L’incidenza del costo del carburante sul bilancio delle imbarcazioni è diventata più importante che in passato. Per questo è bene scegliere una rotta che consideri con attenzione i consumi, spesso legati anche al meteo di Daniele Vitri*
Il consumo di carburante ovviamente è strettamente collegato alle prestazioni dell’imbarcazione e alle qualità nautiche dello scafo. Ad esempio, nel caso di barche dislocanti di notevoli dimensioni, il consumo è basso quando l’andatura è moderata, ma aumenta in modo esponenziale al raggiungimento della “velocità critica”. Uno scafo di lunghezze importanti è in genere più pesante di uno planante, con il vantaggio di una maggiore stabilità in condizioni meteomarine avverse. Gli yacht plananti veloci, invece, a parità di velocità e di condizioni climatiche consumano meno (in assetto di planata) in quanto sono studiati per sollevarsi sul pelo dell’acqua offrendo meno resistenza, a vantaggio di un aumento di velocità, ma a discapito di una perdita di stabilità. Sono pertanto più sensibili alle condizioni del mare del momento e in certi casi governare il natante diventa difficile o, addirittura, pericoloso.
Non è solo la velocità d’impatto delle onde ad avere conseguenze sul natante, ma anche la loro forma e direzione: la condizione peggiore per ogni crocerista è viaggiare in direzione contraria a quella dell’onda perché la distanza di tempo che intercorre tra un impatto e l’altro è più breve. Se il mare si alza e le onde diventano sempre più accentuate ci si può trovare in una situazione in cui la prua del natante non è ancora stabilizzata dopo aver colpito un’onda prima d’impattare su quella successiva. Queste “fastidiose” bordate hanno inevitabilmente un’influenza negativa sul consumo del carburante ed è importante regolare la velocità e usare i flap in modo adeguato.
L’introduzione delle eliche a passo variabile ha rappresentato un importante sviluppo tecnologico: sono più efficienti dei normali motori di eliche a passo fisso, poiché hanno un miglior rendimento, ottimizzando i consumi. Notevoli riduzioni nei costi del carburante si possono anche ottenere mediante l’impostazione di adeguati rapporti velocità/potenza, di un assetto ottimale.
Altro fattore importante è rappresentato dall’introduzione dei sistemi stabilizzatori (pinne e flap), utili da usare con clima avverso.
Quando l’altezza dell’onda aumenta, i consumi degli scafi plananti sono più alti di quelli dislocanti perché i primi non riescono a raggiungere, per questioni di stabilità, la velocità di planata, e anche piccoli aumenti del moto ondoso possono essere incisivi.
È importante valutare l’accuratezza nella comunicazione delle condizioni climatiche fornite dalla persona che si occupa delle previsioni all’equipaggio che poi le userà per ottimizzare velocità, assetto e prestazioni. La variabile meteo è tanto più rilevante quanto è maggiore la distanza da percorrere. Conoscono bene il problema delle distanze le società charter e fare affidamento su previsioni corrette o accurate non può che essere vantaggioso per ottimizzare il consumo del carburante.
L’abilità di chi fa le previsioni non sta solo nell’informare il comandante su condizioni del mare, velocità del vento e direzione, ma anche nel consigliare come evitare zone pericolose, anticipando o ritardando una partenza e cambiando rotta. È chiaro che tutte queste sono decisioni vitali da prendere, ricordando che spesso la rotta più breve non è sempre la più veloce e la migliore.
Per esempio, quando nell’emisfero settentrionale si deve attraversare un sistema di basse pressioni che si dirige da ovest verso est, è necessario valutare l’entità del peggioramento o del miglioramento del tempo, determinando le variazioni di velocità e direzione del vento, altezza e provenienza delle onde.
Nel caso di un natante che effettua una rotta verso ovest nell’area di bassa pressione, sarà più opportuno procedere verso la parte a nord per trovare condizioni più favorevoli, perché nella parte meridionale i venti e le onde si dirigeranno in direzione opposta a quella del movimento del natante dando luogo a un consumo maggiore di carburante (vedere figura).
In sintesi, il comandante deve rivalutare l’autonomia dell’imbarcazione in base alle condizioni meteomarine che incontrerà sulla sua rotta e il tempo reale, non teorico, che impiegherà per arrivare a destinazione. Bisogna considerare anche che le condizioni possono mutare mentre si è in viaggio, a volte anche notevolmente, specie nei viaggi lunghi e osservare costantemente i dati del tempo reale e della frequenza degli aggiornamenti meteo.
Spesso il consumo programmato del carburante è soggetto a variazioni in seguito a modifiche dell’itinerario, se si effettua per esempio una tappa di interesse turistico su richiesta dei passeggeri invece che attenersi a una pianificazione a tavolino, e per giungere a destinazione al comandante si possono presentare più possibilità di rotte. Solo il tempo favorevole però gli permetterà di scegliere a piacere. Anche l’ora di partenza deve essere tenuta ben presente, onde mettersi in viaggio prima che il tempo peggiori o aspettare che subentri un miglioramento. Anche quando si parla di miglioramento, però, bisogna stare attenti e considerare che da quando il vento si attenua per un certo periodo di tempo il mare può ancora rimanere mosso o molto mosso con un’onda lunga (o morta) che può essere fastidiosa se proviene dalla direzione opposta al moto, causando quindi un aumento del consumo del carburante.
È importante inoltre capire per quanto tempo l’imbarcazione si troverà in condizioni sfavorevoli lungo la rotta. Se il maltempo è di breve durata, si potrebbe ipotizzare uno scalo tecnico per lasciare passare il rinforzo dei venti e l’aumento del mare, oppure una deviazione della rotta (alternativa), che potrebbe fare aumentare il consumo di carburante in un range accettabile. Al contrario, quando per gran parte della navigazione si manifesteranno condizioni impegnative (come nel caso di un esteso sistema depressionario) e le correzioni di rotta sono eccessive, ciò avrà un impatto maggiormente negativo sul consumo del carburante. Per anticipare un cambiamento atteso delle condizioni meteomarine o la necessità di raggiungere un porto entro una certa data si può modificare la velocità di crociera, specie negli attraversamenti più lunghi.
Anche se le barche moderne sono attrezzate con avanzati sistemi di software, le informazioni devono essere interpretate nel modo migliore e non sempre il comandante dispone del tempo necessario per verificare regolarmente le condizioni meteomarine. Viene spesso colto di sorpresa da cambiamenti atmosferici, soprattutto locali, quindi le informazioni provenienti da un centro di previsioni gli danno un grande aiuto, specialmente quando si reca in zone che non conosce.
* www.navimeteo.it
(Giugno 2012)






