Questa rubrica si pone l’ambizioso obiettivo di far scoprire di volta in volta qualcosa di nuovo o insolito nei diversi ambiti del collezionismo, seguendo l’agenda degli eventi più importanti nei rispettivi mercati, in particolare fiere, vendite in asta, eventi sociali e culturali (immagine di apertura @Sotheby)
by Giovanni Gasparini*
Cosa hanno in comune una tela con buchi della serie Concetto Spaziale, La Fine di Dio di Lucio Fontana, una Ferrari 250 GTO, il Rolex Daytona Paul Newman, un secretaire a forma di rinoceronte di François-Xavier Lalanne, il tre alberi di 57 metri Fleurtje dei cantieri De Vries Lentsch? Apparentemente poco o nulla, se non il valore multimilionario, peraltro di difficile valutazione.
La galleria Phillips ha presentato, in occasione di un’asta di fotografie a Londra in Berkeley Square, opere di Mario Testino, Irving Penn, Seiji Kurata, Annie Leibovitz, Guy Bourdin, Micaiah Carter, David Uzochukwu, Renell Medrano, Kennedi Carter e una selezione di 50 fotografie di Helmut Newton dalla collezione personale di Simon de Pury. A lato, il Daytona di Paul Newman del 1968 è stato venduto a 17.752.500 dollari.
Image courtesy of Phillips.
Nel 1963, quando è già conosciuto per i suoi tagli e buchi, Fontana sperimenta una nuova serie che chiama Concetto Spaziale – La fine di Dio. Sono 38 opere realizzate su grandi telai ovali della stessa dimensione e si distinguono per le costellazioni di buchi, squarci e graffiti che in alcuni casi interessano solo parte della tela monocroma, in altri ne caratterizzano tutta la superficie ricoperta di colore ad olio. Una di queste tele è stata battuta all’asta nel 2024 da Sotheby per la cifra di 23 milioni di dollari.
Cosa giustifica dunque la definizione di “investimenti” per “Asset” che non producono reddito, tendenzialmente illiquidi, solitamente scambiati in mercati di nicchia con elevati costi di transazione? Nel corso degli ultimi venti anni, tutti gli ambiti del collezionismo hanno subito una sostanziale crescita di prezzi e volumi che non sono giustificabili puramente con la logica dell’investimento.
Il driver principale è la concentrazione di ricchezza presso i cosiddetti High Net Worth Individuals (HNWI), ovvero i multimilionari e miliardari (Ultra-HNWI) che controllano patrimoni di decine di migliaia di miliardi di dollari, il cui numero è cresciuto nello stesso ventennio di pari passo con l’espansione economica, soprattutto in Asia. L’incremento delle disponibilità economiche permette di trovare spazio per elementi di differenziazione del profilo di rischio dei loro portafogli, a favore di asset alternativi di natura non finanziaria. Il lungo periodo di tassi d’interesse nulli o negativi, seguito alla crisi del 2008 e terminato solo di recente, ha ulteriormente contribuito alla crescita dei prezzi degli asset fisici in funzione anti-ciclica.
@RMSotheby.
La Ferrari 250 GTO del 1962 è stata battuta all’asta da Sotheby a New York per 48,3 milioni di euro. L’esemplare che ha fatto segnare il primato è l’unico Tipo 1962 ad aver gareggiato con la squadra corse del Cavallino, ottenendo un primo piazzamento di classe alla 1000 chilometri del Nürburgring del ’62. Anche se, purtroppo, questa specialissima vettura, numero di telaio 3765, non riuscì a terminare la 24 Ore di Le Mans di quell’anno per problemi di surriscaldamento; se avesse trionfato nella competizione endurance francese il suo valore sarebbe stato ancora più elevato.
Ma la domanda per investimento è solo uno dei fattori che interessano questi mercati, e probabilmente nemmeno il più rilevante: va considerata l’affermazione di status che il possesso di questi oggetti speciali conferisce, il senso di appartenenza a un “club”, il piacere estetico che deriva dal loro possesso, e il valore di testimonianza storica e culturale di questi specialissimi “feticci” o “reliquie”.
© Helmut Newton Foundation / Trunk Archive. Image courtesy of Phillips.
Helmut Newton divenne famoso per le fotografie di moda in bianco e nero, erotiche e noir, scattate per riviste internazionali. Le sue montature oniriche abbracciavano un senso di minaccia e di lusso e catturava nudi, celebrità, hotel e ville decorati con uguale verve. Il lavoro di Newton è stato incluso in mostre al Palais de Tokyo, alla Tate Modern e al Museum für Fotografie. Le sue fotografie sono state vendute per oltre 1 milione di dollari sul mercato secondario.
Tutti gli oggetti elencati all’inizio hanno in comune anche la decade di produzione, gli anni ’60, e sono fra i migliori esemplari della creatività di quel periodo in Occidente: evocano memorie e sensazioni irripetibili e irrinunciabili per la generazione nata nel dopoguerra in quel contesto socio-culturale. Detto in altri termini, il loro valore dipende dalla storicizzazione e dal consenso sociale di una classe demografica attualmente abbiente e sempre più vicina al trasferimento intergenerazionale della ricchezza, alla quale si affiancano già generazioni e culture con valori e memorie diverse, destinate a modificare il “gusto” prevalente, e quindi le valutazioni relative di mercato.
Mario Testino è riconosciuto come il fotografo di moda per eccellenza della sua generazione, ma le sue foto di Kate Moss trascendono la moda. Frutto di due decenni di straordinaria amicizia e di glamour fenomenale, questa collaborazione iconica è uno sguardo intimo nelle vite e nelle menti di due dei leader di stile più definitivi a livello mondiale.
Concludo questa prima puntata con un piccolo test, invitando i lettori a stilare due liste con gli oggetti indicati all’inizio: la prima mettendoli in ordine di preferenza personale, la seconda in base al loro valore di mercato percepito. Un piccolo esercizio utile a non farci mai perdere di vista l’elemento della passione, il beneficio immateriale che ciascuno di noi individualmente percepisce dal possesso o dall’ammirazione di questi beni così particolari ed affascinanti.
Giovanni Gasparini
Giovanni Gasparini è consulente nell’ambito della gestione d’arte e dei beni da collezione dei clienti privati della società monegasco/svizzera Altiqa, cui mette a disposizione le conoscenze maturate nel mondo delle case d’asta londinesi. Dal 2010 collabora con ArtEconomy24 de Il Sole 24 Ore, commentando il mercato internazionale dell’arte e del collezionismo. Ha svolto attività d’insegnamento a Londra, ove ha fondato e diretto il MSc in Art, Law & Business a Christie’s Education, e attualmente è a Milano presso la SDA Bocconi, ove ha conseguito la Laurea in Economia. Alla passione per l’arte e le automobili classiche accompagna quella per lo yachting e la vela in particolare.
(Collecting – Tra passione e investimento – Barchemagazine.com – Luglio 2024)






