È sceso in acqua alla Spezia il T60 di Baglietto, primo 60 metri costruito in oltre 170 anni di storia del cantiere. Firma il design Francesco Paszkowski, la matita che da oltre trent’anni definisce lo stile unico e senza tempo di Baglietto
by Olimpia De Casa
“Vogliamo che il mare non sia solo un orizzonte da guardare, ma sempre più un futuro da costruire”. È con questo intendimento di Michele Diego Deprati, Ceo di Baglietto, che ha preso forma la cerimonia di varo dell’ultimo nato, il T60 firmato da Francesco Paszkowski Design e Margherita Casprini.
Quella celebrata da Baglietto lo scorso 20 marzo è stata una giornata particolarmente sentita perché a toccare l’acqua, con lo scafo numero 10260, è stato il primo esemplare di un modello che, con i suoi 60 metri di lunghezza e circa 1.100 GT, rappresenta l’imbarcazione più grande mai costruita dal cantiere fondato nel 1854 e oggi di proprietà del Gruppo Gavio. Con il battesimo, avvenuto alla presenza della famiglia armatoriale, delle massime autorità cittadine e regionali, delle maestranze e delle loro famiglie, il marchio del Gabbiano ha così raggiunto un nuovo e straordinario traguardo destinato a tracciare una tappa decisiva nel percorso di crescita dell’azienda amministrata da Diego Michele Deprati.
Diego Michele Deprati
La giornata, illuminata dalla grazia di un cielo raramente così sereno e carico di speranza e aspettative, ha visto la presenza del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, affiancato dall’assessore alla Protezione Civile Giacomo Raul Giampedrone, del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, del prefetto Andrea Cantadori e del questore Sebastiano Salvo, di diverse autorità delle Forze Armate, di Lorena Bianchetti, già madrina del 170esimo anniversario del cantiere, e di numerosi bambini delle scuole elementari e medie del territorio, cui è stato dedicato un concorso creativo sul tema del mare, realizzato con il supporto del Comune della Spezia e di Confindustria La Spezia. Il contest vedrà la sua realizzazione finale il prossimo 23 maggio, in occasione del World Boating Day, la Giornata Mondiale della Nautica, quando verranno presentati gli elaborati realizzati dagli studenti che saranno premiati con buoni destinati all’acquisto di materiale didattico.
Una grande festa, quindi, non solo per l’uomo d’affari mediorientale che ha scelto di affidare a Baglietto la realizzazione del suo sogno sull’acqua, per tutte le persone che ogni giorno lavorano con dedizione e orgoglio al progresso e al successo del Cantiere, ma anche per l’intera cittadinanza e soprattutto per le giovani e giovanissime generazioni cui viene idealmente consegnato un testimone di opportunità di straordinario valore.
“È ai tanti ragazzi presenti in questa giornata che dobbiamo guardare quando parliamo di futuro della nautica: alle loro idee, alla loro curiosità, alla loro capacità di immaginare il mare come spazio di lavoro, innovazione e bellezza”, ha dichiarato il Ceo di Baglietto, Diego Michele Deprati, che ha anche aggiunto: “Il nostro compito non è solo costruire yacht sempre più ambiziosi, ma anche competenze per quanti domani porteranno avanti questa gloriosa tradizione. È un’eredità che ha contribuito a rendere l’Italia un paese di pionieri capace di diffondere bellezza e stile in tutto il mondo”.
E a proposito di bellezza, Deprati ha voluto ricordare il poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio che, come ringraziamento per la perizia tecnica dimostrata dal Cantiere nella realizzazione della sua imbarcazione Alcione, dedicò a Vittorio Baglietto, primo fra i maestri della carena, una copia delle sue opere accompagnata dal testo: “Offro queste mie pagine scritte per un fine di bellezza e di vita”. Ha quindi proseguito: “Costruire una barca non è solo un mestiere, è un rito antico tramandato di mano in mano, di cuore in cuore. Racconta il desiderio di andare oltre, di attraversare confini invisibili e di scoprire nuovi mondi. Questa nave di 60 metri è la prima di tre gemelle, con le altre due già in costruzione, e il secondo di sei vari previsti per noi nel 2026. Sono numeri che confermano l’andamento positivo e l’ottima condizione del nostro segmento di mercato, con l’Italia che continua a detenere il primato mondiale nella produzione di yacht. Questo dato deve fare dunque riflettere sul fatto che troppo spesso noi che facciamo questo mestiere veniamo etichettati come un’élite che realizza divertimenti costosi per pochi privilegiati. Oggi vorrei ancora una volta confutare questo luogo comune perché la realtà è ben diversa: la nautica è una grande officina di artigianato, che potrà sempre rappresentare un significativo riferimento per il futuro della nostra economia. Qui lavorano esperti saldatori, maestri d’ascia, operai qualificati, tecnici altamente specializzati, architetti, ingegneri, che come sarti confezionano bellezza ed emozioni. Dobbiamo essere orgogliosi di queste donne e di questi uomini per il lustro che portano al nostro Paese. Vorrei sottolineare tra l’altro l’impegno dell’amministrazione del territorio ligure e di La Spezia che supporta il nostro comparto con grande attenzione anche attraverso il Miglio Blu, iniziativa istituzionale del nostro comune e di tutti i cantieri qui vicini che continua ad alimentare questa virtuosa realtà. Per il suo percorso storico, ritengo che Baglietto appartenga anche al nostro paese e questo non è solo il mio pensiero, ma anche quello di chi mi ha dato la possibilità di esserne al timone, il mio presidente, Beniamino Gavio, per me un punto di riferimento, un amico, un uomo che attraverso i valori tramandati dai fondatori del Gruppo mi indica sempre la rotta opportuna da seguire. Concludo con una frase che racchiude l’essenza di quello che siamo e di quello che facciamo: ‘Il futuro appartiene a chi sa trovare la via più elegante’. La pronunciò Guglielmo Marconi, che di Baglietto fu estimatore e cliente. Il mio augurio per noi tutti è di cercare sempre quell’eleganza che non risiede solo nell’apparenza, ma soprattutto nella nobilità del nostro spirito”.
Deprati ha quindi ringraziato pubblicamente sua moglie, assente giustificata in quanto a Genova per il conseguimento della laurea magistrale in architettura del figlio. Un traguardo, ha commentato visibilmente commosso, che rappresenta un momento estremamente emozionante per un padre.
Fabio Ermetto
Fabio Ermetto, direttore commerciale di Baglietto, ha quindi sottolineato il valore della costruzione varata, che ha definito una vera e propria sfida di alta sartoria: “Costruire una nave di queste dimensioni è un rito antico, ma progettarla insieme agli armatori è stato come entrare in un’esclusiva sartoria. Non ci è stata semplicemente chiesta una giacca che stesse bene addosso, sarebbe stato troppo semplice. Ci è stato chiesto un abito che dovesse sfidare il vento, riflettere la luce del mare e soprattutto calzare perfettamente sulla personalità degli armatori e sui loro sogni. E come ogni sarto che si rispetti, il cliente più stimolante è quello che non si accontenta del prêt-à-porter. Siamo stati spinti a cercare tessuti tecnologici mai trovati prima, tagli di design che sembravano quasi impossibili sulla carta. Non nascondo che davanti ad alcune richieste tecniche e di design molto audaci i nostri ingegneri si sono guardati come dei sarti davanti a un tessuto preziosissimo, ma difficilissimo da cucire. È proprio qui che è venuta fuori la vera anima Baglietto. Abbiamo preso ago, filo e tanta passione. Accettare le sfide proposte non è stato solo un dovere contrattuale, ma un piacere creativo. Siamo stati esortati a superare i nostri limiti e noi, anche con un pizzico di sana follia e una fortissima artigianalità italiana, abbiamo risposto ‘Sì, lo faremo e il risultato sarà bellissimo’. Questo yacht è un mosaico di mani. I nostri maestri d’arte hanno lavorato agli interni come dei sarti che rifiniscono i revers di una giacca, curando ogni venatura del legno, ogni cucitura dei tessuti, per renderli piacevoli alla vista e al tatto. Ma la vera maestria sta dove l’occhio non arriva. I nostri tecnici hanno posato chilometri di cavi e impianti complessi con la precisione di una fodera di seta o di quelle cuciture invisibili che danno la perfetta caduta a un abito, garantendo sempre quell’impeccabile armonia che oggi possiamo ammirare. All’armatore e alla sua famiglia vanno i ringraziamenti più grandi. Per noi non siete stati solo i committenti, siete stati coautori di questo modello unico. La vostra visione è stata il filo rosso che ha tenuto insieme tutto il progetto dal primo giorno. Oggi consegniamo al mare questo abito lungo 60 metri, il vostro abito. Insieme abbiamo tracciato una rotta che sprizza eleganza da ogni oblò. Buon vento e, come si dice in questi casi, spero che il vestito vi stia d’incanto”.
Marco Bucci
Le parole del presidente della Regione Liguria Marco Bucci sono state un riconoscimento alla capacità del Cantiere di continuare a crescere, innovare e competere ai massimi livelli della nautica internazionale: “Alla Spezia, come a Genova e in tutta la Liguria, la cantieristica non è solo un settore produttivo: è parte della nostra identità, è cultura del lavoro, è saper fare, è attenzione al dettaglio, è capacità di trasformare un’idea in qualcosa di unico che viene apprezzato in tutto il mondo”.
L’Inno di Mameli, interpretato dal tenore Amadi Lagha, ha quindi aperto un momento di forte partecipazione emotiva, culminata con la tradizionale rottura della bottiglia da parte della madrina. Il suono delle trombe ha poi salutato l’istante in cui lo yacht ha toccato l’acqua. Con il varo del primo T60, Baglietto ha confermato l’innata predisposizione a coniugare tradizione, innovazione e visione industriale, proiettando il cantiere verso nuove sfide e nuovi traguardi nel panorama internazionale della nautica di alta gamma.
(Baglietto vara il primo T60, lo yacht più grande mai costruito – Marzo 2026)






