The FortyTwo, tesi e antitesi

Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie. Il pensiero del filosofo tedesco Georg Wilhelm Hegel ha ispirato Giovanni Ceccarelli nel progettare l’ultimo modello di Eleva Yachts: tesi, antitesi e sintesi della vela moderna

by Niccolò Volpati

LA VELA NON È COME LA MOLTIPLICAZIONE, CAMBIANDO L’ORDINE DEI FATTORI IL RISULTATO CAMBIA, ECCOME! Anche questo modello di Eleva Yachts nasce dalla matita di Giovanni Ceccarelli e in effetti si fa una certa fatica a immaginarselo intento a progettare una barca che rientri nei canoni della crociera e del comfort a tutti i costi. Il suo curriculum non dà adito a dubbi: regate, Coppa America e competizioni di ogni tipo, sia da velista, sia da progettista. La priorità di Ceccarelli non è il comfort. Il sailing easy significa, infatti, performance, piacere di navigare, magari senza complicarsi troppo la vita, ma sempre con l’obiettivo di navigare veloce.

Il secondo modello di Eleva Yachts, The FortyTwo, che arriva ben quattro anni dopo The Fifty, sempre progettato da Ceccarelli, è un sunto di questa filosofia. Vi fanno paura le volanti? Se volete potete farne a meno, ma The FortyTwo le prevede. E, sempre se lo desiderate, potete scegliere un fiocco autovirante e una randa tradizionale, ma rimane comunque una barca piuttosto invelata, fatta appunto per andare veloce, con un genoa tradizionale e la randa square top.

Eleva The FortyTwo

All’interno c’è tanto volume da garantire un reale utilizzo crocieristico per l’armatore e i suoi ospiti.

L’attrezzatura di coperta è conseguente alla filosofia del sailing easy. C’è il trasto di randa, se vuoi lo usi, altrimenti lasci la scotta di randa al centro e ti semplifichi la vita. Insomma, il sailing easy è la filosofia che abbracciano quegli armatori che amano navigare a vela, che vogliono divertirsi e non si spaventano se ci sono da fare delle manovre. Il filosofo Ceccarelli ha, tra i suoi seguaci, armatori che interpretano il suo pensiero in modo differente. 

Così come Hegel che ispirò egualmente, sia la cosiddetta sinistra hegeliana, sia la destra hegeliana, anche The FortyTwo è indicata allo stesso tempo per i regatanti e gli amanti della crociera veloce. Esiste, infatti, una versione Oceano, meno “tirata” rispetto a quella Mediterraneo. Non ci sono le volanti, ma il paterazzo sdoppiato, c’è il carrello per il fiocco autovirante e un rollbar sopra il quale ancorare il trasto di randa, evitando che questo tagli in due il pozzetto.

Eleva The FortyTwo

Eleva The FortyTwo quindi, è ideale sia per chi vuole correre in regata, sia per chi vuole sempre correre, ma in crociera. Le condizioni che ci riserva Pesaro non sono particolarmente entusiasmanti. Il vento è poco e fiduciosi procediamo verso il largo, nella speranza di incontrarne un po’.

Intanto abbiamo occasione di testare le prestazioni a motore. Nel vano c’è un Volvo Penta D2 da 60 cavalli voluto dall’armatore. È una super potenza perché quelle standard sono da 40 cavalli per la versione Mediterraneo e 50 cavalli per la versione Oceano. La spinta è ovviamente tanta perché alla massima velocità superiamo addirittura i dieci nodi e a regime di crociera si può navigare tranquillamente oltre i nove. Nonostante ciò la rumorosità nella cabina di poppa, quella cioè direttamente a contatto con il vano motore, è molto bassa perché si aggira intorno ai 70 dbA. Questo significa che è stato fatto un buon lavoro di insonorizzazione.

Eleva The FortyTwo

La pazienza viene ripagata perché il vento arriva, anche se con un’intensità non certo travolgente. La barca comunque accelera appena entra una bava di vento. Bastano davvero pochi nodi e se poi rinforza, l’accelerazione è progressiva. Ottima la sensazione anche al timone. Risponde bene ed è molto docile, merito anche di un sistema con una sorta di piccolo trasto e due bracci per le ruote di Jefa Steering. Anche sotto il profilo del governo sembra tutto ben riuscito. Ceccarelli ci spiega che ha dedicato lunghi studi alla forma delle due pale del timone. L’obiettivo era quello di garantire un’elevata manovrabilità, senza “appesantire” l’attrito e quindi ridurre le performance. E anche questa scelta sembra essere giusta.

Eleva The FortyTwo
La navigazione è facile, ma anche esaltante. Basta una bava di vento per accelerare. Ottimo il sistema delle due ruote che consente di avere un timone confortevole, ma anche preciso.

The FortyTwo appare sempre facile al timone, anche se non si è particolarmente esperti. Comodo il Code 0 che viene armato sulla delfiniera di prua, così è sempre pronto per essere srotolato. Infine, nonostante una giornata con vento assai moderato, siamo riusciti a superare i sette nodi di velocità negli unici due momenti nei quali la pressione è aumentata. È successo quando navigavamo con un angolo di 75° a vele bianche e poi a 105° con il Code 0. La sensazione è che basta un vento tra sette e dieci nodi di intensità per avere performance sottovela davvero entusiasmanti. È la condizione fondamentale per godersi la navigazione e convincersi che vale sempre la pena di issare le vele. La caratteristica che ho più apprezzato della coperta è che sono stati ricavati i volumi di stivaggio in modo originale.

Eleva The FortyTwo
La manovre non sono state tolte, ma solo nascoste. C’è tutto quel che serve per navigare veloci, anche in regata.

Sotto le panche del pozzetto, infatti, non ci sono gavoni, così le cabine di poppa hanno un’abitabilità maggiore. Inoltre, la base di queste panche è tutta trasparente in modo da consentire di avere un’eccezionale luce naturale in questi due locali di poppa. E allora dove è stato ricavato lo spazio per lo stivaggio? In una calavele molto profonda all’estrema prua e in un grande gavone a cui si accede dal piano di calpestio del pozzetto. Unica scelta non troppo convincente è l’altezza del paramare. Non è certo eccessiva e risulta pertanto un po’ scomoda quando ci si appoggia con la schiena.

Ceccarelli ha dedicato tanta attenzione alla luce naturale che filtra sottocoperta.

Eleva The FortyTwo

Gli interni sono disponibili in diverse versioni. Quella che abbiamo provato noi ha il layout tradizionale con tre cabine e due bagni. Oltre alle due di poppa con tanta luce naturale e tanta abitabilità, anche l’armatoriale di prua non è da meno. Qui filtra molta luce perché, oltre agli oblò lungo le fiancate, c’è una sorta di “striscia” di finestratura nella parte più prodiera della tuga. I volumi reali e percepiti sono ampi. Nonostante ciò la barca ha un peso di soli 7.500 kg, quindi garantisce gli spazi necessari per la crociera senza performance di velocità sottovela.

ELEVA YACHTS
Via Papiria, 63
I-61032 Fano (PU)
T. +39 0721 1542160
www.elevayachts.com 

PROGETTO: Ceccarelli Yacht Design

SCAFO: Lunghezza f.t. 12,50m • Baglio massimo 4,10m • Pescaggio 2,45m • Pescaggio versione Oceano 2,05m • Dislocamento a secco 6.800 kg • Dislocamento versione Oceano 7.500 kg • Zavorra 2.575 kg • Superficie velica 90,5m2 • Serbatoio acqua 350 l • Serbatoio carburante 220 l • Motore standard 50 cv

MOTORE: Volvo D2 60 • Potenza 44 kW (60 cv) • Regime di rotazione 2700-3000 giri/minuto • 4 cilindri • Cilindrata 2,2 l • Alesaggio per corsa 84mm x 100mm • Rapporto di compressione 23.3:1 • Piede saildrive • Elica a tre pale a passo variabile • Peso a secco con saildrive 264 kg

CERTIFICAZIONE CE: CAT A

PREZZO: 295.000 €, Iva esclusa, versione standard

(The FortyTwo, tesi e antitesi – Barchemagazine.com – Aprile 2021)