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Guardare alla Cina
L’osservatorio Nautica & finanza 2011 è lo specchio della situazione economica contingente e rivela dati negativi che, però, possono essere uno stimolo per sfidare i mercati emergenti
di Silvia Montagna
Brutte notizie dal rapporto annuale che Pentar, società di equity market, prepara ogni anno sull’andamento della nautica. Sul mercato internazionale la produzione di megayacht è diminuita del 27%, scendendo a 9 miliardi di euro, anche se si conferma il primato dei cantieri italiani. Con una nota negativa anche qui, però, perché dopo dieci anni la quota di mercato dei cantieri italiani si assottiglia e si contrae di 0,8 punti percentuali. Nel 2009 il valore della produzione delle aziende del settore della cantieristica è risultato di 2.531 milioni di euro, -24,8% rispetto al 2008. La produzione italiana è tornata ai livelli del 2005, l’unico aspetto che resta stabile è la ripartizione tra vela e motore, con il secondo che mantiene una quota di mercato di gran lunga superiore. C’è stato un crollo, in particolare, per i consumi interni, diminuiti del 33,9% e tale contrazione si compone di cadute rispettivamente del 30 e del 48,4% della produzione italiana per il mercato nazionale e delle importazioni all’estero. Un po’ meglio è risultato il dato delle esportazioni, la cui riduzione è “solo” del 20,5%.
Tra i cantieri, 33 su 53 hanno messo a segno un risultato negativo con ricavi diminuiti di oltre un terzo e per la prima volta l’Ebtda è negativo, avendo perso da un anno all’altro oltre 9 punti percentuali. E ancora maggiore è l’effetto che si manifesta sul risultato dell’esercizio: è negativo per il 12,1% contro il dato negativo dell’anno precedente del 3,7%. E lo stato patrimoniale aggregato conferma le indicazioni fornite dal conto economico: il patrimonio netto aumenta del 7% rispetto all’anno prima. I debiti finanziari crescono ancora dell’11% e ammontano a circa due volte e mezzo il patrimonio netto.
Per quanto riguarda le società degli accessori si registra una forte contrazione dei ricavi (circa il 38%) così come di tutti i margini: ebit e risultato dell’esercizio sono negativi con peggioramenti rispettivamente di 8,8 e 11,5 punti percentuali. Lo stato patrimoniale aggregato mostra, però, la diversa solidità di queste società rispetto ai cantieri: il patrimonio netto non diminuisce e i debiti, addirittura, si abbassano di oltre il 15%. Il rapporto tra patrimonio netto e indebitamento finanziario si conferma superiore a 3.
Nonostante questo quadro non proprio brillante l’amministratore delegato di Pentar, Maurizio Romiti, spende parole positive: «Dobbiamo guardare al futuro poggiando i piedi su quanto di buono nel settore c’è ancora e può essere fatto valere in campo internazionale. Sappiamo bene che quest’ultimo è meno debole di quello interno e le nostre imprese su quel mercato si sono difese bene. È proprio da qui che si deve ripartire per riprendere e far crescere i proprio numeri. In questo periodo si stanno inoltre verificando alcune tendenze, capaci di portare grandi novità e offrire prospettive di crescita molto interessanti. Nuovi mercati di grandi potenzialità, come quello cinese, hanno scoperto l’interesse per il mare e la nautica. I nostri cantieri devono saper raccogliere la sfida e soprattutto devono saperla vincere».
Il campione analizzato
È composto da 53 società che producono imbarcazioni a vela e a motore, che hanno localizzato il cantiere in Italia e che hanno un fatturato compreso tra i 5 e i 30 milioni di euro l’anno. Nessuna di queste è appartenente a Gruppi con fatturato maggiore ai 100 milioni di euro o stranieri.






