L’Intelligenza Artificiale che troviamo nei sistemi di bordo è vera? Oppure è un’etichetta ben confezionata?
by Barbara Morassut*
Lo dicevamo in chiusura del numero scorso: il primo passo, di fronte alla rivoluzione tecnologica che sta investendo la nautica, è imparare a riconoscere quando ciò che ci viene proposto come “intelligente” lo è davvero, e quando è invece un’etichetta ben confezionata.
È il momento di sviluppare questo punto, perché la distinzione non è un dettaglio semantico, ma incide su ciò che stiamo davvero acquistando, su quanto possiamo ritenere affidabile un sistema e su quanto dobbiamo restare vigili mentre lo usiamo. Partiamo da una premessa tecnica, ma spiegata in modo semplice. Un sistema di Intelligenza Artificiale autentico impara dai dati e modifica il proprio comportamento nel tempo, sulla base dell’esperienza accumulata. Ad esempio: un autopilota che apprende progressivamente lo stile di navigazione del comandante e adatta le proprie correzioni, o un sistema che affina le proprie previsioni meteo confrontando i propri risultati passati con quanto realmente accaduto.
Un’automazione sofisticata, invece, esegue regole prestabilite, per quanto complesse e ben progettate: reagisce a soglie e condizioni predefinite, ma non impara né cambia strategia da sola. Entrambe le soluzioni possono rivelarsi utilissime a bordo. Il problema nasce quando la seconda viene venduta con il linguaggio della prima. Perché accade? Il termine “Intelligenza Artificiale” vende, evoca innovazione, giustifica un prezzo più alto e distingue un prodotto dalla concorrenza. Non è necessariamente un inganno deliberato: a volte è un’estensione disinvolta del linguaggio del marketing. Ma per chi acquista, la differenza pratica è enorme, soprattutto in termini di aspettative.
Un sistema realmente adattivo può migliorare le proprie prestazioni nel tempo e gestire situazioni mai incontrate prima; un’automazione avanzata, per quanto affidabile, resta vincolata agli scenari per cui è stata programmata e può comportarsi in modo imprevedibile al di fuori di tali confini. Pertanto, prima di un acquisto o di un refit di un’imbarcazione è necessario non dare nulla per scontato e porre domande chiare al cantiere o al fornitore, ad esempio: il sistema a bordo apprende dai dati raccolti durante la navigazione, oppure applica sempre le stesse regole indipendentemente dall’uso?
// Il linguaggio del marketing vende innovazione, ma solo POCHE DOMANDE MIRATE rivolte al cantiere o al fornitore rivelano
la reale natura di un sistema di bordo. //
Le sue prestazioni sono state validate con dati reali di navigazione e con quali risultati misurabili? Che cosa accade quando il sistema incontra una condizione che non aveva mai gestito prima: si blocca, chiede l’intervento del comandante o agisce comunque in autonomia? Chi ha accesso ai dati raccolti a bordo, per quanto tempo vengono conservati e con quali garanzie di sicurezza? Esiste, per ogni funzione automatizzata, un modo semplice
e immediato per riprendere il controllo manuale?
Le risposte a queste domande, più che la scheda tecnica patinata o l’etichetta sulla confezione, rivelano la verità su ciò che si porta a bordo. E non è un esercizio di diffidenza verso la tecnologia, tutt’altro, è la stessa attenzione critica che da sempre un buon comandante riserva a qualunque strumento nuovo, prima di concedere fiducia in mare aperto. In fondo, il messaggio che accompagna tutto questo percorso resta lo stesso: l’innovazione nella nautica è una risorsa preziosa, ma va compresa per essere davvero utile. Conoscere la differenza tra intelligenza reale e automazione ben vestita è il primo, concreto passo per restare comandanti della propria imbarcazione, anche nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.
Barbara Morassut
T. +39 051 4076026 – [email protected]
*L’Avv. Barbara Morassut è titolare dello Studio Legale Morassut, con sede principale a Bologna dal 1996. Nel corso degli anni ha sviluppato una rete consolidata di corrispondenti in numerose città italiane e all’estero. Nel 2009 ha aperto un domicilio a Roma, frutto della collaborazione con professionisti del Foro Capitolino. Nel settembre 2021, a seguito del completamento del Master in “Arbitrato e tecniche di gestione delle controversie” l’Avv. Morassut ha conseguito il titolo di arbitro. Lo Studio offre servizi di consulenza e assistenza altamente qualificati sia in fase stragiudiziale sia in sede giudiziale, operando nei settori del diritto civile, commerciale-societario e, in particolare, del diritto marittimo e dello yachting. Tra le principali aree di intervento rientrano la consulenza e l’assistenza nella redazione e nella revisione di contratti di costruzione e vendita di yacht, contratti di central agency e di yacht management. Lo Studio si occupa inoltre della gestione del contenzioso in ambito marittimo e contrattuale
(Real AI or just a buzzword? – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Ottobre 2026)






