I numeri della cantieristica italiana

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Le cifre relative al 2010 mostrano un fatturato globale di 2.006.040.000 euro, con una perdita del 27,2% rispetto al 2009. L’86,7% deriva dal mercato di unità entrobordo, entrofuoribordo e a idrogetto    di Diana Merlino

Secondo i dati raccolti in “La nautica in cifre 2010” di Ucina, la composizione del fatturato globale comprende 1.880.150.000 euro derivanti dalla produzione nazionale e 125.890.000 ascrivibili alle importazioni. In percentuale, il primo dato ricopre il 94% del valore totale. I prodotti creati in Italia sono stati venduti per il 33% sul mercato italiano e per il 67% all’estero, con una prevalenza di Paesi extraeuropei (67%). Per le importazioni, il fatturato deriva per il 59% da imbarcazioni provenienti da Paesi extraeuropei, il restante dal resto del mondo; di tutte queste, il 90% è stato collocato nel mercato italiano.
Considerando la produzione nazionale e l’importazione, insieme, si nota che la maggior parte del fatturato (64%) è destinata all’estero per un valore di 1.276.010.000 euro.
La performance generale dell’industria nautica durante il 2010 è evidente se si guarda la variazione percentuale dei valori relativi agli ultimi due anni: il fatturato globale è sceso del 27,2% rispetto al 2009. In particolare, la produzione nazionale perde il 25,7% imputabile in misura maggiore alle vendite sul mercato nazionale (-41,5%), mentre le esportazioni scendono del 14,4%. Per le importazioni scende del 43,5%, ma in termini assoluti è meno rilevante. Il saldo export-import resta positivo (perde poco meno del 10%) a conferma della vocazione esportatrice della nostra cantieristica.
Se guardiamo i dati del 2008, si osserva un calo complessivo del fatturato che arriva quasi a dimezzarsi e una tenuta relativa delle esportazioni, che scendono del 32%.
La prevalenza del fatturato deriva dalle unità da diporto con motore entrobordo, entrofuoribordo e idrogetto; ammonta a 1.738.760.000 (86,7%) di cui quasi il 65% dipende da vendite sui mercati internazionali. Il secondo posto è occupato dalle unità a vela, seguito da quelle pneumatiche. I due sottocomparti più rilevanti in termini di fatturato confermano la vocazione esportatrice delle barche: la produzione destinata all’estero supera quella per l’Italia. Gli altri sottosettori (pneumatiche, rigide con motore fb, minori), invece, producono più per il mercato nazionale.
La ripartizione delle vendite di unità da diporto vede il 55,87% derivante dalla distribuzione tramite concessionari; le barche vendute dai cantieri direttamente ai clienti sono il 34,17% mentre meno del 10% deriva da imbarcazioni commercializzate ai rivenditori. Ci sono tuttavia delle eccezioni, come per le barche di lunghezza compresa tra 10 e 24 metri, per cui si sceglie tipicamente il canale diretto cantiere-cliente.