
Funzione al centro
Architetto e designer formatasi nella Milano creativa degli anni ’50, Cini Boeri mette al centro dei suoi lavori la funzione rappresentata dall’oggetto per l’uomo…
È il caso della sedia Ghost, una lastra trasparente quasi invisibile
di Decio G. R. Carugati
Il suo esordio avviene nel 1951 con Giò Ponti, quindi la lunga collaborazione, 12 anni, con Marco Zanuso, quando lei progetta unicamente architetture, mentre Zanuso realizza veri e propri capisaldi del design interpretando gli assunti più avanzati del momento nei vari campi della produzione industriale. Curiosamente il design distinguerà il fare ideativo di Cini Boeri a partire dalla seconda metà degli anni ’60. Nelle sue parole il significato di un approccio che anticipa nell’intenzione le fasi del processo progettuale: «Individuare la funzione richiesta, approfondire una ricerca per arricchire questa funzione […], indicare un metodo di produzione seriale economicamente valido, studiare poi un’immagine che, come logica conseguenza, presenti l’oggetto all’utente in modo chiaro affinché la funzione sia immediatamente percettibile […]. La nascita di molti arredi prodotti industrialmente è per me legata a progetti di architettura d’interni, dove ho sperimentato, in alcuni casi con anni di anticipo, soluzioni che in seguito si sono rivelate idonee a una produzione seriale». Ecco come risultando idonee, quelle particolari soluzioni si traducono in modelli di produzione seriale, dimostrando la fruibilità degli stessi in altri e differenti ambiti dell’abitare. Riferendosi quindi a quel periodo della sua collaborazione con Arflex, ancora oggi in essere: «Quando mi proponevano di creare un nuovo oggetto, il mio metodo di lavoro era quello di ricercare prima di tutto il modo in cui la gente utilizzava l’oggetto in questione, come veniva prodotto e con quali materiali veniva costruito. Allora ripartivo da zero e cominciavo a pensare a questo nuovo prodotto, e la sua configurazione derivava dal suo uso, dal materiale impiegato, dal modo di produrlo». Per la nota azienda di mobili imbottiti, Cini Boeri disegna con Laura Graziotti la serie Strips, letti, poltrone e divani cui nel 1979 viene assegnato il Compasso d’Oro. Minimo comune denominatore, crisma di identificazione di tutti i componenti, il criterio configurale, quello del sacco a pelo che suggerisce esclusivi e peculiari il comfort e l’eleganza dell’insieme. Nel 1987 con Tomu Katayanagi disegna Ghost per Fiam, poltrona ritagliata in una lastra di vetro. «Ghost è un fantasma, è trasparente, si può anche non vedere, ma ti ci puoi anche sedere, sei tu visibile, non ciò che ti contiene. È stata una sfida alla logica, una sfida al materiale. Ricordo ancora l’emozione provata davanti ai forni della Fiam, mentre muovevamo la lastra di vetro sugli appoggi per darle la forma richiesta, una lastra intera con un solo taglio».
Cini Boeri
Nasce nel 1924 a Milano. Nel 1951 si laurea al Politecnico. Lavora con Giò Ponti e con Marco Zanuso. Nel 1964 inizia la sua collaborazione con la ditta Arflex. Nel 1970 disegna per Knoll le sedute Gradual System. Nel 1979 fonda lo studio Boeri & Associati. Vive e lavora a Milano.






