Si tratta di fenomeni di breve durata e di piccola estensione ma con venti molto violenti che sfuggono anche al monitoraggio Meteosat. Tuttavia si sa che sono legate a situazioni temporalesche e attraverso l’attenta osservazione del cielo è possibile prendere le dovute precauzioni
di Gianfranco Meggiorin e Daniele Vitri*
Dal punto di vista previsionistico è molto difficile indicare la possibilità di formazione di trombe marine. Le carte sinottiche di previsione (Surface Pressure Forecast) non le indicano e inoltre si sono osservate trombe marine in condizioni depressionarie o anticicloniche, in calma di vento o in condizioni di venti irregolari ecc.
Nonostante ciò le statistiche indicano che nel Mediterraneo le trombe marine sono sempre possibili ma si formano più spesso tra giugno e novembre, quando la superficie del mare è più elevata e maggiori sono i contrasti termici nel caso vi sia il passaggio di un fronte freddo (nubi generate dall’arrivo di aria più fredda) o il transito di una linea di instabilità (zona non frontale ma con instabilità temporalesca).
Queste considerazioni sono importanti perché ci permettono di affermare che le trombe marine sono comunque associate a situazioni temporalesche. Poiché sappiamo bene che le nubi portatrici di temporali sono i cumulonembi, dovremo osservare con attenzione se la base di queste nubi anziché essere appiattita, appare sfrangiata e presenta delle protuberanze verso il basso, come se si trattasse di coni rovesciati (cumuli mammati). Proprio da uno di quei coni potrebbe trarre origine la coda della tromba. In genere, ancor prima che la tromba diventi visibile, il vento disegna sulla superficie del mare dei vortici circolari che l’increspano e ciò si produce in condizioni di forte instabilità, con il cielo che si colora di intensi arancioni, gialli e la visibilità diventa eccezionale tra squarci di cielo dai colori vivi e insoliti.
Le scarse registrazioni barometriche relative al passaggio di una tromba marina indicano che nel suo interno la pressione può crollare di numerosi hectoPascal (10-20 o più) e comunque è stato osservato, specie attraverso i barografi digitali, che la forte instabilità, ancor prima dei temporali o delle trombe, determina delle variazioni irregolari della pressione, dei “saltelli” dell’ordine di un paio di hectoPascal. Un altro fatto importante che può interferire soprattutto sullo spostamento delle trombe marine è l’influenza orografica dell’aria.
Alcune caratteristiche
Le trombe marine possono viaggiare abbastanza velocemente, a 10-15 nodi, secondo una certa traiettoria, oppure apparire quasi stazionarie; ciò consente al comandante di un’imbarcazione di poterle evitare con facilità impostando una rotta divergente. Il rischio di trovarsi proprio sulla traiettoria del vortice è piuttosto basso e ancora una volta il mare aperto offre ampio spazio di manovra.
Molto più preoccupanti potrebbero rivelarsi altri fattori. Se per esempio ci troviamo in un ancoraggio o in un porticciolo, l’arrivo di una tromba marina con i suoi venti violenti potrebbe causare seri danni all’interno dell’approdo e alle imbarcazioni. Non sono rare anche le testimonianze di barche di una certa grandezza sbattute giù dal proprio invaso durante il periodo dei lavori a terra.
L’altro problema riguarda il fatto che se in navigazione osserviamo delle trombe (il più delle volte sono più di una) è segno che l’instabilità e i contrasti termici nei bassi strati sono molto forti e quindi ci dovremo aspettare raffiche e groppi di vento.
Non è detto che la direzione della tromba sia quella del vento dominante. Se la sua forma è quella di un cilindro verticale è segno che il vento tra il suolo e la base del cumulonembo soffia in una determinata direzione e forza; se invece la tromba assume forme molto inclinate è probabile che il vento al suolo sia diverso da quello che soffia alla base della nube che genera il fenomeno.
L’altezza della tromba può variare da alcune decine di metri fino a oltre un migliaio: sono state osservate trombe di 1.500-1.800 metri e i venti del vortice ruotano nel nostro emisfero in senso antiorario (anche se certe osservazioni indicherebbero in alcuni rari casi dei comportamenti anomali e turbolenti).
Le osservazioni e i bollettini
Abbiamo detto che il bollettino del mare non annuncia in genere la formazione di trombe, accade spesso, invece, che esso indichi l’arrivo di sistemi frontali temporaleschi o la presenza di linee di instabilità. Più frequente è il lancio di un “sécurité, sécurité, sécurité” sul canale 16 vhf da parte delle Stazioni costiere per la segnalazione di trombe marine in una certa zona.
Il più delle volte quell’avviso, vista la brevità della durata del fenomeno, riguarderà una tromba dissoltasi da tempo ma il fatto che in una zona non lontanissima vi sia un’instabilità marcata deve indurci a pensare che, effettivamente, fenomeni analoghi si possano verificare anche ad una certa distanza dalla tromba indicata dall’avviso. I groppi di vento saranno comunque probabili in quella giornata.
*www.navimeteo.it
In breve
Le carte sinottiche di previsione non segnalano le trombe d’aria ma le statistiche indicano che nel Mediterraneo sono sempre possibili e si formano più frequentemente tra giugno e novembre, quando i contrasti termici sono maggiori.
Sono associate a situazioni temporalesche e bisogna osservare con attenzione i cumulonembi, soprattutto se la base appare sfrangiata e presenta delle protuberanze verso il basso, come se si trattasse di coni rovesciati, perché da uno di questi potrebbe trarre origine la coda della tromba.
Possono viaggiare a 10-15 nodi oppure essere stazionarie e se la forma è quella di un cilindro verticale è segno che il vento tra il suolo e la base del cumulonembo soffia in una determinata direzione e forza; se invece la tromba assume forme molto inclinate è probabile che il vento al suolo sia diverso da alla base della nube che genera il fenomeno.
(Ottobre 202)






