Sherakhan, una storia di passione

Dalle origini come nave da addestramento della marina mercantile fino allo status di superyacht da record, Sherakhan è ora una delle navi da charter più popolari e pionieristiche

by Marco Mariani

NON È RARO CHE I GRANDI YACHT ABBIANO UNA STORIA INTERESSANTE, MA QUELLA DELLA TRASFORMAZIONE DEL PRINSES MARGRIET in Sherakhan è unica sotto ogni aspetto. Oggi, grazie a Jan Verkerk, un visionario uomo d’affari che è riuscito a trasformare il suo sogno in realtà, è una delle più popolari e pionieristiche navi da charter in grado di accogliere a bordo più di 12 ospiti. Prinses Margriet era una famosa nave da addestramento per la marina mercantile, varata nel 1966 per l’Istituto marittimo olandese Willem Barentsz, che operava a Terschelling.

Ha servito il suo paese preparando i membri della marina nazionale per una carriera sicura in mare, prima come nave da addestramento e poi come ostello per i cadetti. Ma, dopo quattro decenni di servizio, è stata dismessa e lasciata ormeggiata al largo di Terschelling con un futuro incerto davanti a sé. Una nave da addestramento a doppio ponte, pesante e ingombrante, non era bella da vedere e non aveva molte possibilità di poter essere ristrutturata a dovere.

Tuttavia, nonostante 45 anni di duro lavoro nell’ambiente marino, il suo scafo in acciaio era in perfetto ordine. Il metallo zincato si era deteriorato di un solo millimetro dal suo varo ed era ancora spesso tre centimetri, rispetto a molti scafi di yacht moderni che hanno uno spessore di solo otto millimetri. Ed è anche grazie a questo che Jan Verkerk ha deciso di intraprendere il progetto di restauro, acquistando lo scafo.

Verkerk non era nuovo del settore. Aveva alle spalle decenni di lavori di ristrutturazione, conversione e costruzione di barche e yacht. Tra i suoi lavori più importanti possiamo citare il M/YJaguar, uno yacht dislocante di 38,1 metri di lunghezza a pescaggio profondo che è stato tra i primi superyacht ad entrare nel modo nel charter. O ancora Leggenda, un ex rompighiaccio russo di 77,1 metri che Verkerk acquistò nel 2013 e che, con un suo progetto, trasformò in uno scafo capace di solcare le acque polari senza imbarcazioni di supporto, ospitando gruppi di 26 persone a bordo.

Ma torniamo al 2002, quando Verkerk e Rijntjes andarono alla ricerca di un grande yacht da adibire a charter. Entrambi videro nel Prinses Margriet abbandonato il potenziale per un progetto in grado di accogliere a bordo più del numero di ospiti consentito sulle imbarcazioni certificate, offrendo lusso e comfort in un ambiente accogliente senza il limite delle 12 persone.

E così, Verkerk ha intrapreso la sfida più tecnica della sua carriera fino ad oggi: un progetto triennale per convertire il Prinses Margriet in un superyacht da capogiro che avrebbe avuto un impatto significativo sul mercato del charter. Verkerk ha lavorato instancabilmente con Rijntjes per pianificare tutto nei minimi dettagli, facendo appello al suo background ingegneristico, mentre Rijntjes si immergeva nella revisione degli interni. «Costruire yacht di successo significa calcolare, calcolare e calcolare di nuovo», osserva Verkerk. I progetti finali sono stati redatti con KMC & KHMB Enkhuizen, che ha apportato un’importante ristrutturazione della sovrastruttura e della poppa. Avendo un aspetto molto pesante, Prinses Margriet aveva bisogno di un sapiente rimodellamento per adattarsi al suo nuovo ruolo di yachting.

Verkerk si ispirò alle linee e allo stile di uno yacht classico del 1936 che aveva visto in Mediterraneo, e si mise a ridisegnare l’esterno della barca dal ponte principale verso l’alto. L’acciaio pesante sarebbe stato sostituito dall’alluminio, e la prua sarebbe stata sollevata per renderla più prominente e in linea con le proporzioni dello yacht classico. «Con una trasformazione così importante, era imperativo ottenere il giusto stile dell’imbarcazione, in quanto molte ristrutturazioni possono sembrare piuttosto goffe», commenta saggiamente Verkerk.

In totale circa 200 tonnellate di sovrastruttura in acciaio sono state sostituite con 60 tonnellate di alluminio. Il progetto completato prevedeva l’utilizzo di 75 tonnellate di alluminio, 40 tonnellate di acciaio e 10 tonnellate di acciaio inossidabile. Dal ponte principale in giù, tutte le attrezzature tecniche e gli impianti dovevano essere sostituiti, tranne l’albero dell’elica a bagno d’olio del diametro di 212 mm, un generatore di emergenza, tre pompe di zavorra, alcune gru di varo appena restaurate e le scialuppe di salvataggio originali bianche conformi alla Solas.

L’interior design di Sherakhan è stato realizzato interamente da Rijntjes e Verkerk.

Verkerk ha deciso di mantenere la sala macchine nella sua posizione originale, ma il suo contenuto doveva essere completamente aggiornato. Nel corso dei 45 anni di servizio il motore aveva accumulato più di 100.000 ore di navigazione e quindi doveva essere sostituito. Un singolo Caterpillar 2512 B DI-TA da 1.014 kW è stato accuratamente selezionato per soddisfare le nuove esigenze delle operazioni dello yacht. Avendo funzionato con successo con un solo motore per più di quattro decenni,  Verkerk ha deciso che la ridondanza fornita da un secondo motore non era necessaria. Come superyacht dislocante in acciaio, la nuova velocità massima di Sherakhan sarebbe stata di 13 nodi, mentre quella di crociera si sarebbe attestata a 11 nodi.

Accanto al generatore di emergenza originale sono stati installati tre nuovi generatori, oltre a una serie di moderni sistemi di misure antincendio e di sicurezza. Particolare attenzione e innumerevoli ore di lavoro sono state dedicate alla riduzione del rumore e delle vibrazioni per fornire il massimo comfort agli ospiti a bordo, al punto che non si sarebbero accorti di avere accesi il generatore o l’aria condizionata. Anche se possono sembrare meno ovvie agli ospiti, queste sono le sfide tecniche che spesso si rivelano le più difficili quando si intraprende un progetto di queste dimensioni.

L’interior design di Sherakhan è stato realizzato interamente da Rijntjes e Verkerk, facendo appello alla loro vasta esperienza nel rinnovare yacht anche se di dimensioni più piccole. A causa dei limiti della conformità Solas, ci sono state molte sfide creative quando si è trattato di selezionare i materiali di cui è stato permesso l’uso. Una combinazione di tonalità naturali e finiture contrapposte a opere d’arte di grande effetto conferiscono un’atmosfera confortevole e accogliente, che è stata apprezzata da innumerevoli ospiti che hanno utilizzato lo yacht in charter. Senza dubbio, il punto di forza dello yacht è il suo splendido salone, che occupa il posto d’onore al centro del ponte principale e del ponte superiore. Lungo 20 metri e largo 9, è reso ancora più grandioso grazie al soffitto a doppia altezza che si estende per 7 metri a cui si accede da due ampie scale di vetro e acciaio.

La luce inonda la stanza dall’alto attraverso il fondo di vetro opaco di un’enorme piscina termale, appositamente tagliata nella sovrastruttura grazie a un design esperto e abilità ingegneristica, con un peso di 350 kg. Di notte, invece, i commensali si godono lo scintillio giocoso delle luci subacquee della Spa. Il tavolo da pranzo in legno curvato di 7,5 metri è intarsiato di wengé, frassino bianco e teak a motivi geometrici. Il pavimento in marmo greco color butterscotch, rivestito in teak verniciato, è circondato da un sontuoso tappeto bianco.

L’ampio sundeck è caratterizzato da una splendida piscina termale con fondo in vetro e bimini fisso per l’ombra, circondata da sedie a sdraio

A poppa del salone c’è una zona relax con due sedute asimmetriche che si affacciano rispettivamente su un grande televisore e sul caminetto. Accanto al bar si trova un baby grand piano e una pista da ballo, mentre la terrazza soprastante è il luogo ideale per rilassarsi durante il giorno o per un cocktail serale prima di cena. Le doppie porte del salone conducono a un’ampia sala da pranzo all’aperto con tre tavoli in legno e posti a sedere per 26 ospiti. L’ampio sundeck è caratterizzato da una splendida piscina termale con fondo in vetro e un bimini fisso per l’ombra, circondata da sedie a sdraio. A poppa troviamo anche un barbecue e bar oltre all’ampio spazio per stivare i tender e le moto d’acqua. Un altro elemento di spicco di Sherakhan è la singolare sala d’osservazione circolare, nota come “nido del corvo”, che si erge a circa 20 metri sopra la linea di galleggiamento per offrire una vista perfetta.

La suite armatoriale è situata nella parte anteriore dello yacht. Comprende un salone, il bagno privato e lo studio (che può essere convertito in una cabina supplementare) a complemento dell’ampia camera da letto. La camera da letto dispone anche di una terrazza privata. Le 10 cabine ospiti sono dotate di letti matrimoniali o letti gemelli. Prendendo il nome da celebri autori, ognuna delle camere da letto è arredata in modo unico e dotata di uno spazio adeguato per rilassarsi comodamente, nel caso in cui gli ospiti preferiscano un po’ di privacy. Sul ponte inferiore si trovano anche la biblioteca e un salone di bellezza con personale qualificato. Ai servizi per il benessere si aggiunge la Spa de la Sirene sul ponte inferiore, un vasto spazio che comprende una sauna e una piscina termale centrale rialzata, e una palestra, comodamente situata accanto alla sauna post-allenamento. Poiché questo spazio si trova sotto la linea di galleggiamento, Rijntjes ha intelligentemente incorporato oblò finti retroilluminati e luci colorate per garantire un’atmosfera rilassante.

Dalla sua prima conversione e dal suo rilancio nel 2005, Sherakhan ha beneficiato di una serie di aggiornamenti e di piccoli rifacimenti per assicurarsi di essere sempre in condizioni ottimali per gli ospiti. L’ultimo e più esteso refit è stato completato presso il cantiere olandese ICON Yachts nel dicembre 2017, Verkerk ha seguito anche il progetto del 2017. Il suo scafo ha assunto un nuovo look, passando dal classico blu marino a un bianco, mostrando chiaramente tutte le caratteristiche e le linee. Molti dei suoi sistemi tecnici sono stati aggiornati, compresi l’intrattenimento audiovisivo, internet e i sistemi di comunicazione.

Sherakhan
Lunghezza fuori tutto: 69,65m
Baglio massimo: 12,00m
Pescaggio: 4,51m
Stazza lorda: 1.945 GT
Ospiti: 26 in 13 cabine con bagno
Equipaggio: 20, tra cui lo chef stellato Michelin Toine Smulders
Velocità di crociera: 11 nodi
Range a 10 nodi: 3.500nm (circa)
Capacità carburante: 108.000 l

For more information on chartering Sherakhan get in touch directly at www.sherakhan.com or through Tom DeBuse of Y.CO ([email protected])

(Sherakhan, una storia di passione – Barchemagazine.com – Settembre 2020)