Seastema, all in one touch

Antonio Spadoni, responsabile business unit di Seastema, ci ha raccontato lo sviluppo delle plance di comando. Da un’unica postazione si può accedere a tutti i sistemi di bordo, ma l’azienda ha ancora nuovi progetti da implementare

by Francesca Portoghese

SE FINO AD OGGI IL PONTE DI COMANDO DEGLI YACHT È SEMPRE STATO CONFINATO AD UN AMBIENTE SQUISITAMENTE TECNICO, con Seastema, azienda italiana che fornisce sistemi integrati di automazione navale, le cose cambiano radicalmente. Ne parliamo con Antonio Spadoni, responsabile business unit dell’azienda, che racconta come la plancia si sia guadagnata le luci della ribalta diventando a tutti gli effetti una delle parti nobili e vivibili dell’imbarcazione. Con Seastema, la tecnologia di navigazione diventa protagonista insieme al design e contribuisce a plasmare il carattere distintivo della barca. 

«La consolle per il modello Diamond 44M anticipò quella ancor più innovativa dedicata all’Oasis 40M che arrivò pensando ad alcune applicazioni realizzate per i rimorchiatori dei mari del Nord».

Seastema nasce nel 2009 come joint venture tra Fincantieri e ABB Marine, azienda in cui Antonio Spadoni ricopriva il ruolo di direttore vendite e che aveva già sviluppato per Fincantieri molti progetti per la Divisione Navi Militari, tra cui l’automazione di piattaforma della Portaerei Cavour. «Nel 2008, ABB vince la gara per il nuovo programma che prevedeva la costruzione di dieci fregate per la Marina Militare Italiana, un programma congiunto con il governo francese. Per l’automazione delle imbarcazioni, Fincantieri propone ad ABB una partnership e nel 2009 nasce Seastema S.p.a. Nel 2014, Fincantieri acquisisce il 50% delle quote di ABB e diventa l’unico proprietario di Seastema». 

Seastema
Benetti Diamond 145'

Oltre alla Divisione Navi Militari di Fincantieri e alla Marina Militare Italiana, Seastema ha creato una rete di clienti molto vasta sia in Italia, sia all’estero. «Siamo presenti in Corea con molte commesse, e in Italia, per quanto riguarda il segmento del mercato yacht, oltre alla lunga collaborazione con il cantiere Benetti iniziata nel 2002, abbiamo lavorato con Perini Navi e Fincantieri Yachts. Quello che Seastema ha costruito con Benetti è un rapporto di fiducia reciproca che ha dato vita a molti progetti innovativi. Abbiamo cominciato con Ambrosia, uno dei primi yacht al mondo a propulsione diesel-elettrica, per arrivare ad un sistema integrato, concepito per tutta la serie Benetti Classic.   Poi è stata la volta del più rivoluzionario dei progetti, quello della Light Bridge Consolle installata su Rebeca, modello Oasis di 40 metri. Questo prodotto nacque nel 2016 da un disegno che feci su un tovagliolino di carta, parlando dell’integrazione di plancia e degli sviluppi sino ad allora fatti con la Marina, e del fatto che, con la nostra tecnologia, tutto poteva essere integrato fino a far scomparire quasi del tutto la consolle. Era già chiaro allora che su uno yacht di 40 metri fosse necessaria una consolle che riuscisse ad alleggerire i volumi del locale dedicato alla plancia. Sviluppammo l’idea e nacque la consolle per il modello Diamond 44M che anticipò quella ancor più innovativa dedicata all’Oasis 40M che arrivò pensando ad alcune applicazioni realizzate per i rimorchiatori del mare del Nord. La sfida era far entrare nella mentalità dei comandanti questo nuovo tipo di consolle che garantisce possibilità di manovra solo con l’utilizzo di qualche pulsante. Dopo i primi confronti, risultò subito chiaro che i comandanti avrebbero apprezzato moltissimo questa nuova tecnologia».

«La plancia di Rebeca è un ambiente molto accogliente da cui ospiti e armatore possono godere del panorama da un punto di vista inedito».

A rappresentare l’entusiasmo della categoria, arriva chiara la risposta di Roberto Cuomo, l’esperto comandante di Rebeca, che si dice felice di poter tenere sotto controllo tutti gli equipaggiamenti dello yacht stando seduto su una comoda poltrona, in una plancia che regala grande visibilità grazie alle vetrate a tutta altezza. Con questo progetto, infatti, per la prima volta, l’implementazione di un locale squisitamente tecnico ha sconfinato con successo nel design e nella progettazione. «Con il valido supporto di uno studio di design esperto nel settore, siamo stati capaci di presentare un progetto completo, ben accolto dal cantiere e che prevedeva l’idea di utilizzare il carbonio, un materiale resistente e leggero ma anche molto elegante e che assicura silenziosità. La plancia diRebeca diventa quindi un ambiente molto accogliente da cui ospiti e armatore possono godere del panorama da un punto di vista inedito». Seastema investe moltissimo nel segmento Ricerca&Sviluppo, uno dei punti di forza dell’azienda.

Benetti Oasis 40M Rebeca

Professionisti altamente specializzati si occupano di tutto il ciclo di vita dei progetti, insieme agli ingegneri di commessa, garantendo sempre al cliente il servizio Plug and Play che prevede l’installazione, il cablaggio e l’avviamento della consolle in pochi giorni. La tecnologia di Seastema fa la differenza grazie all’alto livello di integrazione: da un’unica consolle di plancia si può accedere a tutti i sistemi di bordo. «Si tratta di un’esigenza che abbiamo dovuto soddisfare dalle prime commesse della Marina Militare Italiana. Tutto doveva poter essere controllato in maniera simultanea: oltre alla navigazione, alla cartografia, al controllo del radar, era necessario avere accesso anche all’automazione di piattaforma come gli apparati di macchina, gli impianti, la propulsione, la generazione e i sistemi di sicurezza della nave. L’elevata integrazione ha permesso di sviluppare un software come quello installato su Rebeca: su un unico monitor, il comandante può tracciare la rotta, controllare il radar e la cartografia su due scale diverse e può anche verificare gli allarmi di macchina con un altissimo livello di accessibilità a tutte le informazioni con un touch».

Dopo l’enorme successo ottenuto con questa tecnologia, l’obiettivo a breve termine di Seastema è sviluppare ed integrare la consolle su barche di dimensioni maggiori. «Oggi siamo impegnati in numerosi progetti di ricerca, tra cui il progetto Marin, finanziato dalla Regione Puglia, per permettere di pilotare un’imbarcazione da remoto; stiamo sviluppando anche la Situation Awareness, il sistema di anticollisione che, in base alla presenza di imbarcazioni e al loro movimento, informazioni ricevute dai radar e dai sistemi di navigazione, verifica un possibile pericolo di collisione tramite un modulo software che usa algoritmi molto complessi basati su tecniche di intelligenza artificiale».

Benetti Ambrosia

«Siamo presenti in Corea con molte commesse, e in Italia, per quanto riguarda il settore degli yacht, oltre alla lunga collaborazione con il cantiere Benetti iniziata nel 2002, abbiamo lavorato con Perini Navi e Fincantieri Yachts». Antonio Spadoni

Tra i tanti progetti, anche l’implementazione dell’assistenza tecnica da remoto. L’isolamento obbligato a cui la pandemia ha costretto interi Paesi ha aiutato l’azienda a rendere ancora più efficienti tutte le tecnologie di assistenza a distanza. «In questo difficile periodo, siamo stati in grado di fare le prove a mare di una nave della marina coreana, gestendole dalla nostra sede italiana e abbiamo addirittura superato il SAT ufficiale (Sea Acceptance Test). Ciò che abbiamo capito è che si imporrà necessaria una messa a punto di questo sistema da proporre come plus ai nostri clienti, sia esteri sia italiani».

(Seastema, all in one touch – Barchemagazine.com – Ottobre 2021)