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Nuovi paradigmi
ExcellMarine, società di servizi e finanza per lo yachting, ha svolto un’indagine su un campione di 32 cantieri nautici e 420 armatori, evidenziando alcune cause che rallentano la ripresa del settore da cui trarre spunto per cercare valide soluzioni
di Diana Merlino
L’anno scorso era stato previsto (da Bain & Company, network internazionale di analisi e ricerche) un aumento della vendita di yacht pari al 6% per il 2011. Così non sembra, per ora, perché le proiezioni del primo semestre stimano una ripresa al di sotto del 3%. Perché? ExcellMarine ha analizzato cantieri (da nord a sud della penisola per un range di imbarcazioni da 12 a 20 metri circa) e intervistato armatori (con scafi da 11 a 18 metri circa): ne è emersa una situazione ancora difficile, superabile solo con una sinergia che coinvolga l’intera filiera nautica.
In particolare, secondo l’indagine, le cause che penalizzano il settore secondo i cantieri sono le seguenti: difficile accesso al credito per il finanziamento del work in progress (63%),
eccedenza di usato che limita la nuova progettualità (29%); alti costi di stanzialità nei porti italiani posizionati su rotte strategiche e gli eccessivi controlli a mare per conto dell’Agenzia delle entrate. Anche per gli armatori la situazione è complessa e riguarda l’attesa che il mercato diventi più stabile, oltre a difficoltà di accesso al leasing; diffidenza verso i listini prezzi delle imbarcazioni (i costi sono ritenuti eccessivi in relazione al valore reale, anche rispetto ai prodotti esteri); costi di gestione e manutenzione elevati con scarsa copertura (24 h) nella stagione estiva; alti costi di ormeggio (in confronto alla qualità e ai servizi offerti all’estero); indecisione circa la misura della barca (ci si orienta verso lunghezze più accessibili).
Attraverso le interviste fatte ai proprietari di imbarcazioni sono emersi altri fattori fondamentali per capire le direzioni da poter seguire per accelerare la ripresa. In primo luogo, la possibilità di valutare l’usato garantito (con al massimo 2 o 3 anni di vita) a patto di poter effettuare interventi di semi-customizzazione. In secondo luogo, è emersa una crescente consapevolezza verso il concetto di barca sostenibile, almeno per quanto concerne i materiali degli interni e il risparmio energetico, ma c’è anche la convinzione che questo incida notevolmente sul costo finale.






