Art Basel Miami, dare corpo alle idee

La ventesima edizione di Art Basel Miami Beach ha visto l’adesione di 292 gallerie provenienti da tutto il mondo. Molto interessante la partecipazione italiana con operatori che hanno presentato capolavori di valore assoluto

by Francesco Michienzi

Art Basel di Miami conferma ancora una volta che l’arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. Proprio nella capitale della Florida le proposte presentate hanno confermato che un’opera d’arte non è altro che la capacità di dare corpo a un’idea, di esprimerla per mezzo di un fare artistico che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Quello che abbiamo visto al Convention Centre e dintorni è qualcosa di impalpabile, accomunato a un sogno a occhi aperti e che ha condotto i visitatori a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Con la partecipazione di 282 gallerie provenienti dal Nord America, America Latina, Europa, Africa e Asia, la ventesima edizione è stata una delle più grandi di sempre.

«IL FUTURO DI ART BASEL A MIAMI È ESTREMAMENTE POSITIVO. LA CITTÀ È MATURA, CI SONO MUSEI IMPORTANTI, E POI DURANTE IL COVID MOLTISSIMI GIOVANI IMPRENDITORI SI SONO STABILITI QUI, ATTRATTI DALLO STILE DI VITA, PER CUI HANNO RIGENERATO LA CITTÀ. SONO TANTI IMPRENDITORI DEL SETTORE TECNOLOGICO, CHE RAPPRESENTANO PER NOI UN NUOVO PUBBLICO GIOVANE». NOAH HOROWITZ, 
CEO OF THE MIAMI BEACH TRADE FAIRH

La fiera ha registrato vendite positive, in particolare nella fascia alta del mercato, ma molte gallerie temono la recessione. Tra gli espositori più interessanti vanno segnalati Gagosian, Hauser & Wirth, Pace, Zwirner, Perrotin, Galleria Continua, e Thaddaeus Ropac ma anche Lehmann Maupin, Galerie Lelong & Co, Marianne Boesky Gallery, Paula Cooper Gallery. Numerose sono state le presenze italiane, tra cui Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Franco Noero, Massimodecarlo, Magazzino, Mazzoleni, Lia Rumma. Dei 26 nuovi ingressi, 11 facevano parte della sezione Nova che spaziava da realtà locali come Spinello Projects fino a Yavuz Gallery che ha sedi a Singapore e Sydney.

LE VENDITE SONO STATE IMPORTANTI E NUMEROSE SIN DAL PRIMO GIORNO AD ART BASEL MIAMI, A QUANTO RIPORTATO DA MOLTE GALLERIE, ANCHE SE SEMBREREBBE CHE IL FLUSSO DI ACQUISTI SIA ANDATO LEGGERMENTE PIÙ A RILENTO DEL SOLITO, CON ACQUISTI PIÙ MEDITATI
E MENO FRENETICI.

In soli venti anni il mercato dell’arte contemporanea è passato da un valore di circa 100 milioni di dollari a oltre i 2 miliardi di oggi. Tra gli affari più importanti da segnalare nei primi giorni dell’evento, un dipinto di Agnes Martin del 1998 venduto per 7 milioni di dollari e un dipinto di Andy Warhol, Flower del 1964, per 3,8 milioni di dollari venduti da Pace; una tela a tecnica mista di Mark Bradford per 2,5 milioni di dollari e un Philip Guston del 1979 venduto per 7 milioni di dollari da Hauser & Wirth.

Sanlorenzo ha presentato l’opera Deep Sky Dark Bright Black & dell’artista americano Tony Lewis, curata da Flash Art con la gentile collaborazione della galleria Massimodecarlo, all’interno dello spazio progettato da Piero Lissoni. Parte della piattaforma Sanlorenzo Arts, una realtà attiva e interattiva di progetti incentrati su temi urgenti del mondo di oggi, Deep Sky Dark Bright Black & rappresenta l’indagine dell’artista sul disegno come mezzo di comunicazione. Per Sanlorenzo Tony Lewis ha concepito tre nuovi lavori all’incrocio tra semiotica, astrazione e disegno. Lewis usa una matita di grafite e la carta come mezzi privilegiati per tracciare e generare narrazioni linguistiche che riflettono sull’espressione gestuale. Deep Sky Dark Bright Black & è un lavoro inedito composto da tre opere separate in grafite e mastice su carta, un fondamento letterale e concettuale nel lavoro dell’artista.

Suddivisa in cinque sezioni espositive più tre collaterali tutta la fiera ruotava intorno alla sezione Galeries, un percorso di 212 presentazioni tra le quali spiccavano le italiane Continua con una riflessione sui flussi migratori indagati dall’argentino Leandro Erlich e dal cubano Yoan Capote, Massimodecarlo che ha scelto una composizione di Carla Accardi del 2005 e una Monnalisa in variazioni di blu di Prussia di Yan Pei-Ming e Tornabuoni con un focus su Alighiero Boetti con un’evidenza su un suo lavoro poco noto intitolato Copertine realizzato nel 1984. 

1. Shara Hughes, Warning Signs, 2022 2. Tina Modotti, Mella’s Typewriter, 1928 3. Richard Diebenkorn, Ocean Park, 1977 4. Geoffrey Holder, Nude on bed with mirror, 1980 5. Sam Gilliam, Butterflies Are, 1976 6. Jasper Johns, White Alphabets, 1968 7. Salman Toor, Veiled Jinah with hat, 2010 8. Shirley Jaffe, Loose Y, 1964 9. Amoako Boafo, Hug from Behind, 2022 10. Hernan Bas, Conceptual Artist #15, 2022 11. Jean-Michel Basquiat, The Ruffians, 1982 12. Michael Armitage, Wait, 2015 13. Wangari Mathenge, The Three Graces (So let it be written…), 2022 14. Fernand Léger, Les femmes à la toilette, 1920.

Kehinde Wiley, Morpheus, 2022 – TEMPLON.

Erano numerose le gallerie italiane presenti. Tra queste hanno partecipato Lia Rumma, Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Galleria Continua, Massimodecarlo, Kaufmann Repetto, Magazzino, Victoria Miro, Franco Noero e Tornabuoni.

Marc Spiegler, Global Director di Art Basel ha dichiarato: «È davvero emozionante celebrare la nostra presenza ventennale a Miami Beach. Negli ultimi due decenni la fiera non solo ha rafforzato la sua posizione nella regione, collegando in modo univoco le scene artistiche del Nord e del Sud America, dell’Europa e oltre, ma ha anche svolto un ruolo importante nella profonda trasformazione culturale della città. La gamma sempre più diversificata di gallerie e voci artistiche rappresentate renderà la fiera più ricca di scoperte che mai».

(Art Basel Miami, dare corpo alle idee – Barchemagazine.com – Marzo 2023)