Swan 58, bene, bravi, bis

Paganini non ripete, ma Swan sì. Il 58 è l’ennesima barca ben riuscita sia per le performance sottovela, sia per i volumi e il comfort che offre sopra e sottocoperta

by Niccolò Volpati

LE COSE LE FANNO PER BENE E, DA SEMPRE, LE FANNO DENTRO LE MURA DEL LORO CANTIERE IN FINLANDIA. Swan è quasi autarchica, perché, fatta eccezione per il progetto di German Frers, tutto il resto nasce a Pietarsaari. Il nuovo 58 però rappresenta un modello che inizia a beneficiare di un allargamento del team di lavoro. Al momento questo è avvenuto solo per la parte progettuale, visto che all’insostituibile architetto navale argentino si è aggiunta Misa Poggi che si è occupata dell’interior design. 

Non è un caso dato che tutta l’organizzazione produttiva del cantiere si sta predisponendo per ottimizzare i tempi, ingegnerizzare e avvalersi di fornitori qualificati. In questa direzione rientra l’arrivo di Michelangelo Casadei, nuovo Chief Technical and Operations Officer con una lunga esperienza nel Gruppo Ferretti. L’obiettivo è presto detto: continuare a garantire uno standard produttivo di altissima qualità aumentando la produzione. È il mercato che lo chiede. E non solo perché Swan ha recentemente deciso di aprirsi al mondo del motore, ma anche perché la richiesta dei suoi modelli a vela è sempre forte. Un esempio è questo 58 con tredici unità vendute sulla carta e altri contratti in fase di definizione, per un’imbarcazione che arriva quasi a due milioni di euro. E chi l’acquista adesso deve pazientare fino al 2023 per averla.

La qualità non è in discussione e quello che molti cantieri considerano optional, Swan lo inserisce nelle dotazioni standard. A conti fatti quindi i due milioni sono ragionevoli, ma per capire il valore del brand, e la sua reputazione, dobbiamo considerare che ci sono stati tredici armatori che hanno deciso di staccare un assegno solo guardando i rendering fatti da German Frers. Iniziamo proprio da questi. Il lavoro di Frers ha dell’incredibile. Riesce a fare ogni volta una barca nuova, senza tradire la filosofia del cantiere. Il design è pulito, ma a bordo non manca niente. La filosofia è sempre quella del Blue Water Cruiser, quindi una barca confortevole, performante e soprattutto in grado di affrontare lunghe navigazioni in tutto il mondo.

Colori, tessuti, essenze: Misa Poggi propone tre versioni per scegliere gli interni più in sintonia con la personalità e i gusti dell’armatore.

Il design della coperta mi è piaciuto particolarmente. Il concetto è semplice: dare il massimo del comfort e della vivibilità, insieme alla massima efficienza per la navigazione a corto raggio, senza perdere la capacità di regatare con un equipaggio completo con la tuga e le linee del pozzetto particolarmente equilibrate. Queste infatti contribuiscono a dare quella sensazione di pulizia, senza però rinunciare ai volumi indispensabili per il comfort a bordo. Le panche del pozzetto a L ne sono una dimostrazione.  Lo spazio del resto non manca anche grazie a un baglio che supera abbondantemente i cinque metri.

I layout degli interni prevedono una versione standard con tre cabine e tre bagni oppure una optionalcon quattro cabine e tre bagni.

All’abilità dei progettisti si aggiunge l’esperienza del cantiere. Così si spiegano alcune soluzioni di allestimento particolarmente indovinate. Come i winch in coperta che sono cinque, uno per la scotta di randa al centro e due su ciascuna fiancata. Tutto è a portata di mano. Chi usa la barca in regata, infatti, preferisce avere dei winch accessibili anche all’equipaggio e non tutti a pochi millimetri uno dall’altro. È facile per il timoniere accedere a uno dei cinque winch elettrici e quindi è possibile condurre la barca da soli, ma se si è in tanti, magari perché si sta partecipando a una regata, tutti i tailer avranno il loro spazio. La cura nei dettagli si nota nella piattaforma di poppa, nella scaletta a scomparsa ma con i tientibene per scendere in acqua, nel garage per il tender capace di ospitare un gommone di tre metri con poppa abbattibile e, soprattutto, nel vano per l’autogonfiabile che si trova in mezzo al pozzetto, facilissimo da raggiungere.

Anche la calavele di prua si può personalizzare, allestendola come cabina per il marinaio.

Bompresso integrato, Code 0 con avvolgitore, randa avvolgibile e fiocco autovirante. Si può scegliere il piano velico più da regata o più da crociera, ma sempre senza rinunciare alle performance.

Sottocoperta la musica non cambia: abitabilità, comfort e allestimenti funzionali alla navigazione. Si può personalizzare, scegliendo tra le opzioni che il cantiere offre. La prima scelta riguarda il numero delle cabine. La versione standard ne prevede tre con tre bagni, quella optional ne offre quattro, ma la particolarità è che non si deve sacrificare un bagno. Sarà anche per questo che la metà degli armatori che ha comprato questa barca sulla carta ha scelto la versione con quattro cabine e tre bagni. La quarta cabina può avere uno o due letti sovrapposti e si presta a una triplice funzione.  Serve all’armatore/skipper durante le lunghe navigazioni oppure, nella versione a due letti, per due giovani ragazzi o, ancora, come locale di stivaggio. Tante le opzioni anche per il carteggio. Si può scegliere la dimensione del tavolo e perfino la sua collocazione. Anche questa customizzazione è stata pensata per incontrare il favore di diversi armatori. Chi naviga molto, magari in oceano, di spazio al carteggio ne ha bisogno tanto.

In prova abbiamo avuto un vento variabile tra otto e dodici nodi e la velocità che abbiamo rilevato è stata sempre tra i sette e gli otto nodi e mezzo. Abbiamo navigato a vele bianche e la randa è un modello avvolgibile nel boma, quindi non certo troppo invelata. Nonostante ciò lo Swan 58 fila che è un piacere. A 40°, con poco meno di undici nodi di vento reale, ne facevamo quasi otto e mezzo di velocità. A motore, anche grazie a un modello più potente di quello standard che è da 110 cv, dato che il nostro era un Volvo D3 da 150 cv, abbiamo raggiunto performance da navetta a motore. Senza sforzare troppo il propulsore si naviga, infatti, tra otto e nove nodi. Una velocità che permette veloci trasferimenti quando il vento è assente. Per il resto, è così facile e piacevole da condurre che anche con un soffio di aria conviene sempre srotolare le vele.

Tanto spazio, ma tutto ben sfruttato. Ottima la scelta del doppio tavolo a ribalta del pozzetto che permette di muoversi comodamente a bordo oppure di avere un ampio tavolo da pranzo.

Nautor’s Swan
Pietarsaari, Finlandia
Nautor Holding Italian Headquarters
Borgo SS. Apostoli, 29
I-50123 Firenze
T+39 055 240382
[email protected]
www.nautorswan.com

PROGETTO: German Frers (architettura navale e coperta) • Misa Poggi (interni)

SCAFO: Lunghezza f.t. 19,11m • Lunghezza scafo 17,96m • Lunghezza al galleggiamento 17,09m • Baglio massimo 5,27m • Pescaggio 2,70m •Pescaggio performance 3,80m • Dislocamento a vuoto 25.400 kg • Zavorra 7.500 kg • Serbatoio carburante 1.080 l • Serbatoio acqua 946 l • Randa 116,52 m2 • Genoa 97,48 m2 • Gennaker 334 m2

MOTORE: Volvo Penta D3-150 • Potenza 110 kW (150 cv) • Ciclo operativo 4 tempi • 5 cilindri • Alesaggio per corsa 81mm x 93,2mm • Regime di compressione 16.5:1 • Cilindrata 2,4 l • Regime di rotazione massimo 3000 giri/min • Peso a secco 301 kg

CERTIFICAZIONE CE: CAT A

(Swan 58, bene, bravi, bis – Barchemagazine.com – Ottobre 2021)