Spirit 111, the green goddess

Un 34 metri dalle linee classiche e costruzione in legno, con a bordo tanta tecnologia green anche made in Italy come le vele OneSails. Un’attenzione all’ecosostenibilità mai vista prima su una barca di questa taglia

by Luca Sordelli – photo credit @Spirit Yachts

C’È CHI SI DICE GREEN, E CHI LO È VERAMENTE. Spirit 111 nasce dalle richieste di un armatore che sicuramente appartiene alla seconda categoria. È un 34 metri, realizzato dall’inglese Spirit Yachts, e, come spiega il suo Managing Director Nigel Stuart, «rappresenta una pietra miliare nella storia del nostro cantiere, ma è anche uno yacht destinato ad essere ricordato come un’incredibile opera di ingegneria navale».Perché? Prima di tutto per le dimensioni.

Era dai tempi di Sir Thomas Lipton e dai suoi tentativi, tutti andati male, di conquistare la Coppa America che nel Regno Unito non si vedeva il varo di uno Sloop in legno di questa taglia (per la cronaca l’ultimo ad avvicinarsi a queste misure fu il J Class Shamrock V con il quale il magnate inglese uscì sconfitto dalla sfida del 1930 con Enterprise). Ma è soprattutto la coerenza con la quale il progetto è stato portato avanti, all’insegna del minimo impatto ambientale, a rendere Spirit 111 una barca veramente unica. La propulsione è rigorosamente elettrica con un motore Torqeedo da 100 kW alimentato da quattro banchi di batterie agli ioni di litio da 40 kWh ciascuna. Questo significa avere trenta miglia di autonomia in navigazione in full-electric e che in rada la barca può stare quattro giorni senza dover tornare in banchina a fare la carica, o senza dovere avviare i due generatori di bordo da 25 kW

La costruzione è in “legno tecnologico”, con l’impiego di resina epossidica e un telaio interno in acciaio. L’armo è interamente in carbonio.

Questi in realtà vengono comunque utilizzati molto raramente, come spiega ancora Nigel Stuart: «L’elica del motore, quando la barca naviga a vela, ricarica il pacco batterie in maniera molto efficiente. La barca è stata pensata per poter affrontare la traversata atlantica, nella tradizionale stagione degli Alisei, con venti favorevoli, senza dover ricorrere all’uso di combustibili fossili». Anche il vero motore di questo 34 metri, le vele, sono ad alta efficienza e a basso impatto ambientale. Sono delle OneSails 4T Forte, materiale realizzato in Italia che, oltre ad offrire alte prestazioni, è anche riciclabile nel fine vita (vedi box qui sotto). 

Efficienza è la parola d’ordine a bordo di Spirit 111. L’obiettivo è sempre avere consumi e impatto ambientale ridotti. La cucina è stata realizzata in quest’ottica, e anche l’impianto di aria condizionata, realizzato da Webasto, è così efficiente che non richiede l’utilizzo dei generatori di notte, anche se utilizzato con climi tropicali. L’acqua calda viene poi prodotta sfruttando quella di scarico dei generatori e conservata in serbatoi ad alta densità. Anche per le luci di bordo non è ammesso nessuno spreco: non esistono interruttori, ma solo attuatori automatici che si attivano solo se c’è qualcuno in un locale per poi rispegnersi automaticamente al suo passaggio.

A bordo non ci sono maniglie a vista, ma sensori di prossimità. L’obiettivo è non “sporcare” le superfici lisce degli arredi.

Pensato per un armatore esperto e in grado di portare la barca da solo, Spirit 111 non prevede alloggi per l’equipaggio. Questo ha offerto ancora più spazio per l’armatore e i suoi ospiti.

La barca, nel suo insieme, è una macchina estremamente efficiente: «La costruzione in legno tecnologico con resina epossidica e un ragno strutturale in acciaio più l’armo in carbonio permettono di avere un ottimo rapporto tra robustezza e dislocamento. Il rig idraulico di bordo inoltre, realizzato in collaborazione con Lewmar, è pensato per poter essere gestito da un equipaggio ridotto e comporta l’uso di una quantità minima di olio, con un risparmio del 53% del peso dell’intero sistema», specifica Nigel Stuart. 

L’idea per il decor degli interni è venuta all’armatore dopo aver visitato l’Antelope Canyon in Arizona, da qui le forme curve e i colori caldi.

Infine, il legno utilizzato per realizzare Spirit 111 arriva da aziende certificate e gli impianti di produzione del cantiere sono a basso impiego energetico. Se riuscite a trovare una barca più “green” di questa, chiamateci.

Spirit 111 può affrontare la traversata atlantica durante la stagione degli Alisei senza mai utilizzare carburanti fossili. L’elica, durante la navigazione a vela, ricarica le batterie.

OneSails 4T Forte il vero motore di Spirit 111
Se è all’avanguardia la propulsione elettrica di questo 34 metri, non da meno sono le sue vele, grazie all’utilizzo della tecnologia made in Italy di OneSails. Nonostante le imponenti dimensioni, la randa e il genoa sono realizzati in un pezzo unico con l’esclusivo materiale composito 4T Forte l’unico al mondo con certificazione ambientale ISO 14040 Life Cycle Assessment che, oltre ad offrire performance uniche di durata e robustezza, è anche riciclabile nel fine vita. Flavio Formosa, direttore tecnico di OneSails, network internazionale con 52 loft in 40 paesi in 5 continenti, spiega nel dettaglio l’approccio seguito nella realizzazione di vele di ultima generazione e rigorosamente in linea con i parametri di ecosostenibilità richiesti: «Data la complessità e l’importanza di questo progetto e le rigide linee guida imposte dall’armatore e dai progettisti, studiare e realizzare il set di vele per lo Spirit 111 si è rivelato un compito molto interessante. Il 4T Forte è realizzato con l’esclusiva tecnologia composita a fili continui in pezzo unico assemblato senza l’utilizzo di film e collanti. Questo materiale consente la costruzione delle uniche vele al mondo certificate Life Cycle Assessment che, a differenza delle altre, sono realmente riciclabili al termine della loro vita utile con un procedimento standard di separazione dei rifiuti, rendendole le prime e uniche vele veramente ecologiche al mondo». www.onesails.com

Spirit 111 è stato progettato internamente a Spirit Yachts da Sean McMillan. Gli interni, al 100% custom, sono disegnati dallo studio inglese Rhoades Young.
Spirit 111
A muovere le 65 tonnellate di Spirit 111, quando non c’è vento, ci pensa la propulsione elettrica di Torqeedo alimentato da quattro pacchi batterie agli ioni di litio da 40 kWh ciascuna.

SPIRIT YACHTS
www.spirityachts.com

Progettista: Sean McMillan • Progettista interni: Rhoades Young; Spirit Yachts • Cantiere: Spirit Yachts Ltd, Ipswich, UK • Costruzione: composito epossidico in legno con struttura in acciaio inox • Lunghezza f.t.: 33,90m • Lunghezza al galleggiamento: 24,00m • Larghezza massima: 6,40m • Pescaggio: 4,05m • Dislocamento: a vuoto 58 t, 65 t a pieno carico • Ballast Ratio: 45% • Superficie velica: 450 m2Armo: sloop bermudiano frazionato • Motore: sistema di propulsione elettrico Torqeedo alimentato da quattro batterie al litio BMW da 40kWh ciascuna • Generatori: 2 da 25kW. • Chiglia: lama in ghisa con bulbo in piombo. Configurazione a ‘T’ • Timone: in composito di carbonio • Albero: custom interamente in carbonio e passante in coperta • Vele: OneSails 4T FORTE™ realizzate da GBR East • Aria condizionata e acqua calda: Webasto

(Spirit 111, the green goddess – Barchemagazine.com – Marzo 2021)