Uno yacht è sempre COMFORTevole?

Il concetto di “comfort a bordo di uno yacht” si riferisce alla creazione di un ambiente che offra un livello di piacere e benessere, oltre che lusso per i passeggeri

Il COMFORT è una sensazione che, per sua natura, è altamente soggettiva. Uno yacht è COMFORTevole quando ci fa STARE BENE, quando ci permette di godere appieno dei servizi che rispecchiano le preferenze degli occupanti, quando ci permette di assaporare ogni momento del viaggio e della vita a bordo.

Il relax al sole, l’ammirazione del panorama che ci circonda, il suono del mare, la convivialità durante cene ed eventi, la socializzazione negli spazi comuni, tutto ciò può essere compromesso da compagni di viaggio molto indesiderati: rumore e vibrazioni. Possono decisamente incidere sull’esperienza e ridurre il piacere percepito a bordo.

Non andare mai in vacanza con qualcuno che non ami”, diceva Hemingway. A meno che non amiate follemente vibrazione e rumore… Perché accontentarsi?  Chiarito quindi il concetto di COMFORT e la sua relatività, dal punto di vista oggettivo esiste una certificazione, la COMFORT CLASS emessa da enti di classifica come RINA, che viene assegnata soltanto alle imbarcazioni con livelli di rumore e vibrazione nettamente inferiori alla media. Le performance vengono certificate dai tecnici che misurano i livelli acustici a bordo nel corso di ripetute prove a mare in varie condizioni.

Le imbarcazioni che ricevono questa certificazione, devono gran parte del merito a quel sistema a bordo che, composto da giunti torsionali e di linea d’asse, insieme a supporti antivibranti e quelli per condotte gas di scarico, viene selezionato tra molte configurazioni personalizzabili, progettato e integrato per ottenere precisi risultati in termini di COMFORT (si tratta di COMFORT in termini oggettivi in questo caso!).

Ciò premesso, uno yacht può nascere COMFORTevole, o può divenirlo, di più o di meno? Rispondo SÌ a tutto. Nasce COMFORTevole quando il progettista e il cantiere che lo costruisce lo pensano e lo realizzano, con prestazioni che non possono rimanere immutate se non grazie alla buona gestione e cura dei componenti che il COMFORT lo garantiscono.

L’ingegneria e la tecnologia, poi, sono in continua evoluzione: quello che oggi è ritenuto il massimo in termini di livello di COMFORT, potrebbe non esserlo più già domani.

Per il principio della rana bollita di Noam Chomsky, le persone accettano passivamente situazioni spiacevoli e cambiamenti graduali e peggiorativi senza reagire, ma adattandosi per poi accorgersi del problema quando ormai è troppo tardi.

E così avviene per il comfort a bordo, peggiora perché si decide che:

  • quell’ispezione annuale che lo specialista aveva suggerito non serve – “va tutto bene, non ho riscontrato problemi, meglio non toccare quello che funziona”;
  • i prodotti, arrivati alla fine del loro ciclo di vita, non vengono sostituiti perché “sono ancora in buono stato”, magari solo alla vista, però;
  • l’allineamento dei macchinari non viene controllato regolarmente “perché l’ultima ispezione (quando l’abbiamo fatta? Ah sì, qualche anno fa) era ok!”, e poi accade, improvvisamente: per la legge di Murphy la rottura avverrà, prima, o peggio, durante le vacanze dell’armatore.

Da chi dipende la durata del COMFORT a bordo? Di certo da chi pensa e costruisce la vostra barca, ma chi la conosce e se ne prende cura ha la grande responsabilità della sua longevità.

Giulio Alberti, After Sales Manager, Vulkan Italia

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(Uno yacht è sempre COMFORTevole? – Barchemagazine.com – Febbraio 2024)