Rosetti Superyachts, parla Fulvio Dodich. L’obiettivo? Essere i numeri uno

Abbiamo incontrato a Palm Beach Fulvio Dodich, amministratore delegato di Rosetti Superyachts, la sede è a Ravenna e ha mire globali. Ha presentato due nuovi progetti di 85 e 48 metri firmati Tommaso Spadolini

di Fabio Bonini

Giornata piuttosto fresca per essere a Palm Beach in Florida. Ma l’atmosfera si scalda subito con un buon espresso e con l’arrivo solare di Fulvio Dodich, a capo di Rosetti Superyachts, pronto per lanciare nel “Marine Universe”, come piace a lui definire la globalità del settore, una serie di nuovi concept con caratteristiche uniche per un mercato in continua crescita.

Fulvio Dodich

Fulvio Dodich, per chi non conosce bene la sua storia, ci può raccontare i passaggi che l’hanno portata da Ferretti a Rosetti?
Tra Ferretti e Rosetti nel mezzo ci sono stati un bel numero di anni: dal 2007 al 2017 se ne contano dieci. In quei dieci c’è stato un passaggio per Sanlorenzo di circa due anni, c’è stato tanto lavoro fatto con i fondi di investimento per sette anni guardando anche opportunità nautiche, ma non solo, sino ad arrivare a Rosetti a marzo dello scorso anno quando, dopo un meeting in Rosetti, abbiamo deciso di far partire questo progetto in cui noi crediamo moltissimo. Esistono pochissimi cantieri al mondo che hanno la storia di Rosetti. Questa certamente sarà una chiave di successo notevole a cui si aggiunge la mia esperienza nel mondo dello yachting. 

Rosetti Superyachts

RSY 85

Quale sarà la vera sfida per un cantiere che è superskilled nella costruzione di barche da lavoro entrare in un ambiente già piuttosto saturo?
La grande sfida sta soltanto nel far capire al cliente che chi è in grado di garantire sicurezza a persone che lavorano in mare 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno è in grado di dare tantissima sicurezza dal punto di vista costruttivo e di vita di bordo anche allo yachting. Il passaggio dal navale commerciale allo yachting in realtà è relativamente semplice perché quello che va aggiunto è falegnameria e quindi interior design di cui io conosco tutti i maggiori fornitori italiani e anche esteri, che sono subcontractors, e quindi il lavoro alla fine viene sviluppato da loro insieme al cantiere. Home entertainment e domotica di bordo, anche in questo caso abbiamo i fornitori migliori sui quali possiamo contare; poi la stuccatura e verniciatura per le quali si usano i migliori prodotti esistenti sul mercato ed ultimo, ma non ultimo, l’assistenza dove siamo fortissimi. Chi è abituato a far service per imbarcazioni commerciali di fronte ad un problema non può dire: “Salve, ci vediamo tra due giorni”. Quindi non esiste un problema vero di passaggio dalla nautica commerciale, esiste invece un grandissimo vantaggio dato dalla nautica commerciale che è abituata ad avere una serie di attenzioni su temi veri di sicurezza, di abitabilità, di navigabilità in mari anche formati quindi in condizioni difficilissime che non tutti quelli che operano nello yachting conoscono. Io vedo solo vantaggi.

Prima presentazione negli Stati Uniti: avete individuato questo mercato come il primo mercato di riferimento?
Mi faccia fare una battuta: il mercato di riferimento si chiama Galassia quindi il nostro mercato di riferimento è il mondo come recita la nostra mission “essere l’eccellenza dell’universo marino”. Noi non dobbiamo pensare di avere delle frontiere, il pensiero deve essere libero e quando si fanno progetti bisogna pensare a livelli altissimi. Porsi dei limiti o dal punto di vista distributivo commerciale o di tipologia del cliente diviso per zone geografiche significa pensare in piccolo e non si può pensare in piccolo se si vogliono realizzare grandi progetti.

RSY 48Abbiamo scritto nel numero di marzo di Barche del Supply Vessel di 85 metri, ma la gamma dell’offerta da cosa sarà composta?
La gamma dell’offerta di Rosetti Superyachts è composta da quattro famiglie di imbarcazioni: Supply Vessel Yacht, Explorer, Superyacht e Support Vessel con collaborazioni già consolidate con piattaforme Diesel elettriche con Rolls Royce. La gamma è già articolata, ma ne parleremo nei mesi a venire, non voglio raccontarvi tutto oggi. In sintesi posso dire che un altro punto della nostra mission è costruire navi in grado di navigare i sette mari in condizioni estreme. Stiamo realizzando un’imbarcazione destinata alla Kamchatka per uso esclusivamente diportistico, ma decisamente estremo con temperature che arrivano a meno 25 gradi e anche lì c’è chi ha voglia di andare in barca e che, come nel caso del nostro cliente, va a fare pesca allo squalo o al tonno oppure caccia all’orso. 

(Rosetti Superyachts, parla Fulvio Dodich – Barchemagazine.com – Giugno 2018)