Tahitian Renaissance – Il paradiso terrestre

Oggi Tahiti non è solo un viaggio nella bellezza e nello stupore, ma anche un’opportunità di scoperta delle antiche tradizioni che i giovani stanno rilanciando con determinazione ed entusiasmo

by Ornella d’Alessio

Sulle isole di Tahiti, dall’altra parte del mondo, è tutto perfetto, bellissimo, incantevole. Colori, profumi, paesaggi. L’arcipelago delle meraviglie si trova nell’emisfero australe, a 22 ore di volo dall’Italia e fa parte di quei luoghi mitici da sogno fin da quella mattina dell’aprile 1768 quando il navigatore esploratore francese Louis-Antoine de Bougainville arrivandoci esclamò: “questo è un paradiso terrestre”. I 118 isolotti di origine vulcanica o corallina, sparsi nei mari del sud a 6.000 chilometri a est dell’Australia, sono stati colonizzati, evangelizzati e nuclearizzati, e a lungo hanno vissuto all’ombra dell’Europa e soprattutto della Francia, come Paese d’Oltremare.

Il blu intenso del mare al di fuori della barriera corallina sfuma gradatamente nel turchese passando per tutte le tonalità prima di lambire le bianchissime spiagge sulle quali si affaccia una rigogliosa vegetazione tropicale.

Un breve passo indietro nella storia
La storia delle Isole di Tahiti inizia intorno al 4000 a.C. con una grande migrazione nel sud-est asiatico dei primi coloni che attraversarono il vasto oceano per esplorare le isole del Pacifico. Le prime ad essere colonizzate furono Tonga e Samoa intorno al 1300 a.C. Successivamente, i tahitiani si lanciarono verso le Isole Marchesi intorno al 200 a.C. Nei secoli successivi, le isole di Tahiti furono colonizzate, come l’intero Pacifico meridionale. Quest’immensa area, chiamata “triangolo polinesiano”, comprende le Hawaii a nord, l’isola di Pasqua a sud-est e la Nuova Zelanda a sud-ovest. I nativi tahitiani, hawaiani e maori della Nuova Zelanda provengono tutti da antenati comuni e parlano una lingua simile nota come ma’ohi. 

Oggi qualcosa sta cambiando, la generazione più giovane si sta riavvicinando alle radici. Al desiderio di ritorno alle origini e di emancipazione si aggiungono una seria ricerca spirituale e un autentico rinascimento culturale: la danza, i viaggi d’altri tempi a bordo delle grandi piroghe a vela, il ritorno del tatuaggio, la Polinesia francese non è più tanto francese quanto polinesiana, o meglio tahitiana. Una rinascita tangibile, anche per i turisti che, volendo, possono vivere una Polinesia più autentica. Tornarci dopo vent’anni e vedere questa sensibile riconquista d’identità da parte delle nuove generazioni è stata una grande e inattesa sorpresa. Già dall’aereo, poco prima di atterrare a Papeete, si pregusta lo spettacolare scenario che offre l’Arcipelago della Società, uno dei cinque che formano Tahiti (tahititourisme.com). Un tripudio di colori brillanti e indimenticabili. Il blu intenso del mare al di fuori della barriera corallina sfuma gradatamente nel turchese passando per tutte le tonalità prima di lambire le bianchissime spiagge sulle quali si affaccia una rigogliosa vegetazione tropicale. L’entroterra montuoso è adornato da valli mistiche, limpidi ruscelli e alte cascate.

La maggior parte della popolazione dell’isola risiede vicino alla costa, lasciando l’interno quasi intatto, nonostante la vicinanza alla vivace capitale. Papeete, che significa cesto dell’acqua, un tempo era un luogo di ritrovo dove i tahitiani venivano a riempire le loro zucche con acqua fresca, adesso è un centro dinamico e veloce dove anche lo shopping ha un suo perché, sia nelle boutique, sia al grande mercato coperto, dove si acquistano pareo dipinti a mano, collane e corone di tiarè, le gardenie profumate, oli di monoi (estratto di cocco) e merita soffermarsi nell’angolo dei fiori con colori e forme sorprendenti e profumi intensi.

Dormire

L’accoglienza è un punto forte della vacanza a Tahiti, all’arrivo si riceve sempre una collana di tiarè e alla partenza una collana di conchiglie. Molti gli hotel di lusso su tutte le isole, tra questi l’InterContinental Resort Tahiti (ihg.com) di Papeete, con una spettacolare piscina collegata con il mare aperto con un andirivieni di coloratissimi pesci tropicali, dove si può fare snorkeling, un ottimo ristorante ed eccellente servizio. A Moorea spicca il Sofitel Kia Ora Moorea Beach Resort (all.accor.com) affacciato su una spiaggia bellissima di sabbia bianca a forma di mezzaluna, con lussuosi bungalow overwater, altri ampi e comodi sulla spiaggia, 2 ristoranti, una piscina e un valido centro benessere. Nella parte sudovest di Huahine, l’isola autentica, si dorme all’Hotel Le Mahana (lemahanahotel.com) nella baia d’Avea, nei bungalow sulla spiaggia e una cucina familiare che accontenta tutti i gusti. Lusso, eleganza, raffinatezza, ottima cucina e grande attenzione all’ambiente al Le Taha’ a by Pearl Resort, il primo resort a far parte della catena Relais & Châteaux, completamente plastic free. 58 tra overwater suite villa, con accesso diretto ed esclusivo al mare, e pool beach villa, sul piccolo motu Tau Tau, tra la barriera corallina e la laguna, una vera chicca per l’eccellente servizio, l’architettura dei bungalow in puro stile polinesiano e la location. Ottimi i tre ristoranti, i due bar e la Tavai Spa, per ritrovare il benessere con i tradizionali rituali polinesiani. Su richiesta organizzano cene romantiche o picnic privati sul minuscolo motu selvaggio di fronte all’approdo.

In mezz’ora di ferry si sbarca su Moorea, la sorella piccola dell’isola di Tahiti, che ispirò a Darwin la teoria sulla formazione degli atolli di corallo. L’esploratore e antropologo inglese la descriveva come una foto in una cornice, riferendosi alla barriera corallina che abbraccia l’isola. Il primo impatto con la Tahitian Renaissance è l’originale navigazione di mezza giornata su Vaapiti, la prima doppia piroga a vela omologata in Polinesia (vaapiti.com).

A dispetto dei tanti jet ski, che sfrecciano tagliando il blu del mare e lasciando una rete di linee bianche, la piroga a vela è stata interamente costruita in tre anni, pezzo dopo pezzo, dal giovane comandante Raphaël Labaysse che con fierezza fa partecipare gli ospiti alle manovre di bordo, accompagna i partecipanti, insieme al fratello Jean-Roland, alla scoperta delle statue sommerse facendo snorkeling e a bagnarsi con le razze e gli squali, per poi offrire, sulla via del ritorno, un piccolo rinfresco a base di frutta fresca, spuntini locali e rum. Un’uscita in mare lenta e tranquilla per apprezzare i veri ritmi polinesiani.

Mangiare

La cucina nei ristoranti è spesso internazionale, soprattutto francese e cinese, mentre nelle case si mangia molto pesce locale: tonno, mahi mahi, pesce pappagallo, servito soprattutto crudo condito con succo di limone o latte di cocco. Non mancano piatti a base di carne di maiale e di pollo che sono d’importazione quindi abbastanza cari. Grazie alla tahitian renaissance nelle escursioni organizzate e negli alberghi si assaggiano sempre più spesso i piatti e le ricette tradizionali, come il tonno fresco marinato condito con il latte di cocco, preparato espresso strizzando a mano il cocco grattugiato. Anche i dolci sono quasi tutti a base di cocco. Il Poesi prepara con pezzetti di banana o papaia in purea, mescolati con farina di taro o di manioca e vaniglia, racchiusi in foglie di banano. Sono cotti in forno e serviti con latte di cocco. Da assaggiare la birra locale Hinano. Qualche indirizzo di buona cucina: Moorea Beach Café, sulla spiaggia con un ottimo sunset menu, Huahine Yacht Club, vicino all’aeroporto, molto frequentato anche dai locali per il pesce pappagallo fritto, Yacht Club d’Arue a Papeete, casual chic. 

Altra esperienza forte con il giovane Pier di Enjoy Moorea (enjoymoorea.com) che ha lanciato con successo un nuovo modo, più inclusivo, di portare in giro i turisti a bordo di un 4×4. Si passa una giornata tra cascate intorno ad Afareaitu, con salti d’acqua in laghetti naturali dove si può fare il bagno, distese di campi di ananas, passeggiate nella foresta, panoramiche mozzafiato d’alto della Magic Mountain e a fine giro, ci si ferma a Temea, una spiaggia riservata e selvaggia. Qui Pier ha costruito una capanna di canne di bambù aperta ai lati, dove ci si siede per il pranzo che prepara lui seguendo le ricette della nonna, accompagnato da succhi naturali, punch e birra locale, solo dopo una passeggiata sull’arenile, facendo attenzione a non calpestare i coralli.

LA DISTILLERIA DEL DOMAINE PARI PARI PRODUCE UN PLURIPREMIATO
T RHUM AGRICOLO, A BASE DI CANNA DA ZUCCHERO RACCOLTA A MANO.

Bora Bora, l’isola del mito, si sorvola con la compagnia locale Air Tahiti. Nella tratta da Moorea a Huahiné, si può fare una sosta strategica. Ne vale davvero la pena, vista dall’alto Bora Bora è di sconcertante bellezza, e per chi non vuole soggiornarci, ma solo visitarla, in concomitanza con i voli c’è di solito un traghetto che fa avanti e indietro con il porto in centro. Huahiné, la maestosa, è la Polinesia di un tempo, ricca di storia e di tradizioni, nata dall’esplosione di tre vulcani diversi. Con Romain Dubus di Green Tours (greentourshuahine.com) si esce dai percorsi più comuni, per svelare il fascino discreto di quest’isola, la cultura e la medicina locale, basata soprattutto sulle piante. L’orgoglio di Romain è anche quello di mostrare alcune grandi anguille dagli occhi azzurri che vivono solo qui.

Per raggiungere le spiagge più belle e le baie più solitarie della laguna di Huahiné vale uscire in mare a bordo di Eden Martin (tahitisailingcharter.com), una barca a vela condotta da una coppia di francesi che vivono qui da tempo. Vento permettendo, si parte a vele spiegate puntando la prua verso sud in direzione della baia di Avea, per una prima sosta bagno, poi si pranza a bordo a base di piatti tipici preparati espressi e si riparte verso nord fino alla spettacolare baia di Hana Iti per scendere a terra, fare snorkeling intorno al motu Vaiorea, e poi veleggiare fino al porto di partenza al calar del sole ammirando il cielo infuocato. Una delle esperienze da non perdere è veleggiare da un isolotto a un altro su uno dei catamarani di Tahiti Yacht Charter Center con base a Raiatea (tahitiyachtcharter.com).

Sfidando i marosi dell’oceano Pacifico, superando le turbolenze dei pass, le aperture negli anelli di coralli che permettono di andare verso l’oceano blu cobalto, si naviga da Huahiné a Taha’a, l’isolotto della vaniglia e delle perle nere. Una piacevole avventura capitanata da Terehau Doudoute, affidabile ventisettenne, già comandante grazie all’esperienza acquisita navigando fin da bambino. Sono tre ore intense, durante le quali può capitare di pescare un bel tonno di 40 chili. E in questo caso, la volontà dell’equipaggio è quella di condividere con gli amici, quindi il tonno viene pulito e diviso a pezzi, per poi essere distribuito. «Per noi è troppo, afferma Terehau, e sprecarlo sarebbe un peccato, meglio condividere, e lo stesso faranno gli amici, quando avranno fortuna nella pesca condivideranno con noi, come facevano i nostri predecessori». Un’ottima idea, concreta e generosa, che rende questa terra preziosa per la filosofia di vita che hanno, sostenibile e condivisiva. I catamarani sotto tutti nuovi e di diverse dimensioni a seconda del numero degli ospiti. In coppia il catamarano diventa un 5 stelle lusso galleggiante, una scelta perfetta per i viaggi di nozze. Meglio se a bordo c’è anche la meravigliosa Angelique Tapi, cuoca provetta, che per ogni pasto, dalla prima colazione alla cena, prepara piatti tipici, sempre nel rispetto dei gusti e dei desiderata dei passeggeri. Al punto da chiedere fin dal primo giorno le abitudini e gli orari, per prevenire qualsiasi desiderio gastronomico.

Una delle esperienze da non perdere è veleggiare da un isolotto a un altro su uno dei catamarani di Tahiti Yacht Charter Center con base a Raiatea (tahitiyachtcharter.com). Sfidando i marosi dell’oceano Pacifico, superando le turbolenze dei pass, le aperture negli anelli di coralli che permettono di andare verso l’oceano blu cobalto, si naviga da Huahiné a Taha’a, l’isolotto della vaniglia e delle perle nere.

Consiglio fortemente l’accoppiata professionale Terehau – Angelique. Entrambi profondi conoscitori dei luoghi, in modo discreto, raccontano e illustrano le peculiarità delle spiagge, delle baie e si fermano negli angoli migliori. Arrivati a Taha’a, piccolo isolotto all’interno della stessa laguna di Raiatea, si fa visita a una pearl farm (facebook.com/Loveherepearlfarm), dove spiegano con dovizia di particolari tutti i passaggi per la formazione delle perle che alla fine si possono acquistare (a prezzi interessanti rispetto a quelli europei). Curioso visitare le coltivazioni di vaniglia, pianta della famiglia delle orchidee, che nasce su una liana rampicante. Non essendo un fiore autoctono, qui per dare frutti deve essere impollinato manualmente (secondo la tecnica locale del marriage i fiori femmina e maschio vengono bucati e messi a contatto subito dopo la schiusa, di solito tra l’alba e il primo pomeriggio e dopo nove mesi compaiono i baccelli). Gli agricoltori di questa spezia sono dei veri alchimisti, con precisione e passione mettono in atto il processo di fertilizzazione durante il periodo della fioritura, tra luglio e ottobre, per produrre il frutto: le bacche verdi di vaniglia, a cui segue una lunga fase di essiccazione e di lavorazione. Merita visitare la distilleria del Domaine Pari Pari (domaineparipari.com), che produce un pluripremiato T Rhum agricolo, a base di canna da zucchero raccolta a mano in varie parti dell’isolotto, l’olio di cocco extravergine per condire (in loco si acquista liquido e sotto ai 15° cambia consistenza e diventa burro), farina di cocco e di banana. Hanno appena aperto un simpatico capanna-bar ancorato al molo di fronte alla distilleria.

Volare

La compagnia di bandiera Air Tahiti Nui (airtahitinui.com) collega Papeete, nell’arcipelago di Tahiti, con Parigi,
con 4 o 5 voli la settimana che in estate diventano 6 o 7, Seattle, Los Angeles, Tokyo e Auckland e altre destinazioni in 10 paesi, alcune delle quali in code-share con American Airlines, Alaska Airlines, SNCF, Aircalin, Air New Zealand, Japan Airlines, Korean Air, Qantas e LATAM. Grazie al rinnovamento della flotta nel 2019, composta da 4 Boeing 787-9 “Tahitian Dreamliner”, Air Tahiti Nui vanta la flotta più giovane del suo network di collegamenti. A bordo ci sono 3 classi (Poerava Business, Moana Premium e Moana Economy), tutti gli aeromobili sono dotati di comfort e tecnologia di ultima generazione per una rinnovata esperienza di viaggio, sempre nello spirito dell’ospitalità polinesiana. La compagnia è stata insignita per la seconda volta nel 2021 del titolo di “Best Airline Design in the Oceania region” dal sito The Design Air, dopo aver ricevuto il premio per le poltrone più comode nell’area del Sud Pacifico nel 2020, è stata di nuovo premiata nel 2022 dai Passenger Choice Awards con due riconoscimenti: “Miglior servizio di bordo” e “Miglior programma di intrattenimento in volo” per la regione del Sud Pacifico. I voli interni tra le isole sono operati da Air Tahiti: airtahiti.com

Piccolo è bello: nonostante la dimensione minima dell’isola di Taha’a qui si fa una delle esperienze più forti del viaggio. Tra i due motu di TauTau (quello dell’esclusivo Le Taha’a by Pearl Resort) e Maharare, c’è un piccolo canale dove ci si lascia portare dolcemente dalla corrente provando la sensazione di volare sopra ai coralli e ai colorati pesci tropicali. Si cammina lungo il sentiero fino alla fine dell’isolotto di Maharare e poi ci si immerge per essere trasportati senza dover far nulla se non molta attenzione a non danneggiare i coralli. Terehau, davanti a me, sgranava una noce di cocco (non pane!!) e i pesci lo seguivano come fosse il pifferaio magico. Una sensazione unica e indimenticabile, almeno quanto quella della navigazione tradizionale a vela rilanciata a Papeete dal navigatore Teiva Veronique, cresciuto allo Yacht Club che gestiva suo padre. «È quello che facevano i miei antenati, spiega Teiva, attraversavano il Pacifico con la piroga a vela per scoprire Tahiti o le Tuamotu, ho dei brividi quando ci penso. Adesso sta a noi insegnare ai giovani a navigare in connessione con la natura e fondare sempre più centri nelle isole per far conoscere il nostro vero mezzo di trasporto». Una veraimpresa quando il tempo è instabile, diventa una lotta tra le onde e il vento con molti schiaffi d’acqua sul viso, per avanzare zigzagando con bordi di bolina alternativamente mura a sinistra e mura a dritta, facendo una virata tra un bordo e l’altro. Il blu intenso del mare al di fuori della barriera corallina sfuma gradatamente nel turchese passando per tutte le tonalità prima di lambire le bianchissime spiagge sulle quali si affaccia una rigogliosa vegetazione tropicale.

(Tahitian Renaissance – Il paradiso terrestre – Barchemagazine.com – Aprile 2023)