Alberto Mancini, ragione e passione

Nel 2016 Alberto Mancini ha vinto il Compasso d’Oro dell’Adi grazie alla sua grande passione per il mare e per il disegno. Ha progettato barche a motore di tutti i tipi, dal Revolver di 43 piedi sino al Mangusta di 52 metri

IL DESIGN REALIZZA L’INSOLITO E CONTRIBUISCE SENSIBILMENTE A FORGIARE L’IMMAGINE DI UN MARCHIO. Alberto Mancini è molto attento alla storia dei cantieri per cui lavora. La sua opera è caratterizzata da una continua tensione emotiva che si muove fra tradizione e modernità. Per disegnare le barche di domani si deve sempre mettere al centro della propria attività creativa la purezza dei sensi come definizione di un prestigio interpretato in chiave moderna. Una purezza che deve esprime intelligenza ed emotività. La ratio e l’intelletto rappresentano un aspetto della filosofia del lavoro di Mancini dove entusiasmo, passione e piacere sono importanti per un risultato di successo.

L’obiettivo della filosofia di design è quello di creare forme pulite e superfici sensuali che siano in grado di mettere in scena la tecnologia più avanzata e, al contempo, di suscitare emozioni. Sono questi gli aspetti che hanno convinto un brand storico come Fairline ad affidargli la progettazione dell’intera gamma da 45 a 92 piedi. Racconta Mancini: «Il cantiere ha selezionato nell’arco di molti mesi diversi studi internazionali ed è giunto a una selezione finale. Per me è stato grande l’orgoglio di sentir dire all’unanimità, erano in 15 a scegliere, la proposta migliore è stata la tua». Mancini ha una grande passione per la cultura del brand che deriva dai suoi studi di car design, dove per i suoi esami universitari si esercitava a disegnare “le Aston Martin” del 2025: «Eravamo nel ’98 dovevamo mantenere il carattere, la fisionomia, il family feeling, estremizzare tutti questi fattori e portarli nel futuro. Io questo l’ho sempre fatto mio ed è sempre stata una cosa che mi è sempre piaciuta e gli inglesi l’hanno apprezzata molto».

Un’altra grande soddisfazione per Mancini è stata quella di aver vinto il Premio Compasso d’Oro ADI 2016 assieme a Francesco Paszkowski per il Baglietto 44 Fast Monokini di cui ha disegnato gli interni: «È stata per me una delle esperienze più belle della mia storia professionale. L’aspetto più felice per un designer è poter entrare in un cantiere con un armatore ed è il massimo a cui un designer possa aspirare; io ho avuto carta bianca, l’armatore ha puntato su di me e l’ho convinto a fare un design molto particolare ispirato ai superjet privati con linee molto pulite, essenziali, ma un minimalismo così caldo e invitante».

Alberto è un professionista che ama le sfide come sul Mangusta Gran Sport 54 di Overmarine: «Rappresenta proprio la mia massima ispirazione, ci ho messo proprio tutta la mia cultura che deriva dall’automotive e ho molto apprezzato che il cantiere Overmarine abbia riconosciuto nel Gran Sport 54 metri il Dna del marchio Mangusta, la mia visione è quella di portare il family feeling avanti evolvendo la linea, e i cantieri sono sempre più attenti a questo tema».

La propensione di Alberto è quella di fare un design molto dinamico con segno molto deciso come nel Mangusta 42 metri Oceano sempre di Overmarine. Afferma Mancini: «Quello che caratterizza il progetto è la possibilità di disegnare gli esterni e gli interni creando un dialogo continuo tra i due ambienti. Sul Mangusta ho estremizzato questo concetto dove c’è una continua unione tra le vetrate e gli sky light sotto la piscina, che portano luce nel bagno armatore, in una comunicazione tra interno ed esterno per consentire di godere della luce naturale».

È stata proprio la volontà di preservare la purezza e la capacità evocativa della luce che ha spinto Mancini a una particolare attenzione a questo tema della progettazione che ritroviamo anche su Ilumen di Dominator: «Ilumen è l’esempio di come si può portare gli spazi e l’ergonomia di una barca più grande in uno yacht di 28 metri. Con una cabina master a prua, in una zona dedicata esclusivamente all’armatore, e un’apertura frontale, si deve lavorare intensamente per mantenere delle proporzioni adeguate. Il risultato sarà sorprendente».

Sul Revolver il lavoro è partito quasi da zero, la base era quella di una barca ideata da Micael Peters da rendere più europea: «È stato interessante, soprattutto nel 43 piedi center consolle, vedere un designer e un imprenditore italiani progettare, per il mercato di Miami o di Dubai, una barca per puro divertimento, per andare a pesca o per fare quello che si vuole come day cruiser. Si è trattata di una bella ricerca di stile fatta per soddisfare le esigenze di un imprenditore giovane, appassionato di car design, di motociclette che ha apprezzato molto la grande attenzione al dettaglio».

(Alberto Mancini, ragione e passione – Barchemagazine.com – Settembre 2016)