Luca Scacchetti, l’essenza della forma

Creatore di Hydra per Poltrona Frau, Luca Scacchetti evidenzia nel suo lavoro un approccio finemente ironico, dove i mobili rendono gioco il luogo dell’abitare, cercando la complicità del potenziale utente

by Decio G. R. Carugati

«Il mio design – spiega Luca Scacchetti – può apparire per alcuni versi eclettico, nel senso che a volte sposo forme più ridondanti, altre più asciutte, a volte più legate alla tradizione, altre a una modernità o ad atteggiamenti persino radicali. In realtà, ricerco forme, il più possibile durature, assumendo magari, di volta in volta, differenti vesti, togliendo però tutto ciò che a mio giudizio non è strettamente necessario, agendo quindi per sottrazione. Questa capacità di arrivare all’essenza della forma, nel tempo mi è stata riconosciuta qual segno di identità progettuale: riduzione scacchettiana».
Annota Vilem Flusser: «Design indica grossomodo il luogo in cui arte e tecnica vengono di comune accordo a coincidere (e insieme a esse le loro rispettive modalità scientifiche e critiche) spianando la strada a una nuova forma di cultura». E qui occorre intendere “cultura” dell’intenzione, che prelude e permea l’ideazione vera e propria. Nel 1992, su invito di Poltrona Frau, Scacchetti studia un sistema di sedute: «Come mia abitudine, cerco di dar forma all’intenzione, producendo una sorta di diario iconografico, di raccolta di appunti. Ho già in mente un nome che risuona tutto il fantastico della mitologia classica: Hydra, serpente dalle molte teste, capaci di rispuntare se recise dalla spada dell’eroe chiamato alla fatica. Quel diario evidenzia, nei colori pittati, la dinamica del sistema. Sedute in pelle quadrettata. Sostanzialmente quelle dei modelli Le Corbusier o Mies Wan der Rohe, sostenute da gambe metalliche, tipiche del razionalismo, anche se rivisitate, molto simili alle spade dei samurai. La zona soprastante, lo schienale, distaccata assume, di volta in volta, forme diverse, sempre più barocche. A dimostrazione che oggi, liberati dalle sedute d’epoca o d’imitazione, poggiando i lombi su impianti rigorosamente attuali, possiamo finalmente prenderci la libertà di indulgere alla decorazione. A differenza dei minimalisti che considerano la decorazione peccato veniale se non addirittura mortale, io penso che essa sia, dell’uomo, peculiare insostituibile attività».

Herman Melville racconta, da par suo, in Moby Dick, di uomini che a bordo nei lunghi periodi di calma di vento e di mare incidono bastoni e ossi di balena, operando pazienti decorazioni.

Luca Scacchetti
Archietto/Designer, nel 1987 insegna Progettazione Architettonica presso il Dipartimento di Architettura dello IED di Milano. Ne sarà direttore dal 1990 al 1995. Collabora con Tecno, Flos, Roncoroni, Acerbis, Poltrona Frau, Oak, Murano.com, Leomar, Domodinamica by Modular, Ergon. Vive e lavora a Milano.

(Luca Scacchetti, l’essenza della forma – Barchemagazine.com – Luglio 2012)