Hoyo de Monterrey “Palmas Extra”

Il sigaro del mese fotografato su Fond noir aux traits (1952), di Serge Poliakoff, Biennale 2012, Galerie Applicat-Prazan.

Cuba nell’humidor – III Non plus ultra
Con questa terza parte, dedicata ai “pezzi da novanta”, si conclude la rassegna sul cubano. Preciso che si tratta comunque di sigari molto rari e dunque reperibili solo (all’estero e) in punti vendita specializzati
di Mark Bosshard

Iniziamo con due ottime ma introvabili reservas del milenio, uscite nel 2000 e rappresentate rispettivamente dal piramide di Cohiba e dal robusto di Montecristo: aromatico e complesso il primo e forte e pieno il secondo. Passiamo poi ai due Montecristo C e D, edizioni limitate rispettivamente del 2003 e del 2005, dal sapore davvero molto raffinato, ampio e complesso. Aggiungerei anche quella vera e propria “bomba” di gusto e forza rappresentata dal robusto di Romeo e Julieta, edizione limitata del 2001. Per finire in bellezza cito il meraviglioso piramide di Hoyo de Monterrey, edizione limitata del 2003.
Se trovate uno di questi piramide in buono stato di conservazione (da non confondersi con la modesta riedizone “short piramide” del 2011), compratelo immediatamente e non badate a spese, perché avrete l’opportunità di gustare il miglior sigaro cubano realizzato negli ultimi decenni.

Hoyo de Monterrey “Palmas Extra”
Si presenta con capa chiara, non particolarmente regolare, che sprigiona un netto aroma di erba e cuoio. La fumata si apre morbida e cremosa, con note di vaniglia e cacao in perfetta armonia con una forza molto moderata. Nel secondo terzo prevale un gusto di mandorla al quale – verso la fine del sigaro – si affiancano aromi di cuoio che sottolineano un moderato aumento della forza, accompagnato però anche dall’emergere di una leggera punta amarognola. Tiraggio e combustione ottimi, insieme alla forza moderata e a una buona evoluzione gustativa, rendono questo sigaro un pezzo che mi sento di consigliare a chiunque.

(Agosto 2012)