Il museo Rahmi M.Koç è un esempio di grande passione per la nautica e la sua storia. Appartiene a una famiglia che ha un rapporto stretto con il mare e le barche, come dimostra il giovane erede, Ipek Kiraç, che dirige con successo il cantiere Sirena Marine
by Bruno Cianci – photo by Bruno Cianci and Ali Konyali
Per secoli Istanbul ha avuto il misterioso potere d’incantare chiunque vi transitasse: mercanti, diplomatici, archeologi, letterati e cacciatori di emozioni in genere. In virtù di tanta storia, la città del Bosforo offre oggi decine di motivi per essere visitata. Grazie a una collezione privata da oltre 13500 pezzi – quella del capitano d’industria Rahmi M. Koç, classe 1930, imprenditore e filantropo – anche gli appassionati di storia dei trasporti hanno un posto da visitare in questi lidi. Si tratta del museo che porta il nome del suo fondatore (in Turchia non è insolito intestare musei, imbarcazioni e infrastrutture a persone viventi). Con queste parole Rahmi M. Koç, a capo di un gruppo da oltre 21 miliardi di euro di fatturato annuo, ma soprattutto amante di tutto ciò che è bello, ricorda la genesi del museo: «Quand’ero bambino, mio padre Vehbi mi portò in dono dalla Germania un trenino elettrico; è nata così, in modo spontaneo, la mia passione per i giocattoli meccanici, per gli oggetti industriali e la collezione ha avuto inizio; con il tempo, questa passione è cresciuta così tanto, sia in numero sia nella dimensione degli oggetti, che le mie case, i miei uffici e i miei magazzini non sono stati più sufficienti a contenere motori a vapore, modelli, strumenti scientifici, barche, automobili, oggetti di modernariato e antiquariato. Poi, dopo una visita al Museo Ford a Dearborn, nel Michigan, ho capito che cosa avrei dovuto fare: radunare tutti i miei oggetti sotto un unico, grande tetto».
Rahmi M. Koç
Il museo Rahmi M. Koç si trova a Hasköy, sulla riva settentrionale del Corno d’Oro, la profonda insenatura del Bosforo che separa la parte più antica di Istanbul da Galata, il quartiere storico dei genovesi. Fondato ventitré anni fa (1994) e ampliato nel 2001, il museo ha una superficie di 27000 metri quadrati (tra cui 11000 al coperto). Per fare un paragone, le sue misure complessive rivaleggiano con piazza San Pietro a Roma.
Il museo è diviso in due aree principali, una chiamata Lengerhane (Casa delle ancore), mentre l’altra è il Tersane (Cantiere navale). Il primo è un edificio bizantino del XII secolo, quasi certamente una chiesa, che fu utilizzato in epoca ottomana come fonderia per le ancore e per le catene della flotta turca. Nell’atmosfera molto accogliente di questo solido edificio in pietra sono ospitate migliaia di manufatti, strumenti ottici e scientifici in genere: tra essi spicca un astrolabio del XIII secolo, macchine a vapore in scala, giocattoli, treni elettrici, un jet Vampire de Havilland, diorami e altro ancora. Impressionante è la collezione di mezzi scafi e di modelli navali, tutti in perfette condizioni e mirabilmente esposti in teche di legno e vetro realizzate su misura.
Il Tersane ha ospitato dal 1861 i cantieri della Şirket-i Hayriye, la società ottomana dei vaporetti del Bosforo e del Corno d’Oro. Questa parte spettacolare del museo ha una caratteristica pianta a ferro di cavallo, con un bacino e, nel mezzo, uno scivolo dotato di argano elettrico. La dimensione degli oggetti in mostra varia dai pochi centimetri di un rasoio appartenuto a Kemal Atatürk (il padre della Turchia moderna) al sottomarino Uluçalireis che è l’oggetto più grande in mostra. Questo gigante di 94 metri, costruito nel 1944 per la US Navy che l’armava con il nome USS Thornback, misura il doppio del Toti che è in mostra a Milano.
Essendo il signor Koç un magnate del settore automotive (costruisce e distribuisce le vetture Fiat e Ford in Turchia), il museo non sarebbe completo senza una cospicua collezione di veicoli stradali: a farla da padrone sono proprio le auto e i veicoli commerciali d’epoca in genere (circa ottanta), ma anche gli appassionati di motociclette, di carrozze, di treni e di aerei trovano di che ammirare tra le mura del museo e nelle aree esterne. Nel padiglione ferroviario i visitatori italiani sono soliti soffermarsi a lungo a bordo di una Fiat Littorina originale, perfettamente restaurata, all’interno della quale risuonano “Mille lire al mese” e altre canzoni degli anni ’30, le stesse in voga ai tempi in cui fu costruita quest’automotrice che, per molti anni, ha fatto la spola tra Paola e Cosenza.
Ma il vero valore aggiunto del museo Rahmi M. Koç è costituito dalla sua sezione marittima. Ci sono numerose imbarcazioni commerciali e da diporto in mostra, oltre a centinaia di oggetti d’antiquariato di marina. Il vaporetto Fenerbahçe è il secondo più grande oggetto in mostra e oltre ad ospitare una caffetteria è anche l’accesso per le visite guidate a bordo del sottomarino Uluçalireis, intitolato all’ammiraglio di origini calabresi Uccialì. Poco distante, sempre in acqua, si trovano la navetta Gonca (1905), il commuter Hiawatha (1932), l’ex peschereccio Kont Ostrorog (1950 circa) e tre rimorchiatori, tra cui il Vernicos Irini (1940) e l’olandese Rosalie, del 1873. A bordo di questa barca da lavoro è possibile navigare nei week-end sul Corno d’Oro, mentre negli altri giorni altre imbarcazioni eseguono il servizio. A terra, nell’area che circonda il bacino del cantiere che fu, sono visibili molte barche da diporto e da lavoro, tra cui il vaporino Ysolt, del 1893, una lancia da salvataggio “Classe Liverpool”, alcuni yacht, le barche dei primi due velisti turchi che hanno circumnavigato il globo tra la fine degli anni ’60 e ’70 e, sullo scivolo, una nave da carico in legno, utilizzata dal monopolio statale dell’alcol, con le caratteristiche linee tonde dei çektirme del mar Nero. Ai piedi dello scivolo è sistemata anche Clodia, minuscolo Ness-yawl di proprietà dell’ambientalista italiano Giacomo De Stefano che qui si trova (in prestito) da quando il suo armatore ha portato a termine il lungo viaggio a remi e a vela da Londra a Istanbul, nel 2012.
Nell’ala nordoccidentale del museo c’è anche un padiglione coperto sempre dedicato alla nautica dove sono conservate una trentina di barche autoctone a remi (kayık), alcune canoe e skiff, un dragone, il cutter inglese Swell (1910) e alcuni runabout, tra cui un Chris-Craft e tre Riva d’epoca, un Super Aquarama, un Olympic e un Florida. Al piano superiore fa letteralmente impressione la collezione di oltre cinquanta motori fuoribordo d’antan, tutti realizzati tra gli anni ’20 e gli anni ’70 e, in buona parte, funzionanti.
Il museo è in costante espansione e tra qualche anno, come avviene ciclicamente, si troverà a dover fare i conti con la mancanza di spazio. In particolare, sarà proprio la passione per il mare del suo fondatore a portare verso il museo nuovi voluminosi pezzi. Maid of Honour, una lancia che ha fatto parte della dotazione della nave da battaglia HMS Hood, affondata dalla Bismarck e dalla Prinz Eugen nel 1941, è in corso di ricostruzione presso le officine di Tasdelen, dove tutti gli oggetti in mostra al museo – presenti e futuri – vengono restaurati. Un’altra barca storica, il cutter aurico Vilia (1910), si trova al momento presso il cantiere RMK Marine di Tuzla (di proprietà di Rahmi M. Koç, dove è stato costruito il suo ketch Nazenin IV) ed è anch’essa in attesa di essere consegnata nel corso del 2017.
La crescente popolarità di questo luogo e il nobile proposito di condividere una così importante collezione con il pubblico ha fatto breccia nei cuori di molti. Non a caso, sempre più enti e collezionisti privati donano o prestano oggetti da esporre, spesso pezzi unici che vanno ad aggiungersi a quelli acquistati personalmente da Rahmi M. Koç, il magnate che vuol essere ricordato per il suo gusto per ciò che è bello.
Tribute to Carlo Riva
«Ho appreso con dispiacere e commozione della scomparsa del leggendario Carlo Riva. Il modo in cui questo gentiluomo riuscì a rendere famose e desiderate le sue barche, in Italia come in Francia e nel resto del mondo, ha del prodigioso. Quelle Riva sono sempre state imbarcazioni di eccellente qualità; in più vantavano scafi che tenevano il mare magnificamente e un design unico. Erano anche leggendarie per la manovrabilità, per la comodità e per il fatto di essere sempre state dei veri e propri status symbol. Molte celebrità di tutto il mondo, amanti del mare, della bellezza e della velocità, hanno posseduto almeno un runabout Riva nel corso della loro vita. Sarebbe bello si realizzassero ancora barche così, ma i nuovi materiali, le nuove tecnologie e le richieste del mercato hanno fatto sì che i vecchi Riva sopravvivessero solo grazie all’iniziativa dei collezionisti. Per quel che mi riguarda, sono l’orgoglioso armatore di tre Riva che considero tra i più importanti pezzi in esposizione nel mio museo».
Rahmi M. Koç, Istanbul, 11 aprile 2017
Rahmi M.Koç Museum, diamo i numeri
3 barche a disposizione dei visitatori per piacevoli escursioni sul Corno d’Oro, due delle quali a vapore //boats available for pleasure trips around the Golden Horn, two of which are steamboats.
5 ristoranti, caffè e bar//restaurants, coffee shops and bars.
77 metri di lunghezza della nave passeggeri Fenerbahçe//meters is the length of the Fenerbahçe passenger ship.
86 gli anni di Rahmi M. Koc, il fondatore del museo//is the age of Rahmi M. Koç, the founder of the museum.
94 m di lunghezza del sommergibile Uluçalireis //is the length of the Uluçalireis submarine.
100 il numero di telaio del Riva Super Aquarama //is the number of the Riva Super Aquarama chassis.
200 i modelli di navi e i mezzi scafi in mostra //is the number of model ships on display.
1265 data di realizzazione del più antico pezzo in mostra, un astrolabio//is the manufacturing year of an astrolabe, the oldest piece on display.
1861 anno di fondazione del cantiere che ospita il Tersane//is the opening year of the yard where the Tersane is hosted.
1873 anno di costruzione del rimorchiatore Rosalie//is the year the tug boat Rosalie was built.
1898 anno di fabbricazione dell’auto a vapore Malden, in mostra al museo//is the year the steam car Malden was built, exhibited in the museum.
1927 anno di fabbricazione dell’Elto Twin 4HP il più vecchio motore fuoribordo in esposizione//is the year of the Elto Twin 4HP was built, the oldest outboard engine on display.
1994 anno di fondazione del Museo (Lengerhane)//is the year the Museum (Lengerhane) was founded
2001 anno dell’inaugurazione del Tersane //is the year the Tersane was inaugurated.
5.400 chilometri percorsi da Clodia (in mostra al museo), la piccola barca a remi e a vela di Giacomo De Stefano, velista e ambientalista italiano//is the no of kilometers covered by Clodia (displayed in the museum) the small rowing and sailing boat of Giacomo De Stefano, an Italian sailor and ecologist.
11.000 m2 del museo//is the museum surface in m2.
13.500 pezzi complessivi in mostra//is the whole number of pieces on display.
27.000 metri quadrati, la superficie totale, all’incirca come piazza San Pietro a Roma//is the entire surface of the museum in m2, somewhere around the size of St. Peter’s square in Rome.
272.426 visitatori nel 2015 (anno record)//is the no of visitors in 2015 (the record year).
3.250.000 il numero totale di visitatori del museo dal 1994 al 2016//is the total number of visitors from 1994 to 2016.
www.rmk-museum.org.tr
(Rahmi M.Koç Museum: l’amore per la nautica in mostra a Istanbul – Barchemagazine.com – Giugno 2017)






