Zuccon International Project, designing space

Questo è il concetto che sta alla base dei lavori ideati da Martina e Bernardo Zuccon. In poche righe ci raccontano la loro grande passione e la gioia per il lavoro che hanno ereditato dai genitori Gianni e Paola

by Carla Pagani – photo by Andrea Muscatello

VITALI, INTRAPRENDENTI, TRAVOLGENTI. MARTINA E BERNARDO ZUCCON SONO COSÌ. Il loro legame è più saldo di un’ancora possente. Il loro sorriso una porta spalancata su un mondo fatto di idee che nascono e si sviluppano a una velocità sorprendente. Due menti creative, diverse e complementari, che marciano all’unisono, come le prue di un grande catamarano pronto a solcare il mare anche quando c’è burrasca. Sarà per questa capacità di mettersi in ascolto degli altri, sarà per la loro estrema curiosità che esprimono nel lavoro che fanno, e non solo, che gli eredi dello studio fondato da Giovanni Zuccon insieme a sua moglie Paola Galeazzi stanno portando avanti grandi progetti con determinazione, lungimiranza e fantasia. I geni non mentono, parlando in termini di dna.

Sanlorenzo SL96 Asymmetric.
Sanlorenzo SL96 Asymmetric

Martina e Bernardo hanno ereditato una straordinaria storia di successi e innovazioni. Ma da quando hanno preso in mano le redini dello studio di progettazione, nato nel 1972, hanno dato un imprinting tutto loro. «Vogliamo consolidare l’eredità che abbiamo ricevuto ma senza fermarci», dice Bernardo. L’asimmetria del Sanlorenzo 102 ha segnato senza dubbio un importante punto di svolta.  «È da qui che è iniziata la feconda collaborazione con Sanlorenzo. Abbiamo pensato a come poter amplificare e cambiare la vivibilità a bordo, il tipo di utilizzo e la fruizione del mare», dice Martina.

Sanlorenzo SL102
Sanlorenzo SL102
Sanlorenzo SL102 Zuccon International Project
Sanlorenzo SL102, photo by Fernando Lombardi

«L’asimmetria del Sanlorenzo 102 è stata per noi una tappa importante. Abbiamo iniziato un nuovo tipo di sperimentazione che ha cambiato il nostro modo di lavorare». Martina Zuccon

«L’asimmetria è stata come aprire il vaso di Pandora», aggiunge Bernardo. «Nel momento in cui ti rendi conto che è possibile alterare equilibri dati, si apre un mondo di infinite possibilità. Ogni barca oggi per noi è un punto interrogativo». Bernardo e Martina sono due architetti, con tutto il portato e il bagaglio che ciò comporta. Non è un caso se uno dei modelli dei fratelli Zuccon sia Adolf Loos, considerato il pioniere dell’architettura moderna e padre del razionalismo europeo. «È dal suo concetto di Raumplan che arriva l’idea che dentro un contenitore convenzionale ci possa essere una struttura che si trasforma all’infinito, con l’illusione che non accada nulla», spiega Bernardo. È per questo che dentro tipologie definite di barche, lo studio Zuccon elabora soluzioni straordinariamente innovative.

Sanlorenzo 44Alloy Zuccon International Project
Sanlorenzo 44Alloy
Zuccon International Project
Il nuovo Sanlorenzo 44Alloy è una barca molto innovativa, soprattutto per lo sviluppo dei volumi interni. La cabina armatoriale su tre livelli è ispirata al concetto di loft newyorkese.

È quella che Bernardo chiama “ricerca tipologica”. «Pensiamo alle lobster. Nascono per pescare. Ma quando sono state tradotte in linguaggio diportistico sono diventate un esempio di eleganza. Credo che questa trasformazione si possa fare praticamente su qualunque tipo di barca», dice ancora Bernardo. «Per questo poter lavorare con un unico brand per noi è un’occasione fantastica», aggiunge Martina. È la ricerca sull’abitare, pressoché sconosciuta al mondo nautico, ma che non ha assolutamente nulla a che vedere con la possibilità che una barca debba somigliare a una casa. Anzi, nulla di più lontano dalla filosofia Zuccon. Essere in ascolto del cantiere è fondamentale.

BGX70
BGX70
BGX70
Il Bluegame BGX70, come pure il nuovo BGX60 presentato al Salone nautico di Genova, è uno yacht rivoluzionario con poppa aperta e un profondo legame tra interni ed esterni.

«Bisognerebbe abolire la frase il design di questa barca è come quello di una casaLa casa è una casa, la barca è una barca. La casa è ferma, la barca si muove». Bernardo Zuccon

«È importante tenere conto della storia del brand e di ciò che è stato fatto prima di noi», spiega Martina. «Ci sono designer che inseguono l’armatore, cercano di convincerlo a costruire la barca ideale come un unicum e, come fossero dei sarti, gliela cuciono addosso», spiega Bernardo. «Noi invece abbiamo scelto di lavorare per prodotti seriali o semi seriali, progettiamo qualcosa per il mercato perché il maggior numero di persone possa godere di ciò che abbiamo creato. E se in tanti scelgono il nostro progetto vuol dire che abbiamo dato un contributo significativo a far stare bene i nostri clienti». 

Fulcro dell’innovazione del Sanlorenzo SD118 è rappresentato dall’upperdeck che, grazie all’intuizione di Bernardo Zuccon, si presenta con una configurazione asimmetrica.

Cos’è del resto l’architettura se non uno strumento che permette alle persone di vivere meglio ed essere felici? Come non pensare al grande Frank Lloyd Wright, supremo interprete dell’architettura del genius loci che sa integrare perfettamente uomo e natura.

Zuccon International Project
Zuccon International Project
Sanlorenzo SD96, photo by Thomas Pagani

«I nostri genitori ci hanno trasmesso una grande passione per il lavoro. Non ricordo giorno che non fosseroimmersi nei loro progetti, di cui ci rendevano sempre partecipi». Martina Zuccon

Zuccon International Project
Sanlorenzo SX112, photo by Thomas Pagani

«La barca è un contenitore di vita articolato e flessibile dove gli spazi si scompongono per offrire scenari differenti adattandosi di volta in volta alle necessità dell’armatore». Bernardo Zuccon

Ed è proprio Wright a stagliarsi nell’Olimpo dei grandi modelli di Bernardo e Martina. Ma c’è anche Michelangelo, con la sua perfezione assoluta. E poi ci sono loro, i modelli esemplari per eccellenza, Giovanni Zuccon e Paola Galeazzi. Menti brillanti, acute, innovatori rivoluzionari. «Sicuramente ci hanno trasmesso la gioia del lavoro», dice Martina. «Da mio padre abbiamo ereditato la grinta, il fatto di non accontentarsi mai, di rimettere sempre subito tutto in discussione». Quel che si dice l’arte del dubbio. «Da mia madre invece la capacità di tenere insieme tutto, di rendere sempre le idee e i sogni fattibili, praticabili, a tutti i livelli, sia nella vita sia nel lavoro». Paola Galeazzi resta per i fratelli Zuccon un punto di riferimento fondamentale, anche ora che non c’è più.

Per questo i suoi appunti sono ancora lì, sulla scrivania dello storico studio di Via Poma. Parlano ancora. Sono lì per l’oggi e per i progetti futuri che verranno.

Martina e Bernardo

Intanto i fratelli Zuccon stanno lavorando a un nuovo headquarter. «Un nuovo grande studio con spazi all’aperto, piscina e luoghi di condivisione, un vero e proprio ecosistema che risponda al principio mens sana in corpore sano», spiega Bernardo. «Un luogo che possa esprimere e propagare un concetto di etica molto profondo che ci hanno trasmesso i nostri genitori e che anima i rapporti con i nostri committenti e i nostri collaboratori». Dunque uno spazio di lavoro e di condivisione, soprattutto. L’etica, quella vera, passa anche da qui.

(Zuccon International Project, designing space – Barchemagazine.com – Gennaio 2021)