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Il valore del “bello e buono”
l premio dedicato ai giovani progettisti è stato istituito da Marco Bonetto nel 1991, in memoria del padre Rodolfo,
secondo il quale «Il design è come una farfalla tra le mani: se la stringi troppo muore, se la lasci andare vola via»
Gli studenti di scuole o università di design e architettura di tutto il mondo, inclusi neo laureati che hanno discusso tesi di laurea inerenti l’argomento, hanno avuto la possibilità anche quest’anno di mostrare le proprie idee e i propri lavori al pubblico del Seatec, nonché a una qualificata giuria che ha selezionato i quattro lavori migliori.
Il bando è stato suddiviso in due categorie: “innovazione tecnologica” legata alla barca media a vela o motore e “infrastrutture” con un progetto di ricalibratura della portualità turistica. Il primo tema riguardava scafi a vela (misura massima 55’) o a motore (misura massima 50’), aperti o abitabili e si incentrava sui seguenti aspetti: design, studio di un prototipo di ricerca, esemplare unico dove la barca rappresenti avanzate soluzioni tecnico/estetiche che, mirate al conseguimento del basso costo, possano eventualmente tradursi, in toto o in parte, previa sperimentazione, a favore della serialità di unità da diporto delle misure indicate.
Il secondo tema, invece, doveva essere un progetto per l’adeguamento della configurazione esistente e il riferimento indicato era il porto di Santa Margherita Ligure.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
1° Classificato Tj Vaninetti, Umea Institute of Design, Svezia
Najad Beacon
È una barca a vela di 52 piedi basata sugli scafi Najad e volta a migliorarne alcuni aspetti, da un lato, e a enfatizzarne le qualità dall’altro. Grazie all’utilizzo delle ultime tecnologie, lo scafo è zero-emission, in grado di catturare l’energia solare da una particolare costruzione del tessuto delle vele e quella cinetica dalle onde. Viene poi raccolta in un condensatore Estor situato nella chiglia. Gli interni sono semplici e ispirati dallo stilo nordico, essenziale, funzionale e artigianale. Lungo le murate dello scafo sono state inserite due finestrature orizzontali che rendono più luminosi gli ambienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rendere filante il profilo della barca. La cabina armatoriale ha una vista sul mare grazie all’utilizzo di uno specchio di poppa trasparente. Altra particolarità è l’albero che si inserisce proprio nel tetto della tuga in vetro e che risulta quindi sempre visibile per chi sta all’interno.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
2° Classificato Aditya Parathama, Amin Dahrehsobh, Sheldon Crasto con la supervisione di T. Cem Cansu, Domus Academy, Milano
Survivor +
Si è basato sullo studio dei veicoli già esistenti come jet-ski, gommoni, barche ambulanza e l’obiettivo era creare uno scafo in grado di risparmiare tempo e facilitare le operazioni di soccorso. Survivor + è stato progettato, quindi, come mezzo di soccorso in mare, in grado di operare immediatamente dopo una chiamata Sos e di partire per il salvataggio insieme alle altre unità. La sua particolarità risiede nel creare, una volta giunto nell’area dell’incidente, una zona con boe galleggianti munite di gps: questo aiuta gli altri soccorritori a localizzare il punto e ad arrivare in tempi brevi. Inoltre, Survivor + prepara tutto il necessario per il primo soccorso e per il trasporto dei feriti tramite elicottero.
I gommoni per recuperare le persone usufruiscono delle pratiche “ali” situate a prua, sui due lati, per l’alaggio e il varo, in modo da velocizzare l’intervento. All’interno lo scafo è predisposto con tutto il necessario per il primo soccorso e a bordo può ospitare nove membri dell’equipaggio, oltre ai feriti, per poter fare una diagnosi preliminare e immediata.
INFRASTRUTTURE
1° Classificato Michela Bonzi e Alvise Nason, Polo Universitario di La Spezia
Progetto Ricalibratura della portualità turistica nel Porto di Santa Margherita Ligure
Il progetto si è diretto verso uno sviluppo prevalentemente orizzontale, trasformando la zona in uno spazio più ampio, che potesse fungere come punto di ritrovo per i proprietari delle imbarcazioni ormeggiate e per tutti i cittadini. Si aprono ampi spazi verdi in cui si snodano sentieri di pietra naturale (protagonista principale del progetto) che conducono ai vari pontili, e l’ambiente riproduce le terre liguri attraverso alcuni elementi naturali come palme e alberi di limoni. Il fulcro dell’area portuale è una calotta semisferica adibita a ospitare l’ufficio degli ormeggiatori; è caratterizzato da vetrate a fascia e la particolarità è data dalla possibilità di illuminarsi e cambiare colore per segnalare le condizioni atmosferiche. Ogni pontile è infatti dotato di piccole colonnine per l’alimentazione delle imbarcazioni, ognuna in grado di servire due posti barca e alimentata dal fiore fotovoltaico posto all’estremità di ciascun molo, che garantisce l’energia necessaria giornaliera, in modo da renderle indipendenti. Sono costituite da materiali resistenti agli agenti atmosferici e allo stesso tempo sostenibili e riciclabili. L’elemento caratterizzante è una piantina di basilico che culmina la struttura, il cui profumo riproduce l’effetto poetico emozionale di questa terra.
INFRASTRUTTURE
2° Classificato Giulio Garofalo, Ashish Nar, Ilgar Veryeri con la supervisione di T. Cem Cansu, Domus Academy, Milano
Progetto Ligurian Nymph
È un sistema di ancoraggio comodo e sicuro per le barche in porto. Non necessita di assistenza e assicura uno spazio individuale a ciascuno scafo evitando la collisione con gli altri: le “braccia” che accolgono le imbarcazioni mantengono la posizione degli scafi, mentre i parabordi che le rivestono ammortizzano i contatti con le altre ormeggiate.
Il nome deriva dalla mitologia greca, dove le ninfe rappresentano gli spiriti divini che proteggono chiunque si immerga nelle acque di cui sono le sorgenti. Allo stesso tempo, Ligurian Nymph invita i navigatori, li convince e li protegge.
La struttura è stata studiata appositamente sul porto di Santa Margherita e i parabordi sono collegati gli uni agli altri con dei bracci modulari il cui numero aumenta secondo la lunghezza dello scafo. Quando la barca entra nel posto d’ormeggio, viene letteralmente abbracciata in modo da evitare qualsiasi movimento incontrollato dovuto, per esempio, alle onde e, una volta raggiunta la posizione, il sistema si fissa. Per uscire dall’ormeggio la barca viene spinta dolcemente e senza l’uso di alcun motore, sfruttando solo la meccanica dei bracci.
È stato studiato anche un sistema di prenotazione del posto tramite i-Phone, da utilizzare prima di arrivare a destinazione.
Bando 2012
Categoria Product design
Tema n. 1 – Sviluppo del layout degli interni e degli arredi di una barca, motoryacht, esistente. Esempio pertinente: Sanlorenzo 82.
Tema n. 2 – Progettazione di un evento, party, a bordo di una barca a vela esistente, sviluppandone i dettagli (ambientazione, arredi, accessori). Esempio pertinente: unità 50 mt, 2 ponti, Arzanà Navi
Tema n. 3 – Design di un mezzo, bicicletta, minimoto, miniauto o altro, ad alta compatibilità ambientale, che favorisca la mobilità in ambito portuale, considerando lo stivaggio a bordo anche su imbarcazioni di piccole dimensioni.
Categoria Infrastrutture
Tema – All’interno di un porto turistico, dati 4 volumi di m 60 x 20 e alti 3, ciascuno sullo stesso piano, studio dell’intrattenimento dei diportisti: ristorante, night entertainment, centro servizi e quant’altro possa essere ritenuto interessante per l’accoglienza a terra. Per il conseguimento di una coraggiosa identità progettuale di forte impatto emozionale. Esempio pertinente: il porto di Marzameni, Capo Passero, Siracusa, progetto di Tommaso Spadolini.
Il bando è scaricabile per intero dal sito www.sea-tec.it






