Richard Sapper

Emozioni e funzioni
Richard Sapper, designer per vocazione, dopo la breve esperienza in Mercedes si trasferisce a Milano e lavora con Gio Ponti e Alberto Rosselli. Collabora con Marco Zanuso all’ideazione per Brionvega, Sit Siemes, Kartell e Gavina di autentici capisaldi del design
di Decio G. R. Carugati
«Mi sono sempre preoccupato e mi preoccupo», dichiara Richard Sapper, «ogni volta che definisco il progetto di un oggetto d’uso, del suo significato emozionale, quando la funzione è insita nella definizione, ecco, l’oggetto deve destare emozione, desiderio, deve essere appetibile, perché soltanto la sua appetibilità ne risolve l’impiego. Non si può fare tutto ciò che le tecnologie permettono di realizzare, se mai il progetto è scelta dell’opportunità tecnologica. Occorre fare per appagare l’attesa, il desiderio, l’impatto tattile e visivo. Questo è il mio modo ancora oggi di intendere il design». Espressioni di comprovata eccellenza, figurano nell’arco temporale, oggetti che concretizzano, interpretano e spesso anticipano il mutare dei comportamenti. Tizio, del 1972 per Artemide, best seller incontrastato, nasce archetipo della definizione formale dell’apparecchio per illuminazione a fonte alogena. La serie Dalle nove alle cinque, per Castelli, del 1987, realizza il superamento, secondo la motivazione di assegnazione del Compasso d’Oro: «Dei tradizionali elementi strutturali della scrivania, adeguati all’uso dei terminali elettronici, in un perfetto equilibrio formale». «Ho pensato» precisa Sapper, «a una soluzione fondata su tre elementi in combinazione: la barra di sostegno a una dimensione, il piano bidimensionale, la cassettiera tridimensionale. Dopo un certo numero di prototipi in fusione di ghisa, il produttore decide l’investimento in stampi per la serialità più ampia in lamiera di acciaio. Detto impiego mi riportava indietro nel tempo, agli inizi della mia carriera di progettista, quando lavoravo negli anni cinquanta presso la Mercedes Benz di Stoccarda al reparto stile». Il progetto per Castelli offre a Sapper l’occasione di sfruttare, al meglio della configurazione, i limiti delle tecnologie concordate. Annota Andrea D’Alessandro: «Deus ex machina dei portatili IBM, Richard Sapper ha firmato la maggior parte dei modelli a partire dall’originale pc Convertible del 1985, la prima versione lap top del pc IBM fino all’ultima serie Think Pad inaugurata con il 700C del 1991.
Nel caso del 701C che venne poi a ragione soprannominato The Butterfly, la farfalla, Sapper ha adottato una brillante soluzione al problema delle ridotte dimensioni della tastiera dei lap top moderni, l’ha separata in due pezzi, che si incastonavano fra loro e che, quando il computer veniva aperto, si aprivano proprio come le ali di una farfalla e si ricomponevano formando una tastiera più larga della base che la conteneva».
Richard Sapper 
Nasce a Monaco di Baviera nel 1932. Studia filosofia, anatomia, grafica, ingegneria e si laurea in Economia nel 1955. Designer per vocazione, dopo la breve esperienza in Mercedes si trasferisce a Milano e lavora con Gio Ponti e Alberto Rosselli. Collabora con Marco Zanuso all’ideazione per Brionvega, Sit Siemes, Kartell e Gavina di autentici capisaldi del design. Nella sua lunga carriera riceve più volte il Compasso d’Oro. Musei internazionali fra i quali il MoMa di New York hanno organizzato sue personali. Vive e lavora a Milano.
(Novembre 2012)