Nuvolari e Lenard, armonia e perfezione

Carlo Nuvolari-Duodo e Dan Lenard da un quarto di secolo disegnano e progettano yacht da sogno. Quasi un chilometro di loro barche sta per essere varato. Un successo che si spiega con una grande passione per il mare e per il loro lavoro

DESIGN SI IDENTIFICA CON INNOVAZIONE. Gli antichi greci individuarono negli organismi naturali un modello di perfezione e di armonia tradotto nell’ideale classico di bellezza. Nella Storia Naturale di Aristotele compare già l’analogia tra natura e arte in termini di equilibrio e proporzione tra le parti. Sono proprio l’equilibrio e la proporzione che guidano le mani e la mente di Carlo Nuvolari-Duodo, ingegnere navale di Venezia, e Dan Lenard, architetto di Lubiana, i quali progettano e disegnano yacht di tutti i tipi, da 7 a 185 metri, che vengono costruiti nei più famosi cantieri del mondo. Abbiamo incontrato Nuvolari e Lenard nel loro studio di Scorzè, nei pressi di Venezia, dove lavorano designer, tecnici di cantieri, modellisti e dove si ideano tutti gli aspetti dei megayacht e delle barche in generale: dalle nuove carene alle forme architettoniche originali, dal design di interni alla decorazione. In questo momento stanno per essere varate delle loro barche per oltre un chilometro di lunghezza. Un segno di successo inequivocabile. Lo studio opera in tre settori distinti: barche custom da 24 a 185 metri, barche di serie e architettura d’interni e residenziale. Ci dice Carlo Nuvolari: «Nelle barche di produzione di serie il nostro cliente è il cantiere non l’armatore, anche se spesso incontriamo gli armatori, soprattutto quando le barche cominciano ad essere sui 25 o 30 metri. Abbiamo dei clienti privati per i quali progettiamo un singolo esemplare e richieste di studi su barche di 35, 40 o 100 metri in metallo. Qui ci troviamo in un altro mondo. Questi armatori hanno piacere di investire tempo ed energie nella progettazione del loro yacht. Chi compra la barca direttamente dal cantiere, dove tutto è più standardizzato, spesso non ha necessità di parlare con i progettisti». Interviene Dan Lenard: «Ci sono clienti che quando acquistano una barca non vanno nemmeno al varo e la fanno portare via dal loro comandante. Invece, il nostro cliente è interessato al prodotto quanto lo siamo noi e, probabilmente, gli trasmettiamo la nostra stessa passione». Il design è un processo che analizza una situazione, propone una soluzione e ci aiuta nella vita quotidiana rimuovendo l’attrito tra l’utente e il risultato che si vuole ottenere. Il design accelera la percezione delle cose rendendole più chiare nella loro funzione, per farlo i designer devono creare con l’utente in testa. Ci dice Dan Lenard: «Oggi che c’è un totale controllo della forma attraverso il 3D del computer, vediamo più barche scatolate, minimal, orizzontali e verticali. Se prendiamo invece a esempio l’Mcy 80 si percepisce che ci troviamo di fronte a un’armonia di curve. La barca è poco digitale e molto analogica, ogni curva di Montecarlo è come se fosse disegnata a mano libera. Il motivo è proprio nel processo creativo, noi disegniamo a mano mentre oggi l’origine dei disegni nasce con una macchina, non nasce su un foglio di carta, nasce su uno schermo al computer. L’interfaccia non è la mano o la matita, ma è un programma che ha una sua rigidità e, anche se dotata di programmi evoluti, la macchina non può competere con la mano dell’uomo che può fare un’infinità di segni. Questa non è una regola, ma un dato di fatto: la prima cosa che esce a mano libera, a chiunque, è una curva e la prima cosa che esce dalla macchina è una linea dritta; per forzare un computer a diventare un ambiente curvo ci vuole molto lavoro». Chiaramente la libertà di pensiero si traduce in libertà di segno. Prosegue Lenard: «Si, questa è proprio la sopravalutazione del digitale, ma non solo nel design; con un computer non fai la musica, al massimo fai i jingle per i fast food». In un mercato sempre più esigente non è semplice trovare l’idea vincente, spesso i cantieri nautici si osservano attentamente e vanno su strade comuni per ridurre i rischi degli investimenti al minimo. Ci dice Dan Lenard: «I cantieri guardano cosa fanno i loro concorrenti e valutano se quello che stanno facendo può essere applicato alle loro barche, cercando di competere come in tutte le industrie. Noi abbiamo una libertà mentale che ci consente di cercare l’ispirazione per fare qualcosa di nuovo. Il cantiere è ossessionato da cose del momento, dal budget e dalla propria forza vendita». Oggi c’è una forte richiesta della barca lenta, abbiamo chiesto se si tratta di una vera esigenza, una moda o solo una percezione. Per Carlo Nuvolari è un’esigenza, per Dan Lenard dipende dal tipo di persona: «C’è chi non vuole la velocità perché vuole rallentare in tutti i sensi il ritmo della sua vacanza, ma c’è anche chi vuole l’accelerazione». Tra le più grandi soddisfazioni dello studio di Venezia c’è certamente Atlante costruita da Crn di Ancona: «Atlante è stato un progetto che ha stupito il mercato perché si tratta di una barca abbastanza fuori dal coro. Sembra una barca molto semplice, ma analizzandola bene si comprende quanto i minimi dettagli siano stati curati e studiati». Ci siamo domandati se il design italiano ha una sua connotazione, una sua definizione, è una percezione o è un valore autentico. Per Carlo Nuvolari: «Non è tecnicamente spiegabile, è il senso delle proporzioni, dell’equilibrio e del dettaglio. Spesso si vede un design urlato, risolto semplicemente con degli elementi ridondanti. Ma se la proporzione generale e l’equilibrio non ci sono, l’oggetto sarà carico come una donna brutta piena di gioielli». Per Dan Lenard: «Tutti sono a caccia di bellezza, però l’eleganza è una cosa molto più complessa. Cercare di fare una cosa elegante è contradditorio con quello che normalmente si fa per creare la bellezza. La formula dell’eleganza richiede solo il necessario, ma quando lavori solo con il necessario è difficilissimo fare un piatto, un abito o una barca. Il necessario è sempre poco, il design italiano nasce negli anni in cui non c’era niente. Non è figlio della ricchezza, la moka Bialetti è un oggetto di un’eleganza incredibile, è un prodotto meccanico eppure elegantissimo che ha delle proporzioni perfette».

—-

Harmony and perfection

Carlo Nuvolari-Duodo and Dan Lenard have designed and projected dream yachts for twenty-five years. Actually almost a kilometer of their boats is ready to be launched. Success that can be explained with their great passion for both the sea and their work

DESIGN IS IDENTIFIED WITH INNOVATION. The ancient Greeks found a model of perfection and harmony in natural organisms which resulted in the classical ideal of beauty. The analogy between nature and art in terms of balance and proportion between the parties already appears in the Natural History of Aristotle. It is precisely the balance and proportion that guide the hands and mind of Carlo Nuvolari-Duodo, naval engineer of Venice, and Dan Lenard, architect of Ljubljana, who plan and design yachts of all kinds, from 7 to 185 metres, which are built in the most famous shipyards of the world. We met Nuvolari and Lenard in their studio in Scorzè near Venice, where designers, shipyard technicians and modelers work and where all aspects of mega-yachts and boats in general are conceived: from new hulls to original architectural styles, from the interior design to the decoration. Right now they have boats being launched that are over a kilometer long. An unmistakable sign of success. The studio operates in three distinct sectors: custom boats from 24 to 185 metres, standard boats and interior and residential architecture. Carlo Nuvolari tells us: «In the series-built boats our customer is the shipyard, not the owner, although we often meet the owners, especially when the boats begin to be around 25 or 30 metres. We have private customers for whom we design a single specimen and requests for studies on 35, 40 or 100-metre boats. Here we are in another world. These owners are happy to invest time and energy in the design of their yacht. Whoever buys the boat directly from the shipyard, where everything is more standardized, does not need to talk to the designers». Dan Lenard intervenes: «There are customers that do not even attend the launch when they buy a boat but have it taken away by their commander. Instead, our customer is interested in the product as much as we are and we probably convey our passion to them». Design is a process that analyzes a situation, proposes a solution and helps us in our daily lives by removing the friction between the user and the result to be obtained. Design accelerates the perception of things by making them clearer in their function, to obtain this, designers must create with the user in mind. Dan Lenard says: «Now that there is a total control of form through the 3D computer, we see more enclosed, minimal, horizontal and vertical boats. If we take the Mcy 80 as an example, we perceive that we are faced with a harmony of curves. The boat is little digital and very anologue, every curve of Montecarlo seems like it was drawn freehand. The reason for this is in the creative process, we design by hand while today the source of designs arise through a machine, they are not created on a sheet of paper, but they are created on the screen of a computer. The interface is not the hand or pencil, but it’s a programme that has its own rigidity and, even if they have evolved programmes, the machine cannot compete with the human hand that can make an unlimited number of marks. This is not a rule, but a fact: the first thing that comes out of free hand, for anyone, is a curve, and the first thing that comes out of a machine is a straight line; it takes a lot of work to force a computer to become a curved environment». Clearly, freedom of thought is translated into freedom of markings. Lenard continues: «Yes, this is precisely the overvaluation of digital, but not only for design; you can’t make music with a computer, at the most you get a jingle for fast food». In an increasingly demanding market is not easy to find the winning idea, often the shipyards are observed closely and chose common ways to minimize investment risks. Dan Lenard says: «The shipyards look at what their competitors are doing and assess whether this can be applied to their boats, trying to compete as in all industries. We have a freedom of mind that allows us to look for the inspiration to do something new. The shipyard is obsessed with things of the moment, the budget and its own sales force». Today there is a strong request for the slow boat; we asked if it’s a real need, a trend or just a perception. For Carlo Nuvolari it is a need, for Dan Lenard, it depends on the type of person: «Some people don’t want speed because they want to slow down the rhythm of their holiday in every sense, but there are also those who want to speed up». Among the greatest satisfactions of the studio in Venice, there is certainly Atlante built by the CRN shipyard in Ancona: «Atlante was a project that stunned the market because it is quite an unconventional boat. In appearance, it is a very simple a boat, but analyzing it well we can see that attention to detail has been well thought out and supervised». We wondered if the Italian design has its connotation, its own definition, is a perception or is a genuine value. For Carlo Nuvolari: «It is technically explained, it is the sense of proportion, balance and detail. We often see a design which is shouted out, simply resolved with redundant elements. But if the overall proportion and balance are missing, the object will be loaded like an ugly woman full of jewels». For Dan Lenard: «Everyone is chasing after beauty, but style is something much more complex. Tring to make something elegant is inconsistent with what we normally do to create beauty. The formula of elegance requires only what is necessary, but when you’re working only with what is necessary it is extremely difficult to make a dish, a dress or a boat. What is necessary is always very little, Italian design was born in the years where there was nothing. It is not a child of wealth, the Bialetti Moka is an object of an incredible elegance, it is a mechanical product yet very elegant which has perfect proportions».

(Nuvolari e Lenard, armonia e perfezione – Barchemagazine.com – Ottobre 2016)