L’uomo che inventò il polo Nord

Sognando il Nord 
Nella seconda metà del XIX secolo furono numerose le spedizioni che andarono miseramente alla deriva, animate dall’obiettivo di raggiungere il mare polare aperto, un ampio bacino navigabile che avrebbe dovuto aprirsi alla vista degli esploratori una volta superate le terre artiche. A supportare questi fallimentari tentativi, spesso drammatici, fu per decenni la teoria di un cartografo tedesco, August Petermann, ossessionato dall’idea di una conquista per mare del polo Nord, e in questo romanzo si narra la sua storia controversa. Benché all’epoca appartenesse all’aristocrazia internazionale delle esplorazioni polari, infatti, dopo la morte Petermann fu presto dimenticato. Il perché è evidente: non era uno di quegli eroi che finivano congelati sul pack. Era un armchair explorer, un esploratore da salotto che dirigeva l’impresa dell’osservazione polare da una cittadina della provincia tedesca.
Philipp Felsch, L’uomo che inventò il polo Nord, 2012, Nutrimenti, Roma, € 18,00
(Ottobre 2012)