Lo zio Sam, Cuba libre e humidor
Cosa succederà nel mondo degli aficionados italiani di sigari quando terminerà l’embargo degli Usa su Cuba? Ormai l’evento sembra essere vicino…
di Mark Bosshard
Recentemente ho parlato con un addetto ai lavori sull’impatto che potrebbe avere qui da noi l’apertura ai sigari cubani del mercato americano, un fenomeno inevitabile e non molto lontano nel tempo, dato che in molti stanno solo aspettando la morte del vecchio Fidel, evento più che altro “simbolico”. Cuba aumenterà ancora la produzione, a scapito della qualità (magari grazie agli investimenti americani) oppure – se quantitativi e qualità rimanessero quelli attuali – per i mercati europei aumenteranno i prezzi e/o si ridurranno le esportazioni.
Ancora incerta rimane solo l’intensità del fenomeno. Due fattori, infatti, potrebbero “ammortizzare” l’effetto sul mercato europeo: il primo è che il fumatore americano preferisce sigari leggeri e dolci rispetto ai forti cubani; il secondo, invece, è che il mito del sigaro cubano per gli americani deriva dal fatto che si tratta di un prodotto da decenni proibito.
Che fare, dunque? Il mio suggerimento è di non cedere a tentazioni apocalittiche, ragionando piuttosto in modo oculato: avendo a disposizione un umidificatore capiente e la volontà di spendere qualche centinaio di euro, potrebbe magari essere il caso di lasciar perdere già adesso le limitadas dell’ultima ora e iniziare a comprare qualche scatola “di riserva” dei nostri sigari preferiti per poterceli fumare – magari con quel quid pluris che un buon affinamento in humidor conferirà loro – quando i prezzi saliranno.
Partagas Short
Dopo tanti grossi calibri, la degustazione di questo mese riguarda un “piccolo” formato di un grande nome. La capa – che sprigiona da spento un netto e piacevole aroma di cuoio – si presenta chiara, regolare e molto morbida al tatto. La fumata è breve e agile per una forza sempre moderata e di tiraggio e combustione perfetti. L’attacco è tipicamente Partagas, dunque non particolarmente ampio ma decisamente piccante. Gli aromi sono dapprima giocati su un gusto di mandorla che evolve, nella seconda metà di fumata, verso punte amarognole, ma senza disturbare. Poi compaiono punte terrose sempre accompagnate da un ben evidente, anche se più moderato, speziato tipico della marca. In conclusione, questo sigaro rappresenta la scelta ideale per chi vuole un Partagas che – pur restando “davvero Partagas” – sia anche poco impegnativo.







