A vela quando c’è il vento e in elettrico quando manca. Un sogno o una realtà? Volvo Penta ci crede e ha realizzato un primo prototipo su un catamarano di 40’
by Niccolò Volpati
La premessa è d’obbligo: si tratta di un prototipo. Me lo ripetono quasi ossessivamente i tecnici Volvo Penta che sono a bordo. In pratica significa che hanno preso un Lucia 40 di Fountaine Pajot hanno aperto i gavoni di poppa dei due scafi e ci hanno infilato dentro un mega pacco batterie e il motore elettrico di un piede saildrive per ciascuno.
Qual è lo scopo? Dimostrare che l’elettrico è un motore che va bene anche per un catamarano da crociera e non solo per un daycruiser o una barca a vela di piccole dimensioni. Il pacco batterie è da 20 kWh, mentre il motore da 15. Ingombro non eccessivo, ci sta e non crea particolari problemi. Per quanto riguarda il peso non si sbottonano. Provo a insistere, ma hanno le bocche cucite. Mi ripetono che si tratta di un prototipo e solo dopo faranno tutte le verifiche del caso. Segno che non si tratta di un peso piuma, ma non hanno comunque tutti i torti. Trattandosi di un prototipo è ovvio che non hanno ottimizzato i pesi a bordo.
I serbatoi, per esempio, sono diventati superflui, quindi, per fare un calcolo complessivo del peso da mettere e di quello da togliere, cioè per vedere se il gioco vale la candela, si deve passare dalla fase prototipo a quella definitiva. Ma è ancora presto. Nei gavoni non ci sono solo il motore con relativo pacco batterie perché senza un generatore e un caricabatterie, il sistema non funzionerebbe.
Il generatore è un Fischer Panda 10000i da 8 kW che pesa, a secco 111 kg. Riassumendo, nei gavoni di poppa dei due scafi del catamarano ci sono 2 saildrive con motore elettrico da 15 kWh, due pacchi batterie al litio da 20 kWh, due generatori da 8 kW e due caricabatteria.
Dopo la descrizione, il tempo delle spiegazioni è finito. Le batterie sono al 90% della carica. Molliamo gli ormeggi e iniziamo a mettere la prua fuori da Port Canto. Al minimo la sensazione è buona e il rumore praticamente inesistente. Accendo il fonometro che mi indica solo 52 dbA. Significa che c’è quasi silenzio assoluto. Accelerando le cose cambiano. Il rumore c’è, sia quello prodotto dall’elettrico, sia quello del generatore. E’ vero che quello più forte è frutto dello sciabordio dell’onda di scia e quindi decisamente più piacevole rispetto ai decibel provocati da un propulsore.
A velocità di crociera i valori si attestano intorno ai 60 dbA, mentre alla massima si arriva anche a 70. Ma qual è la velocità di crociera e la massima? Dai 5 agli otto nodi. E qui i valori di autonomia delle batterie scendono sensibilmente. A 4 nodi, infatti, si può navigare per poco più di 6 ore percorrendo 29 miglia. Salendo a 5, il display in plancia indica 14 miglia di autonomia per circa 3 ore, mentre a sette o otto nodi di velocità l’autonomia scende in picchiata a poco più o poco meno di un’ora per percorrere 5 o 7 miglia.
Per completare il tutto, è stata stati collocata anche una striscia di pannelli solari che, sempre secondo il display, forniscono 0,4 kW di energia. Altra accuratezza è stata quella di inserire una sorta di “blocco” che impedisca di mandare completamente a zero le batterie e Volvo si aspetta anche, una volta che non si tratterà più di un prototipo, di avere a disposizione dell’energia per altre utenze di bordo, come, per esempio, l’aria condizionata.
In conclusione però, siamo ancora lontani da un risultato accettabile. L’autonomia è poca e il peso tanto. Incide sulle prestazioni a vela senza fornire la possibilità di navigare a lungo quando non c’è vento. Un conto è uscire o rientrare da un porto oppure navigare in un’area marina protetta, altro è il discorso se si deve fare una crociera. Anche ammettendo che si navighi a soli 4 nodi, questo sistema consente di percorrere solamente 29 miglia.
Chi farebbe una crociera fermandosi ogni 29 miglia? La mia sensazione è stata che Volvo ha voluto dimostrare che ci stanno lavorando e quindi che tra poco ci arriveranno. Qualcosa di simile avvenne qualche anno fa quando Torqeedo presentò il Deep Blue, un fuoribordo elettrico da 80 cv. Era possibile, ma la batteria era quasi più grande della carena della barca. Certo è che la tecnologia per le batterie agli ioni di litio sta facendo passi da gigante.
Quelli che sono gli standard di oggi, saranno probabilmente un lontano ricordo solo l’anno prossimo. E si va avanti di questo passo allora quello che oggi è solo un prototipo dimostrativo, tra poco potrebbe essere una concreta realtà.
La scheda
Barca: Lucia 40 Fountaine Pajot – lunghezza fuori tutto 11,73 m – baglio massimo 6,63 m – dislocamento 9.500 kg
Motore elettrico: Volvo Penta – piede saildrive da 15 kWh – batterie al litio da 20 kWh – generatore da 8 kW
Condizioni: Golfo di Cannes, con mare calmo e 11 persone a bordo
Prestazioni
| Nodi | autonomia in miglia | autonomia in ore | dbA in pozzetto |
| 4 | 29 | 6 | 52 |
| 5 | 14 | 3 | 59 |
| 6 | 11 | 1,9 | 63 |
| 7 | 7,5 | 1,1 | 68 |
| 8 | 5,3 | 0,8 | 70 |
(Volvo Penta Electric e Fountaine Pajot, the sound of silence – Barchemagazine.com – Settembre 2019)







