Il gruppo di sviluppo dell’incubatore di Area Science Park, Innovation Factory (Trieste) ha incrociato i dati di diverse fonti ufficiali, creando una fotografia delle potenzialità e delle criticità del settore della nautica da diporto.
Secondo un’indagine della Confederazione nazionale dell’artigianato e della pmi (Cna) soltanto l’8,5% prevede di tornare ai livelli di redditività del periodo pre-crisi (antecedente il 2008) nei prossimi 3-5 anni. Il 73%, invece, è pessimista. C’è da dire comunque che il 43% del campione dichiara di non aver subito significativi cali di fatturato negli ultimi quattro anni. L’Italia risulta essere il quarto Paese europeo per numero di unità da diporto ma i posti barca sono insufficienti e molto inferiori rispetto a Francia, Spagna e Turchia. La carenza di infrastrutture sommata a elevati canoni di concessione demaniale fa aumentare il costo medio annuale degli ormeggi, molto più onerosi rispetto a Paesi come Croazia e Turchia.
Una serie di rilevazioni interessanti emerge dal settore del charter nautico, dove persiste una fascia di mercato cosiddetto abusivo a scapito degli operatori regolari, già condizionati da un calo di introiti del 36%. «La nautica – sottolinea Nauticzone – può essere alla portata di tutti gli amanti del mare, soprattutto attraverso il charter. Sarebbe utile offrire servizi in cui al noleggio di una barca si affianchi la proposta di un volo verso il porto di partenza o altre soluzioni utili al turista. Nel contempo andrebbero adeguate le norme relative agli operatori del settore».
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