Al direttore

Egregio direttore,
ho appena letto l’editoriale del nuovo numero di Barche (settembre) e ho scoperto di aver avuto l’onore di “aprire” il suo scritto. La ringrazio molto per questo e anche se non c’è proprio nulla di cui rallegrarsi. Da una lato, però, son contento perché almeno c’è ancora qualcuno a cui fanno effetto le mie dimesse e pessimistiche (ma realistiche) parole, così come potrebbero esser quelle di qualsiasi altro operatore della nautica italiana oggigiorno…
Sono pienamente d’accordo con lei nel suo sermone, ma bisogna che Ucina, oltre che rispondere per le rime a i vari attacchi e a difendere il Salone nautico, cerchi soprattutto in questo momento di fare quel passetto in più a ogni costo, tentando in tutti i modi di interloquire non solo come di consueto con i vari pseudo-politicanti o professori di turno che siano (che di promesse negli anni passati ne hanno fatte tante, ma tante), ma anche con i rappresentanti delle varie forze di polizia e autorità nazionali per intavolare un piano tecnico programmatico insieme e di evitare, quindi, le figuracce e gli assilli estivi a chi a Ferragosto vuole andare a fare un semplice bagno con la famiglia con la propria barca.
Il registro tipo Pra sarebbe ideale per tutti, ma, perdoni la ripetizione, credo che Ucina debba convocare, magari proprio in occasione del Salone di Genova, un tavolo con Ae, Gf, Polizia di Stato ecc. (oltre che, ovviamente, con qualche ministro competente): guardarsi una volta per tutte in faccia cercando di evitare la desertificazione dei nostri mari ormai vicina.
Continui così nel sensibilizzare i lettori e gli appassionati, magari prima o poi avviene anche per i nostri governanti.
Marco Foti
(Ottobre 2012)