Dare a Cesare quel che è di Cesare
Sembra finalmente finita l’epoca dei “palos”, piaga di difficile soluzione e molto fastidiosa che ha caratterizzato l’ultimo decennio di vita dei sigari cubani di Mark Bosshard
Chi mi segue da tempo sa che non sono tenero con Habanos, per il fatto che chi si trova ad amministrare un patrimonio come il sigaro cubano non può permettersi il minimo scivolone. In passato, quindi, non ho lesinato critiche alla moda dei “superrobustos” e ho letteralmente “stroncato” certi tentativi di appiccicare a sigari modesti delle gloriose anillas. Nonostante ciò, oggi mi sento in dovere di fare i complimenti ad Habanos per il fatto che – nell’ultimo decennio – mi pare abbia finalmente posto rimedio (e non era facile!) a una delle peggiori piaghe del sigaro cubano.
Chiunque ami questi sigari sa bene, infatti, che era sin troppo facile in passato imbattersi nei cosiddetti “palos”, ossia sigari realizzati tanto male da non consentire un tiraggio decente e da bruciare in modo irregolare. Io stesso passavo ore a sacramentare quando dovevo spaccarmi i polmoni (e riattizzare più volte un braciere morto) per cavare qualche anello di fumo da sigari che parevano fatti di frassino massello invece che di foglie di tabacco arrotolate. Ebbene: quell’epoca nefasta parrebbe essersi conclusa, grazie a un progressivo e costante miglioramento della qualità costruttiva media dei sigari cubani.
Hupmann “Corona Junior”
Piccolo sigaro, confezionato in tubo metallico, si presenta con capa di colore piuttosto scuro, molto liscia e regolare – quasi setosa al tatto – che emana un lievissimo aroma di cacao. Come spesso avviene per questa marca è un sigaro che, nonostante il piccolo formato, non si lascia domare facilmente. A un inizio morbido e cremoso con note di mandorla e caffè segue, verso la metà di fumata, una decisa “impennata” di forza, caratterizzata da ruvidi gusti terrosi e piccanti in crescendo che giungono, verso la fine, quasi a punte amarognole. Consigliato insomma solo per chi – anche nei piccoli formati – ricerca il carattere e non l’equilibrio.







