FIFTY, FIFTY…Un nuovo brand per una nuova barca a vela, tutta italiana. E il merito di questo nuovo debutto va diviso al 50% con il mondo del motore
by Niccolò Volpati
Facciamo un test, noi vi riportiamo quattro affermazioni e voi provate a indovinare chi le ha fatte. Ci state? Bene. Eccole qui:
- “Il concept di questa barca l’avevo disegnato qualche anno fa, ma fino a oggi non avevo trovato nessun cantiere in grado di metterlo in pratica”.
- “Il design non può essere un concetto ‘altro’ rispetto alla funzionalità”.
- “Finché faccio il primo modello mi sento di godere di una libertà assoluta, dal secondo in poi, credo che sarò un po’ meno libero”.
- “Nella vela c’è molto spazio creativo e nel motore ce ne sarebbe perfino di più. Servono però cantieri chenon hanno paura di rischiare. Ma sono fiducioso. Credo che i coraggiosi siano in aumento“.
Avete indovinato? La risposta non è poi così difficile e non ve la scriviamo capovolta alla fine dell’articolo, ma ve la diciamo subito: si tratta di Giovanni Ceccarelli, un designer che non ha bisogno di molte presentazioni visto che ha disegnato barche a vela, a motore e ha perfino partecipato a due campagne di Coppa America. Noi abbiamo avuto la fortuna di averlo come Cicerone d’eccezione durante la visita nella sede di Carbon Line.
Carbon Line è un cantiere in rapida ascesa che ha stabilito la sua sede nei vecchi capannoni di Benetti. Samuele Poli e Michele Pierleoni sono i titolari, hanno iniziato nel 2012 e fanno i terzisti per importanti cantieri come Azimut, Benetti e, ultimamente, Ferretti e Riva. Ma la loro passione è la vela e così, dall’incontro con Giovanni Ceccarelli è nato un nuovo Brand che si chiama Eleva Yachts e, soprattutto, una nuova barca: The Fifty. “Quando abbiamo visto il disegno di Giovanni Ceccarelli ce ne siamo subito innamorati”, ammette Samuele Poli.
La qualità costruttiva garantita da Eleva Yachts è molto alta. Lo scafo è in infusione e la coperta è tutta in carbonio. Ma qual è stata la scintilla che ha fatto scoccare l’amore per questo progetto? A noi ha colpito la sheer line di questa barca, ovvero la curva della coperta che ci ha subito fatto notare Giovanni Ceccarelli. Non è tutta sullo stesso livello, ma all’altezza dell’albero, appare quasi spezzata. Senza che si offendano i “velisti-leninisti”, assomiglia a quella di un fisherman, con la poppa più bassa e la prua più alta rispetto alla linea di galleggiamento. Oltre a distinguersi dalle altre barche a vela, l’utilità di una sheer line di questo tipo, è quella di guadagnare abitabilità a prua senza dover ingigantire la tuga.
Linee sportive, quindi, come è richiesto da un fast cruiser e senza sovrastrutture appesantite. Lo stile di Ceccarelli è quello del design al servizio della funzionalità. Lo è sempre stato. Lo si nota anche nella parte di prua dello scafo. C’è un piccolo spigolo, ma non è pronunciato come quelli che abbiamo visto negli anni passati. Qui lo spigolo non è né una moda, né un modo per aumentare i volumi della cabina di prua. Serve per spezzare l’onda e garantire alla coperta di essere la più asciutta possibile.
“Carbon Line è il cantiere giusto per questo progetto”, spiega Ceccarelli. Si tratta di una realtà molto solida, ancorché nata da pochi anni. E’ stata fondata nel 2012 e il fatturato è letteralmente schizzato: da 150 mila Euro del primo anno, fino ai 19 milioni di Euro stimati per il 2017. Merito della qualità del lavoro che svolgono come terzisti dei grandi cantieri a motore.
È per questo motivo che le richieste sono sempre in aumento e i dipendenti diretti sono oggi 170 e 130 sono quelli esterni. Dalla loro capacità di lavorare i materiali in composito e di lavorare in infusione, il progetto Eleva Yachts non può che trarne benefici. Se la curiosità è tanta, sappiate che potrà essere presto esaudita.
The Fifty farà il suo debutto in società durante i saloni nautici autunnali, prima a Cannes e poi a Genova. Ma un progetto solido non può che andare avanti e quindi è lecito pensare che dopo The Fifty arriverà The Sixty…
(The Fifty, primo modello di Eleva Yachts. Ce lo racconta il suo “creatore” Giovanni Ceccarelli – Barchemagazine.com – Luglio 2017)






