Una spinta emotiva, l’editoriale di Franco Michienzi

L’acquisto di una barca dovrebbe essere spinto da elementi razionali, ma la spinta delle emozioni è decisamente più forte. Il bello è ciò che produce uno stato d’animo libero da ogni interesse materiale

by Francesco Michienzi

COSA SPINGE GLI ARMATORI DI OGGI A COMPRARE UNA BARCA NUOVA? Bisogna partire dalla considerazione che oggi i consumatori sono più esigenti e preparati. Fanno scelte consapevoli e sono più difficili da influenzare. Tuttavia, come tutti gli esseri umani, sono spesso irrazionali. Anche coloro che si definiscono persone estremamente razionali compiono scelte dettate dalle emozioni. Una statistica sulle motivazioni di acquisto mette in evidenza che le scelte sono emozionali nei prodotti di largo consumo per quasi l’ottanta per cento e nei beni di lusso sono quasi al cento per cento. Nel mondo delle barche, dove non ci sono statistiche affidabili e specifiche, possiamo immaginare che la parte razionale sia più elevata, data la componente tecnica che deve essere valutata con grande attenzione, anche se la riteniamo minoritaria. Per quanto riguarda le barche si sceglie emozionalmente e poi si giustifica l’acquisto con la parte razionale.

Per questa ragione un cantiere nautico chiede l’effetto wow quando affida un progetto a un designer. Termine orribile che mi ero ripromesso di non usare mai, ma in questo caso è indispensabile per una migliore comprensione del mio pensiero. Negli anni mi è capitato spesso di sentire l’annuncio dell’arrivo di una barca che prima non c’era. Quasi sempre la mia aspettativa andava delusa.

Ho visto tante barche, ma questa esclamazione fumettistica non mi è mai accaduto di esprimerla. La complessità di un progetto nautico impone scelte razionali, molto ponderate e innovative se si vuole catturare l’attenzione di un possibile armatore. Le proposte di un cantiere non dovrebbero essere condizionate dalle tendenze, ma solo dai cambiamenti delle abitudini e dalle esigenze degli armatori. Dovrebbero riflettere i valori della propria storia, della propria capacità di realizzare un prodotto con le caratteristiche e le qualità di cui sono capaci. Inseguire tutte le strade, anche con proposte fantasmagoriche, mi sembra un segno di debolezza culturale dove tutto si mischia come in una marmellata senza sapore.

barca

Non vorrei apparire nostalgico pensando a Pilar, la barca di Ernest Hemingway, che oggi viene riproposta in versione moderna. La cito solo come esempio di una barca pensata unicamente per essere tale. Non una casa galleggiante o un castello sull’acqua per manifestare il proprio successo. L’idea guida del lavoro di un progettista dovrebbe basarsi su linee ben definite per barche più semplici ed economiche da gestire, confortevoli ed accoglienti. Idee che non possono essere considerate tendenze, ma miglioramenti del modo di vivere in mare.

Un tempo le barche erano per soli appassionati disposti anche a sacrifici pur di assecondare la propria voglia di andare per mare. Oggi gli armatori hanno aspettative differenti. La barca deve essere un ambiente in cui passare piacevolmente e senza pensieri il poco tempo libero a loro disposizione. Fortunatamente la tecnologia ha migliorato la qualità di vita a bordo intervenendo sulla tenuta in mare, sulla riduzione dei moti e più in generale sulla fruibilità. Ovviamente la barca deve essere anche bella per suscitare emozioni.

Per dirlo con le parole di Platone il bello è ciò che offre all’occhio e alla mente proporzione e armonia, ordine e misura, in modo che la varietà degli elementi si disponga in gradi e si componga in un tutto plasmato e ordinato dalla vita dello spirito, il quale, liberandosi gradatamente da tutto ciò che è corporeo e sensibile, può essere tratto verso il bello in sé, verso l’idea del bello, eterna, perfetta, immortale. Le barche che vi proponiamo in questo numero interpretano coerentemente il concetto di bello dove ordine, proporzione, equilibrio, senso innato del ritmo e dell’armonia sono evidenti.

(Una spinta emotiva – Barchemagazine.com – Febbraio 2021)