Sofisticata stereofonia
Peculiarità del design Castiglioni l’ironica considerazione della performance ludica nella rappresentazione delle differenti funzioni. Con il radiofonografo rr126 Brionvega produce l’oggetto che comprende più funzioni legate all’ascolto corrispondenti al potenziale tecnologico del momento
di Decio G. R. Carugati
Nel 1965 Achille e Pier Giacomo Castiglioni progettano il radiofonografo rr126. Un gioco modulare per la configurazione, di volta in volta, della funzione corrispondente alla prestazione richiesta: se quella dell’ascolto musicale in stereofonia, le casse vengono agganciate sui lati opposti del mobile di base, se quella dell’ascolto radio, sovrapposte a quest’ultimo. In tal caso una delle casse accoglie, in apposito incavo, il cofano in perspex contenente il giradischi automatico. Cinque anni prima i fratelli Castiglioni avevano disegnato la poltrona Sanluca, splendida summa configurale di componenti finiti interrelati. Il catalogo della Gavina s.p.a, nel 1960, presenta l’oggetto accompagnandone le immagini con una dichiarazione di Carlo Scarpa: «Ecco finalmente una poltrona che un formalista mio pari avrebbe in cuor suo firmato volentieri». Peculiarità del design Castiglioni l’ironica considerazione della performance ludica nella rappresentazione delle differenti funzioni. Con rr126 Brionvega produce l’oggetto che comprende e rappresenta più funzioni legate all’ascolto corrispondenti al potenziale tecnologico del momento. Un primo esempio, in tal senso, di unificazione, quando l’equivalente si poteva solo ottenere mettendo assieme, accostando singoli pezzi di differenti produzioni con prezzi di acquisto ben superiori a quell’unicum. rr126 è quindi un progetto rivoluzionario rispetto all’offerta di mercato al di là delle indubbie valenze estetiche. Annota Sergio Polano: «Il radiofonografo stereofonico rr126, mobile e componibile robot musicale di espressiva fisionomia, conoscerà un’eccezionale fama, per la facilità d’uso, la giocosa sobrietà formale e il rigore dei dettagli, divenendo un classico dell’epoca». E Fiorella Bulegato: «rr126 è un apparecchio stereofonico ad alta fedeltà di tipo semiprofessionale. L’attrezzatura, concepita come un oggetto autoportante componibile, a volumi separabili, è in grado di fornire in modo sofisticato le proprie prestazioni, all’epoca innovative (la stereofonia, riproduzione di un effetto naturale dei suoni in modo che sembrino provenire da più direzioni e distanze, come avviene nella realtà; l’alta fedeltà, restituzione fedele della gamma di frequenze acustiche percepibili dalle orecchie). Nel corpo centrale, sotto due archi graduati sono posti i tasti di selezione e le manopole di regolazione del volume, dei toni e della sintonia».
Achille e Pier Giacomo Castiglioni
Nel 1952 Pier Giacomo Castiglioni inizia il lungo sodalizio con il fratello Achille. Del 1957 l’esposizione “Colore e forme nella Casa d’oggi” a Villa Olmo dove espongono i loro design ready-made, esemplare il Mezzadro. Del 1962 per Flos le lampade Splugen Brau, Arco, Relemme e Toio. Pier Giacomo muore nel 1968. Achille resta il solo testimone e prosecutore del fare ideativo Castiglioni. Membro d’onore del Commitee of Advisors, Art Center College of Design, Pasadena e Montreux, Professore Ordinario alla cattedra di Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano dal 1986 al 1993, muore nel 2002.
(Agosto 2012)







