Abbiamo incontrato Stefano De Vivo, Chief Commercial Officer di Ferretti Group e di Crn
by Francesco Michienzi
Quella di Crn è una storia di evoluzione e di grande tradizione, è la storia di un brand di prestigio che ha saputo da sempre anticipare le tendenze, un punto di riferimento dell’industria nautica italiana. Il cantiere è stato fondato ad Ancona nel 1963 dall’imprenditore Sanzio Nicolini con il nome di Costruzioni e Riparazioni Navali, da cui poi l’acronimo Crn con cui si è affermato a livello mondiale ed è conosciuto ancora oggi. Nel 1999 il cantiere viene acquisito dal Gruppo Ferretti che dal gennaio 2012 è parte del Gruppo Weichai.
Quella degli oltre cinquant’anni di Crn è una storia affascinante e per molti versi emblematica, che alterna intuizioni sorprendenti, grandi successi e anche momenti difficili, in cui si mischiano il genio dell’uomo, la capacità imprenditoriale e la passione per il prodotto in un settore, la nautica di lusso, che ha scritto pagine memorabili dell’industria italiana moderna. Ne abbiamo parlato con Stefano De Vivo che è anche membro esecutivo del board di Crn. 37 anni, laureato in Ingegneria e Architettura Navale all’University College di Londra, ha conseguito un Master alla University of Sciences and Technology di Hong Kong.
Ci racconta De Vivo: «Crn è un cantiere leader nella costruzione di navi da diporto full custom. Oggi, per andare incontro alle esigenze di un mercato in grande evoluzione, stiamo proponendo dei progetti con delle linee già impostate da importanti studi internazionali di design. Tra questi Zuccon International Project, Omega di Franck Laupman, Nuvolari e Lenard e Francesco Paszkowski. La nostra storia recente racconta esattamente questo: Chopi Chopi, Atlante, Saramour, Yalla e Cloud 9, così diverse tra loro, esprimono il valore di questo concetto».
Tra gli elementi di forza di Crn c’è la capacità del suo ufficio tecnico di essere perfettamente in grado di elaborare piattaforme navali complesse per rispondere rapidamente alle richieste di navi totalmente custom. Sottolinea De Vivo: «Noi ci sentiamo più competitivi nella fascia compresa tra i 70 e gli 80 metri di lunghezza. In questo segmento siamo leader visto che abbiamo costruito Chopi Chopi di 79 metri, Yalla di 73 metri, abbiamo da pochi mesi consegnato Cloud 9 di 74 metri e stiamo costruendo un 79 metri; tutte navi comprese tra 2000 e 2800 Gross Tonnage».
Gli ingegneri di Crn hanno sviluppato una capacità di trovare le soluzioni tecniche più corrette per rispondere alle richieste più complesse di alcuni clienti: «L’armatore di Atlante aveva immaginato dei portelloni particolari per far entrare e uscire i tender e utilizzare questa zona come area nobile quando questi sono in mare. Per soddisfare questa richiesta abbiamo studiato delle soluzioni che sono rimaste come know-how del cantiere. La competenza che abbiamo acquisito sui portelloni penso sia unica nel mondo della nautica; siamo in grado di realizzarne di speciali che si aprono verso l’alto o verso il basso con un unico sistema. Questo dimostra quanto siamo avanzati nella ricerca e nello sviluppo».
Le navi da diporto di oggi rappresentano il sogno diventato realtà di un armatore che ama elaborare con i progettisti i tratti distintivi della sua barca: «Il cliente può partire dal foglio bianco e sviluppare con noi il progetto stesso, lui in prima persona lavora a quattro mani con i designer e gli uomini del cantiere. È uno dei pochi momenti per lui di creare la sua opera d’arte».
Osservando i prodotti di Crn si nota come non ce ne sia uno uguale all’altro: «È esattamente il nostro obiettivo: rendere l’armatore parte attiva del progetto per costruire insieme la sua barca. Noi diamo il nostro know-how tecnico, loro offrono le esperienze di vita e le proprie necessità». Un tema ricorrente tra i costruttori di navi da diporto è quello sulla percezione della qualità del prodotto. Ci dice Stefano De Vivo: «Secondo me oggi siamo già al livello dei costruttori nordeuropei. Crn costruisce barche qualitativamente allineate con gli standard degli olandesi, questo a detta dei surveyor che hanno seguito Cloud 9 e dei broker che sono venuti a vedere come realizziamo gli impianti».
Resta tuttavia il problema che i costruttori italiani non sono percepiti come operatori di qualità: «Purtroppo abbiamo qualche competitor che sta abbassando notevolmente i prezzi per aumentare le sue quote di mercato, oppure c’è chi sbaglia i preventivi economici senza rendersi conto dei danni che produce alla sua azienda e a tutto il sistema. Crn ha il vantaggio della solidità finanziaria del Gruppo, oggi il problema delle garanzie bancarie non esiste più». In questo momento la dimensione del cantiere consente di costruire un massimo di 3.000 gross tonnage impiegando a tempo pieno 350 persone. «Crn può mettere in sinergia molti aspetti operativi e di ricerca tecnica che può condividere con gli altri brand di Ferretti Group».
Il sito di Ancona è anche il cantiere nautico dedicato alla costruzione dei SuperYacht di tutto il Gruppo Fer sta lavorando a pieno regime.retti e «Questo è un momento nel quale sentiamo l’esigenza di avere più spazio per dare un servizio di refit ai nostri clienti Crn, il nostro sito di La Spezia, che poteva fare anche questa attività, oggi è pieno, per cui dobbiamo avvalerci di strutture di altri. Pensiamo che i nostri clienti debbano avere la possibilità di venire a casa nostra per eseguire tutti i lavori di cui hanno bisogno».
(Navi, ma full custom. Parla Stefano de Vivo di CRN – Barchemagazine.com – Ottobre 2017)












