Lo “strano” del paese
Inabile al lavoro perché infelice. Piero ha 44 anni e non fa male a nessuno. Per tutti in paese è Cibicotti, quello “strano”, quello che parla in modo stralunato e trascorre la sua esistenza alle prese solo con i piccoli accadimenti quotidiani: i continui litigi con sua moglie, la Bella, e con la madre, origine di molte delle sue stranezze. Il suo tempo trascorre pigramente, con qualche fissazione di troppo e qualche malinconia difficile da scacciare, fino a quando, il giorno di Natale, Cibicotti decide di rubare il presepe della Chiesa. Un’avventura tragicomica raccontata in prima persona nella forma di un lungo monologo, dove le cupe ombre del suo passato si mescolano alla commovente goffaggine di un’impresa irripetibile.
Lucrezia Lerro, Sul fondo del mare c’è una vita leggera, 2012, Bompiani, Milano, € 16,00
(Agosto 2012)
Sul fondo del mare c’è una vita leggera







