Volvo Penta, l’ibrido a portata di mano

L’ibrido sembrava, fino a oggi, una tecnologia disponibile per grandi yacht, meglio se custom. La sfida di Volvo Penta, in collaborazione con il Gruppo Bénéteau, è quella di renderlo accessibile anche alle barche più piccole prodotte in serie

by Niccolò Volpati

A Göteborg, in Svezia, ho avuto modo di testare il primo traguardo di questa sfida. Si tratta del DB 37 di Jeanneau, presentato in anteprima al salone di Düsseldorf che montava il nuovo sistema ibrido di Volvo Penta. I motori endotermici sono due D4 Volvo con piedi poppieri da 320 cavalli ciascuno. Anche questi propulsori presentano un’innovazione, cioè quella di funzionare anche con biodiesel, il carburante realizzato con i grassi animali che consente di abbattere le emissioni di CO2 del 90%. Abbiamo sottolineato anche perché non tutti le marina del mondo sono attrezzate per la distribuzione di questo carburante come qui a Göteborg, si può quindi scegliere se usare un diesel tradizionale o l’eco diesel. Il sistema di Volvo, oltre ai due propulsori endotermici, ha due motori elettrici da 60 kW ciascuno e poi un banco batterie composto da otto unità per un totale di 67 kWh.

In plancia, oltre al plotter di navigazione, con il Glass cockpit si possono monitorare consumi e potenza utilizzata.

La prova

La prima cosa da sottolineare è la semplicità di utilizzo. Volvo non fornisce solo motori e batterie, ma anche joystick, manette e, soprattutto, il glass cockpit che consente di monitorare e scegliere in quale modalità navigare. Il display è di facile lettura, sulla sinistra una banda riporta le tre opzioni: ibrido, elettrico e “power”. Il consiglio è quello di scegliere praticamente sempre la funzione Hybrid perché in automatico passa dall’elettrico all’endotermico. Ai bassi regimi si naviga in elettrico e affondando la manetta per aumentare potenza e numero di giri, il sistema passa all’utilizzo dei motori tradizionali. Fornisce, sempre in automatico, una sorta di spinta aggiuntiva per far planare prima la barca. La funzione Electrical può essere scelta solo sottocosta o nelle aree in cui è proibito navigare a motore producendo emissioni. 

I motori elettrici sono due da 60 kW ciascuno e si trovano a poppa dei due propulsori tradizionali. Affondando le manette, il sistema passa automaticamente dalla navigazione elettrica a quella tradizionale, senza sbalzi e senza nemmeno che ce ne si accorga.

In elettrico questo sistema garantisce circa tre ore di autonomia a una velocità di 5 nodi. La massima che si raggiunge è di 10 nodi. Con la potenza dei due D4 da 320 cavalli, invece, si superano i 30 nodi di velocità. Power, infine, serve ad avere un booster di spinta che somma la potenza dei due D4 a quella dei due motori elettrici da 60 kW ciascuno.  In pratica si ha un’accelerazione bruciante, ottenuta da 590 kW di spinta, tra elettrico ed endotermico. Può essere molto utile quando si ha la necessità di allontanarsi rapidamente per un peggioramento delle condizioni meteo. Inoltre, c’è anche una funzione che permette di utilizzare i motori per ricaricare le batterie. Quando si sceglie questa modalità, la potenza è di 60 kW, pertanto in una sola ora si possono ricaricare completamente tutte le otto batterie. A terra, invece, la velocità di ricarica è di un terzo, ovvero 20 kW, quindi serviranno tre ore attaccati a una presa in banchina. Con le batterie al massimo della carica, Volvo garantisce una notte di autonomia in rada con tutti i servizi in funzione, inclusa l’aria condizionata.

I motori sono due D4 Volvo da 320 cv ciascuno alimentati con Diesel tradizionale o HVO (ecodiesel).

Vantaggi e accortezze

I vantaggi sono molteplici. Il sistema ibrido consente un’esperienza più immersiva. Navigare senza rumore, poter esplorare calette e tratti di costa senza dar fastidio a nessuno, nemmeno a chi vive sotto il mare, è una bellissima sensazione. Il motore tradizionale, con la possibilità di sommare la potenza dell’elettrico all’endotermico, consente di navigare a lungo e velocemente, senza rinunce. 

VOLVO FORNISCE IL PACCHETTO COMPLETO, INCLUSO
IL SISTEMA DI ORMEGGIO CON IL JOYSTICK CHE FUNZIONA
ANCHE QUANDO SI NAVIGA IN ELETTRICO.

L’accortezza è quella dei pesi, della loro distribuzione e quindi dell’assetto. DB 37 non nasce per il sistema Volvo Penta ibrido, è Volvo che  lo ha adattato all’imbarcazione. Il problema è che i pesi sono maggiori. Ci sono i due motori elettrici che si trovano a poppavia degli endotermici e poi ci sono ben 8 batterie. Tutto questo senza rinunciare al peso e ai volumi del serbatoio per il carburante. L’ideale è costruire una barca intorno a questo sistema. Studiare una sala macchine adeguata, progettare l’ubicazione delle batterie in modo da non influire sull’assetto. Altrimenti il rischio è quello di avere una barca seduta sulla poppa o che necessita di intervenire con i flap per evitare lo sbandamento da un lato all’altro. Insomma, i pesi vanno ben distribuiti: più a prua possibile e più a centro scafo possibile.

La sfida lanciata da Volvo in collaborazione con il Gruppo Bénéteau ha dimostrato comunque che un sistema ibrido è possibile anche per barche dai dieci metri in su prodotte in serie. Non è più il futuro, ma è il presente. Il prossimo traguardo sarà quello di ingegnerizzare la produzione di questo sistema per renderlo disponibile a tutti i cantieri che ne faranno richiesta.

JEANNEAU DB 37 HYBRID ELECTRIC VOLVO PENTA

PROGETTO
Garroni Design e Michael Peters Yacht Design

SCAFO
Lunghezza f.t. 11,83m • Lunghezza scafo 9,97m • Larghezza massima 3,57m • Pescaggio 1,17m

PROPULSIONE
Motori endotermici 2xD4-320 cv (235 kW) Volvo Penta • Motori elettrici 2×60 kW • 8 batterie (67 kWh) • Velocità massima in elettrico 10 nodi • Autonomia in elettrico 3 ore a 5 nodi (15 miglia) • Potenza di ricarica con i motori 60 kW (1 ora per un ciclo completo) • Potenza di ricarica con la presa a terra 20 kW (3 ore) • Carburante per D4 Volvo HVO (biocarburante) o Diesel

(Volvo Penta, l’ibrido a portata di mano – Barchemagazine.com – Settembre 2023)