusuali, e già considerati top di gamma sui principali mercati, compresi quelli emergenti come quello Cinese. Una attività, quindi, eclettica e multi-settoriale, orgogliosamente italiana e che Christian Grande porta avanti grazie a uno staff multi-disciplinare che include architetti e product designer.

HYDRO TEC
SONO ORMAI PASSATI 20 ANNI DALLA FONDAZIONE, DA PARTE DEI CONIUGI SILVIA E SERGIO CUTOLO, DELLA HYDRO TEC che, nel corso degli anni, da società di progettazione ha saputo creare una propria concezione di Design ed affermare una propria identità stilistica facilmente riconoscibile nel settore degli yacht di lusso. Oltre all’importantissimo anniversario dei 20 anni, il bilancio degli ultimi 12 mesi è sicuramente positivo in quanto cinque delle sei imbarcazioni consegnate nel corso dell’anno sono il frutto della “Progettazione Integrata” della Hydro Tec che oltre alla parte di Ingegneria Navale associa il design degli esterni. In particolare il Darwin 107’ Storm ha vinto il titolo di barca dell’anno secondo la rivista “Vela e Motore” e tre imbarcazioni sono state indicate come finaliste agli Showboats Design Awards: la seconda nata della pluripremiata serie dei 40 M Columbus Sport Hybrid; “Divine”, progetto e design (Hydro Tec) già vittorioso nel 2014; il Columbus 57 Taiba, firmato da Hydro Tec, come nel caso del 40 metri, anche per quanto riguarda il Design, e il King Baby, primo progetto cinese di Hydro Tec che ha già riscosso un notevole successo al Salone nautico di Fort Lauderdale. Continua il successo della “Darwin Family”, imbarcazioni in grado di solcare gli oceani senza rinunciare al comfort, permettendo di trascorrere periodi lunghi a bordo; nel 2016 sarà varato un altro 102’ ed altri due vedranno la luce nel 2017. A questi si aggiunge il CdM Air 108’, di cui la Hydro Tec cura la parte di Architettura Navale e Ingegneria e che sarà consegnato nel 2016.

ALBERTO MANCINI
TRIESTINO CLASSE 1978. È un Designer molto creativo con la grande passione per il mare e per il disegno. Nel suo tempo libero ama trascorrere il suo tempo in barca sia a motore per praticare la sua passione per lo slalom in monoscì, che a vela per godere del forte vento che soffia a Trieste. Nonostante un background di studio da car designer, la passione per il mare e per il disegno a mano libera lo portano ad iniziare la sua prima esperienza lavorativa nell’anno 2000 presso Officina Italiana Design per poi collaborare con diversi studi importanti sia in Inghilterra con Ken Freivokh e in Italia con lo studio Nuvolari & Lenard e poi come managing partner di Team 4 Design. Forte di queste importanti esperienze dal 2009 decide di creare a Trieste il suo studio “Alberto Mancini Yacht Design”: uno studio giovane e dinamico dove Mancini insieme ai suoi collaboratori designers e architetti esclusivamente italiani, sviluppa sia progetti esecutivi che concept per armatori privati e per cantieri navali con un’attenzione maniacale ai dettagli di stile e alle proporzioni.
«Mi ispiro molto viaggiando, ammiro le forme più diverse tra natura e arte, reinterpretandole con un occhio all’automotive e all’aviation design, bisogna guardare ad una clientela globale, ma noi in studio cerchiamo sempre di evitare i trend e il fashion design della massa», dice Mancini. «L’abilità di un designer sta nel convincere il cliente con la forza della matita su carta bianca, che sia uno schizzo di un interno o di esterni… mi piace sempre questo aspetto romantico del lavoro dove il computer non interviene ancora». Lo studio AM Yacht Design ha attualmente in costruzione presso il cantiere Overmarine a Pisa due unità del Mangusta Oceano 42 mt, il primo verrà varato questa estate, «non ci siamo fermati a disegnare esterni ed interni ma il cliente ci ha dato carta bianca per disegnare anche il tender completamente custom, in costruzione presso il cantiere Dariel Yachts». Sempre per Overmarine sono stati presentati al MYS 2015 2 nuovi progetti il Mangusta Gran Sport e il Mangusta Oceano 55 mt. Un altro progetto esecutivo di interni ed esterni attualmente in costruzione è il Dominator 26 mt Ilumen e il 43 piedi Revolver Boats center console. Lo studio vanta un portfolio importante di progetti costruiti, tra cui gli interni del Baglietto Monokini 44mt finalista al “The World Superyacht Award” e pubblicato sull’Adi Index 2014, il Dominator 640 vincitore di 2 Interior Awards, il Dominator 800 “Dolly” varata questa estate, il Barracuda 42 piedi il super veloce Revolver 44GT. Lo studio ha inoltre sviluppato alcuni concept eccezionali come l’aggressivo sport yacht Magnum 100 e Magnum 70 per il brand Americano Magnum Marine di Miami, e l’Otam Millennium 100 piedi.

NAVALHEAD
L’AMORE PER IL MARE E L’INGUARIBILE VOGLIA DI METTERSI IN GIOCO hanno spinto nel 2010 i due giovani ingegneri navali Andrea Agrusta e Federica Fanni a mettere insieme le forze e fondare NavalHEAD, studio di progettazione di mezzi navali e nautici ad alto contenuto tecnologico. Federica, amministratrice, ha curato negli anni il settore commerciale e marketing, effettuando scelte strategiche che hanno portato NavalHEAD a diventare un big-player nel settore della progettazione di yachts, mega-yachts e watertoys altamente evoluti. Andrea, idrodinamico incallito ed anima tecnica dello studio, guida sapientemente l’affiatato team di giovani ingegneri nello sviluppo di prodotti sempre più tecnologici ed innovativi. L’attitudine al problem solving e la capacità di razionalizzare ogni problema rendendo semplici scelte progettuali apparentemente paradossali, hanno portato negli anni allo sviluppo di un importante know-how tecnico che quotidianamente viene declinato nella progettazione di mezzi navali e nautici ad alta efficienza energetica e basso impatto ambientale. Ogni soluzione progettuale è razionalizzata ed ottimizzata, dalla scelta dei materiali di costruzione, all’accurata analisi dei pesi, all’uso generoso di software di simulazione CFD all’avanguardia per analizzare e successivamente ottimizzare il comportamento delle carene sia in termini di riduzione della potenza installata a bordo che in termini di massimizzazione di comfort e tenuta al mare.

Tra i progetti più recenti meritano di essere citati:

  • aHqua2O, minisommergibile da diporto, elettrico ed interamente realizzato in materiale composito.
  • Hurricane, watertoy a cavallo tra una barca ed una moto d’acqua, dotata di ali portanti in virata per sviluppare evoluzioni da brivido con la massima sicurezza.
  • Revolver 43CC e Revolver 50GT, due granturismo veloci in fase di produzione nel noto cantiere di Varese, per le quali NavalHEAD ha curato tutta la progettazione ingegneristica
  • K44 e K72, due navette semidislocanti per il mercato oltre-oceanico.
  • NH39m, yacht dislocante elettrico completamente custom in fase di sviluppo per un esigente armatore europeo.
  • Ilumen 26m, concentrato di tecnologia e design alla massima potenza, sviluppato assieme ad Alberto Mancini Yacht Design per conto del cantiere Dominator Yachts di Fano.

NUVOLARI LENARD
UNA STORIA DI SUCCESSO QUELLA DI DAN LENARD, STILISTA, E CARLO NUVOLARI, ARCHITETTO NAVALE ED INGEGNERE MECCANICO, che hanno fondato la loro società nel 1990, in Italia, proprio fuori Venezia. Entrambi hanno una forte relazione con il mare e lo stile; è chiara l’influenza che un gioiello come Venezia ha avuto sulla loro formazione professionale: architettura e acqua, fortemente legate. Entrambi condividono la stessa passione per la navigazione e trascorrono molto del loro tempo libero in barca. La Nuvolari Lenard si occupa di concept design, architettura navale, exterior styling, architettura e curano lo yacht sin dall’inizio del progetto fino alla consegna. NL ha tre diverse sezioni di attività: grandi yachts custom, produzione di yacht di serie e sviluppo interni sia per grandi yacht che per progetti residenziali. Gli yacht disegnati da NL sono stati costruiti nei più famosi cantieri del mondo come Oceanco, Lürssen, Amels, Palmer Johnson, Perini Navi, Crn, Ferretti. Tutti gli yacht sono costruiti come da progetto sotto la supervisione di NL, che assiste il cliente e il comandante in tutta la fase di costruzione e nelle procedure di consegna. Dan Lenard e Carlo Nuvolari, in team con la loro partner Valentina Zannier, disegnano anche gli interni dei loro yacht. Il socio Simone Feltrin si occupa della gestione dei progetti. Lo studio lavora sia sulle nuove costruzioni che sui refitting fornendo disegni architettonici, modelli, specifiche sulle decorazioni e anche mobili, luci e pezzi d’arte. Dopo aver costruito così tanti yacht, Nuvolari Lenard ha ricevuto molte richieste di design di interni per case di lusso che vengono portate avanti con passione e successo. C’è anche un settore dello studio che disegna yacht di serie e semicustom per i più grandi attori del mercato nautico come Jeanneau, Bénéteau, Monte Carlo Yachts e Ferretti Group. Il laboratorio di modelli in scala, che è integrato alla sezione di Yacht Design, aiuta molto i progettisti nella visualizzazione e ricerca delle forme, prima che il lavoro finale sia operato al computer grazie alle tecniche tridimensionali. Attualmente sul mercato ci sono centinaia di barche costruite dai disegni di Nuvolari-Lenard. I progettisti italiani hanno allargato la loro attività in Cina e stanno guardando ora anche all’Africa.

OFFICINA ITALIANA DESIGN
FONDATA NEL 1994 DA MAURO MICHELI E SERGIO BERETTA, Officina Italiana Design si occupa in esclusiva della progettazione delle linee esterne e degli interni di tutti i modelli Riva. Per il cantiere Sanlorenzo sta progettando sei nuovi modelli, tra cui SL 86, presentato all’ultimo Salone di Cannes. Attualmente, lo studio di design, che ha sede in un palazzo dell’800 nel cuore di Bergamo e un ufficio a Miami, ospite della sede del gruppo Ferretti, è concentrato su una linea di megayacht Riva dai 50 metri in su (il primo esemplare si dovrebbe vedere nel 2017). Due le tipologie di megayacht: una più classica, in linea con la tradizione Riva, l’altra più contemporanea e con linee innovative. «L’entrare nel settore dei superyacht per un designer è una vera sfida e personalmente l’ho raccolta volentieri», dice Mauro Micheli. «Il nostro obiettivo è puntare alla qualità e all’unicità del prodotto affinché Riva possa entrare in questo segmento di mercato con modelli competitivi che reggano il confronto con quelli dei cantieri del Nord d’Europa», aggiunge Sergio Beretta. Officina Italiana Design sta seguendo inoltre la progettazione di una serie di unità più piccole, sportive, dall’elevato contenuto di design, comfort e prestazioni, in linea con il brand Riva, che verranno svelate nei prossimi anni. «Cerchiamo di progettare imbarcazioni senza tempo, raffinate, in linea con il nostro concetto di stile e con ciò che rappresenta Riva, un marchio storico, un’icona nel concetto di yachting», dice Mauro Micheli che con Riva collabora dal 1984.

FRANCESCO PASZKOWSKI DESIGN
UN TEAM DEDICATO ALLE LINEE ESTERNE, UNO AGLI INTERNI. Nello studio affacciato sulle colline di Firenze, designer e architetti lavorano con Francesco Paszkowski dalla progettazione al varo, offrendo soluzioni custom per esterni, interni e décor di yacht che nel corso degli anni gli hanno valso numerosi premi e riconoscimenti a livello internazionale. Milanese di nascita, Francesco Paszkowski si trasferisce presto a Firenze. Nella città d’arte Paszkowski sviluppa l’interesse per il design e la progettazione nautica. Terminato il periodo di formazione con suo padre Giovanni e con l’architetto Pierluigi Spadolini, apre il proprio studio nel 1990. Da allora Francesco Paszkowski Design ha realizzato imbarcazioni e progetti da 24 a 70 metri, yacht dislocanti e plananti, in vetroresina o in alluminio, destinati a cantieri ed armatori di tutto il mondo, che lo hanno scelto per realizzare la loro barca. Oltre al sodalizio di oltre 20 anni con Baglietto, dal 1990 a oggi lo studio Francesco Paszkowski Design ha firmato progetti per Heesen Yachts, Sanlorenzo, Crn, Turquoise Yachts, Canados, Isa e Tankoa Yachts. La filosofia di Francesco Paszkowski Design è quella di disegnare barche dalle linee dinamiche, che diano la sensazione di movimento anche quando sono all’ancora. Oggi lo studio offre progetti completi che comprendono soluzioni architettoniche, complementi d’arredo custom e studio dell’illuminazione a bordo. Dal 2006 si avvale della collaborazione dell’architetto Margherita Casprini che, dopo essersi occupata del décor e della ricerca di nuovi materiali, lavora oggi per Francesco Paszkowski Design come responsabile del team per la progettazione e la realizzazione degli interni. Disegno dopo disegno, giorno dopo giorno, grazie a un forte lavoro di squadra, nello studio di Firenze prendono forma gli yacht del futuro, realizzati seguendo un percorso pensato ogni volta su misura.

TEAM FOR DESIGN – ENRICO GOBBI
TEAM FOR DESIGN È UNO STUDIO DI ARCHITETTURA E YACHT DESIGN FONDATO NEL 2005 CON SEDE A VENEZIA. La città più unica sull’acqua è una culla di arte, architettura e rappresentativa dello stile italiano. Non ultimo è anche la città natale di Enrico Gobbi, chief designer dello studio. Venezia ha avuto una rilevante influenza sulla formazione professionale del progettista; la sua forte relazione sia con l’architettura che con l’acqua riflette la presenza di questi elementi nella città. Enrico Gobbi, dopo essersi laureato nell’università di architettura di Venezia (Iuav), ha ottenuto la specializzazione in Yacht Design e ha iniziato a lavorare nell’industria nautica. I molti anni di esperienza acquisita collaborando con alcune delle più conosciute società di design e cantieri lo ha portato ad essere la mente creativa di Team for Design. Nel corso degli anni Team for design ha progettato yacht esclusivi per cantieri famosi e importanti clienti in tutto il mondo, dagli sport yacht fino ai più grandi super yacht oceanici. Fino ad ora molte delle imbarcazioni costruite sono state insignite di importanti premi internazionali. Team for Design insieme a Enrico Gobbi, riunisce progettisti con diversi punti di vista del design e dell’architettura da tutto il mondo da qui la parola “Team” nel nome della società. «Abbiamo un’intensa passione per il design “eccezionale”, il nostro motto è “tutto è possibile: noi disegniamo i vostri sogni… con una visione realistica”». L’attività dello studio include il design interno ed esterno sia per super yacht custom che di serie, iniziando sempre dal disegno concettuale fino alla fase esecutiva e al project management in fase di realizzazione. Non ultimo, lo sviluppo di esclusivi progetti residenziali per alcuni dei nostri clienti affezionati, ci ha portati ad aprire l’Ufficio Residenziale che crea piani per interior design di lusso e prestigiosi palazzi e ville.

VICTORY DESIGN
VICTORY DESIGN È UNA CREATURA DI BRUNELLO ACAMPORA, che da oltre 25 anni sostiene un approccio ‘totale’ ed innovativo alla progettazione nautica e navale. Partner dei grandi nomi della nautica italiana ed estera, Victory vanta la paternità dell’intera gamma Dolphin di Mochi Craft. Delle Dolphin, Victory Design ha realizzato l’intero progetto di base, dalle efficientissime carene allo stile esterno senza trascurare il progetto e l’arredo degli interni. Tanta esperienza deriva dall’intensa attività svolta a favore degli uffici tecnici di marchi del calibro di Pershing, Bertram, Crn, Riva, Cantieri di Sarnico, Colombo e altri noti costruttori esteri. Tanto interesse deriva dalle origini della società, che risalgono agli anni d’oro della motonautica. Brunello Acampora muove i primi passi alla Cougar Marine, in Inghilterra, dove inizia un’amicizia con l’allora giovanissimo Steve Curtis, oggi l’uomo più veloce al mondo su un’imbarcazione ad elica (ed una timoneria di Brunello) ma anche al suo ottavo titolo mondiale. Partecipa a tre edizioni della Venezia-Montecarlo, sempre con imbarcazioni il cui progetto e la gestione dell’intero processo di costruzione sono curati dalla Victory Design. Questi successi ed i record di velocità destinati a rimanere imbattuti per oltre venti anni, dall’Inghilterra all’Australia, lo portano a progettare forse la sua più famosa imbarcazione Offshore, il rosso catamarano ‘Bilba’ che vinse su tutti i circuiti di Classe 1 del mondo. Di ‘Bilba’, Brunello progetta praticamente tutto: dalla carena, vincente su ogni condizione di mare, alle speciali timonerie e tante altre componenti che ancora oggi vengono vendute ai migliori team del mondo. Queste esperienze si sono riversate nel mondo commerciale e della difesa, in nuove carene come la riedizione del famoso ‘Arcidiavolo’, un trimarano a sostentamento aerodinamico inventato nei primi anni ’70 da Renato ‘Sonny’ Levi, da sempre l’ispiratore principale di tutto il lavoro di Brunello. Massimo Bruni affianca Brunello da quasi venti anni nella gestione dello studio partenopeo.

ZUCCON INTERNATIONAL PROJECT
AVVICINARE LA PERFEZIONE È UNA QUESTIONE DI EQUILIBRI: l’attenzione ai dettagli, la creatività, le abilità tecniche da sole non bastano, bisogna saper maneggiare quella raffinata arte che è la ricerca del giusto mezzo. Lo studio Zuccon è stato in grado di fare di questa qualità un suo tratto distintivo, non solo nel suo brand Zuccon International Project, ma anche nel più recente Zuccon SuperYacht Design. Nel 2015 molte sono state le conferme dell’abilità di Zuccon in questo ambito, a partire dal trittico composto dai progetti Superconero, Dislopen Special Edition e Expedition Teseo, nate dalla collaborazione con Crn. Le tre unità sorelle, tutte di 50 metri, di cui Zuccon ha curato sia gli interni sia le linee esterne, sono state progettate partendo dal concetto di imbarcazione semicustom e pur mantenendo le loro caratteristiche distintive, offrono diverse soluzioni di layout di bordo. È inoltre in arrivo, nell’estate 2016, un altro progetto di Zuccon: Navetta 37, disegnata per il brand Custom Line di Ferretti che sarà uno yacht che permetterà una perfetta unione con il mare e sarà allo stesso tempo in grado di rispecchiare il modo unico di ciascuno di vivere la navigazione.

(Yacht Designers, la Fabbrica delle Idee – Barchemagazine.com – Febbraio 2016)