Veco, global cooling

Nautica sostenibile significa anche impianti più efficienti che consumano meno energia. Siamo stati alla Veco per scoprire quali sono le tecnologie più innovative per frigoriferi e aria condizionata

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

IL RISPARMIO ENERGETICO A BORDO UN’ESIGENZA DIFFUSA GIÀ DA DIVERSI ANNI. Negli ultimi tempi, tutta la nautica è interessata da una sensibilità accentuata sul tema del green e, di conseguenza, l’energia necessaria per far funzionare gli impianti è ancor più sotto osservazione.

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L’aria condizionata è nemica della nautica sostenibile? «No, anzi, può perfino essere il contrario. La tecnologia di ultima generazione ci offre opportunità che fino a un po’ di tempo fa non esistevano, quindi è possibile avere aria fresca anche se non si è acceso il generatore e non si è attaccati alla 220 V in banchina», afferma Giulia Formenti della Veco Spa. Ovviamente l’autonomia non è assoluta, ma gli impianti che progettano e realizzano, anche custom, a Giussano, dove ha sede l’azienda da molti anni, hanno raddoppiato il coefficiente di efficienza. Come per i generatori, il segreto sono i giri variabili. 

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Storia
Gli attuali amministratori sono tre: Carlo Formenti, padre di Giulia, presidente e fondatore; Giulia Formenti, ingegnere e sales director, e Stefano Gallazzi, direttore tecnico e produzione. Rappresentano la seconda e la terza generazione. Veco è una tradizione famigliare. Fu fondata nel 1971 dal padre e dal nonno di Giulia Formenti. «Mio nonno si occupava già di impianti frigoriferi, era un ingegnere termotecnico e, quasi per gioco, insieme a mio padre, nel garage della villa di famiglia a Verano Brianza, costruirono il loro primo frigorifero per una barca. Glielo aveva chiesto un amico. Dal garage, in poco tempo, ci fu la necessità di un’area più grande e quindi ci siamo spostati a Giussano dove siamo ancora adesso». I brand sono sempre due: Climma e Frigoboat. Oltre a queste produzioni, Veco Spa è anche dealer per l’Italia dei generatori Fischer Panda.
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Lavorazione tutta interna per garantire la qualità dei prodotti e la possibilità di customizzare gli impianti di aria condizionata e i frigoriferi.

Gli impianti frigoriferi di un tempo avevano un compressore molto grosso, il “motore” dell’impianto, collegato alla piastra di raffreddamento. Il compito dell’impianto era quello di portare alla temperatura più bassa possibile la piastra e poi questa funzionava tipo una ghiacciaia, nel senso che “cedeva” il freddo un po’ per volta. Vale per un ambiente chiuso e coibentato di un frigorifero così come l’aria di una cabina sottocoperta. «Ma questa è preistoria. Oggi esistono compressori a velocità variabile e, negli ultimissimi anni, c’è una sempre maggiore richiesta di gestire anche le pompe dell’acqua a velocità variabile», spiega Stefano Gallazzi, direttore dell’ufficio tecnico e produzione. Qual è il vantaggio? A differenza di prima, il “motore” non deve andare al massimo della potenza con conseguente super consumo energetico.  I giri variabili consentono di adattarsi alle necessità. Quando c’è molta richiesta, lavorano al massimo, altrimenti si tarano per un consumo contenuto. La differenza si percepisce subito.

Una volta, su una barca a vela per esempio, appena si staccava il cavo della 220 V dalla banchina o si spegneva il motore, si staccava il frigorifero. Al posto dell’aria condizionata c’erano le maniche a vento per cercare di aumentare l’aerazione dagli oblò. Oggi, invece, il frigo si lascia sempre attaccato e anche l’aria condizionata ha una sua autonomia.

Insomma, sia per le barche a vela, sia per quelle a motore, non è necessario sempre avere il generatore in funzione. Ovviamente l’autonomia non è eterna, ma gli impianti sono molto più efficienti di una volta. Inoltre, più la barca è grande, maggiore è l’efficienza dell’impianto a bordo con ingenti benefici in termini di consumi energetici. In pratica è un sistema che semplicemente “sposta” acqua fresca dal mare all’interno degli impianti, con l’obiettivo di “rinfrescare” l’aria interna all’imbarcazione. «Alla Veco sono sei anni che realizziamo impianti con chiller a velocità variabile e da tre anni installiamo pompe a velocità variabile», afferma Stefano Gallazzi.

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Un sito tutto nuovo
Recentemente Veco Spa ha rinnovato il suo sito internet. L’obiettivo è quello di essere ancora più accessibile sia per l’acquisto, sia per l’assistenza post vendita di tutti i suoi brand. Dal sito si può facilmente consultare la rete di dealer sparsa in tutto il mondo e, attraverso questa, contattare i tecnici specializzati. L’assistenza è garantita sia da remoto, sia in presenza, ovunque ci si trovi. Oltre ai brand Climma e Frigoboat, il sito presenta anche la gamma di generatori Fischer Panda di cui Veco è l’importatore per l’Italia.

E poi ci sono due fattori determinanti per migliorare l’efficienza: l’elettronica e la realizzazione dell’impianto a bordo. Anche per frigo e aria condizionata i software di gestione e controllo non sono solo una moda, ma contribuiscono a fornire un funzionamento più corretto e più efficiente, anche in base al raffreddamento dell’elettronica effettuato ad acqua. Servono anche per l’assistenza da remoto e il servizio post vendita. A questo proposito interviene Giulia Formenti: «Stiamo investendo molto su questo aspetto perché il controllo remoto degli impianti, soprattutto sui mega yacht, è fondamentale». 

Chiller e pompe di calore a giri variabili consentono di avere impianti a basso consumo energetico. L’esperienza di Veco è preziosa per cantieri e progettisti che vogliono ottimizzare l’efficienza lavorando anche sull’installazione e la coibentazione degli ambienti.

Altrettanto importante, durante la progettazione della barca, è l’isolamento e per questo serve lavorare di concerto con progettisti e cantiere. Se si vuole migliorare l’efficienza di un impianto di aria condizionata non si possono lasciare 5 millimetri di passaggio dell’aria sotto la porta di una cabina e nemmeno assottigliare troppo le pareti di un frigorifero. «La sensibilità di designer e cantieri sta aumentando, si tratta di trovare un compromesso. La parte estetica ha ovviamente un peso rilevante, non è possibile immaginare che si tenga conto solo delle esigenze di chi costruisce impianti di aria condizionata. Capisco che una griglia per la ventilazione non sia bella da vedere e quindi è necessario un lavoro a quattro mani per trovare un giusto equilibrio tra estetica e funzionalità. Ma sono fiduciosa perché molti progettisti cominciano a ragionare a 360°. La nautica sostenibile sta prendendo sempre più piede. La vogliono i cantieri e gli armatori, e i progettisti stanno capendo che non basta avere solo dei fornitori che offrano componenti all’avanguardia. Progettare un impianto significa farsi carico anche di adeguare gli spazi a bordo per permettere una corretta installazione e prevedere le idonee necessità di coibentazione».

La sede statunitense della Veco è una garanzia anche per i cantieri italiani che vendono le proprie barche oltreoceano.

I materiali che vengono utilizzati sono sempre gli stessi. La differenza è data dalla qualità dell’acciaio e dalla lavorazione. Ci spiega meglio Stefano Gallazzi: «Quando un pezzo d’acciaio entra da noi passa al taglio laser per diventare della forma che l’ufficio tecnico ha deciso di dargli. Poi ci occupiamo dell’assemblaggio, piegatura, saldature e infine, dei test di funzionamento e collaudo. Le uniche operazioni che facciamo esternamente riguardano la verniciatura o particolari trattamenti estetici delle lamiere. Tutte le componenti sono assemblate da noi. Tutto è fatto all’interno perché così abbiamo il controllo assoluto del prodotto».

Non manca poi una lavorazione custom che viene richiesta soprattutto dai cantieri che realizzano barche grandi. «Le personalizzazioni sono di due tipi. C’è una sorta di semi-custom che attiene alla parte estetica per i frigoriferi, dove il mobile si compone in stile dei configuratori delle automobili. E poi c’è il full custom destinato per alcuni mega yacht quando i progettisti ci fanno richieste di soluzioni completamente personalizzate, sia per frigoriferi sia per aria condizionata. In entrambi i casi, la progettazione tiene conto di una vasta expertise tecnica, per cui la realizzazione è molto più semplice e veloce», racconta Giulia Formenti.

(Veco, global cooling – Barchemagazine.com – Luglio 2021)