56’ Rivale, l’oggetto del desiderio

56’ Rivale è il grande Open di Riva dove Officina Italiana Design si è immaginata un nuovo modo di intendere gli spazi, sia sopra che sottocoperta

by Luca Sordelli – photo by Alberto Cocchi

Alle mie spalle si allontana velocemente la città di Cannes, che ancora si sta svegliando. È una mattina di settembre dall’aria limpida. Il sole è basso, in cielo non c’è una nuvola. Tra non molto, lo so, dovrò rientrare in porto, dove fervono i preparativi per il Boat Show, per la grande fiera che sta per aprire i battenti: la folla, le contrattazioni, le code per salire a bordo, e poi lentamente cresceranno i cumuli di scarpe in banchina di chi è riuscito a farlo.

RIVA RIVALE 56Ma è una mattinata fortunata per me. Tutto ciò mi sembra ancora lontanissimo. Sto timonando il 56′ Rivale in assoluta tranquillità, nel suo habitat naturale della Costa Azzurra, lontano da tutti. Prua a Sud. Mi sto godendo ogni attimo. Il 56′ Rivale si presenta come un grande open da 17 metri di lunghezza per 4,74 di larghezza, ma, in realtà, è unico in questo segmento. È un open sul quale lo spazio è stato studiato in modo diverso.

Il centro di tutto è il pozzetto dove nella realtà si svolge gran parte della vita a bordo. Per “amplificare” questa zona, Officina Italiana Design ha ridotto l’area di prua e avanzato il parabrezza, contrariamente al consueto concetto di open. In sintonia con questa filosofia, sottocoperta, Mauro Micheli e Sergio Beretta hanno scelto di ridurre la zona living centrale, decisamente la meno sfruttata quando si è in crociera, a tutto favore dell’armatoriale di poppa. Ma restiamo in coperta.

La postazione di guida è un vero capolavoro. Fa sentire potenti. La plancia touch-screen Boening-Man è gigantesca, tanto grande quanto funzionale. Si vive un’atmosfera che è una via di mezzo tra un’astronave e un ufficio super executive all’ultimo piano di un grattacielo di Manhattan. Notevoli sono anche lo sconfinato parabrezza, meraviglioso pezzo di artigianato, in acciaio cromato, realizzato sul Sebino o il meccanismo per movimentare, a scomparsa, l’ancora di prua: piccolo miracolo di ingegneria.

RIVA RIVALE 56Completamente ridisegnato, rispetto al vecchio Rivale 52, lo specchio di poppa, con doppio accesso alla spiaggetta affondabile e in mezzo il garage per un Willams 325. Per arrivare a prua i due passavanti sono strettini, 23 cm, e non protetti. La battagliola è infatti optional anche se c’è il montante del parabrezza che è comunque molto basso.

Una concessione al design, a discapito della funzionalità, ma che si può perdonare. Le linee del Rivale sono infatti meravigliose e essenziali. Sono sostanzialmente due. Guardatela di profilo. Non c’è nulla di superfluo, nulla di troppo. Un bell’esempio di “design per sottrazione”. Perché inquinarle?

Sottocoperta le cabine sono tre con l’armatoriale a poppa che sfrutta tutta la larghezza della barca, ha un suo bagno en suite e il letto orientato per baglio. Il locale notte Vip è a prua, anch’esso con il bagno dedicato e c’è poi una terza cabina con letti sovrapposti sulla sinistra a metà barca. Questa non ha un proprio bagno, ma ne ha uno a fianco che svolge egregiamente la sua funzione di day-toilette. Una cabina per il marinaio, con accesso dal pozzetto con un portello sotto alla divaneria, può sostituire la cabina a centro barca.

Qui, “al piano di sotto”, Officina Italiana Design si è potuta permettere di adottare tinte prevalentemente scure nonostante i volumi non siano tantissimi. Mogano laccato, inserti neri, acciaio, tanti specchi. Teoricamente impegnativo, serio. In realtà il risultato è sorprendentemente leggero. Molto elegante, potente, compatto.

RIVA RIVALE 56La scelta dei motori è tra i Man da 1.000 cv, configurazione base, o 1.200, come sul modello della prova. Trasmissione in linea d’asse con V-Drive, stabilizzatori Seakeeper e correttori di assetto Interceptor.

La potenza a disposizione quindi è tanta e, anche se il dislocamento alla fine arriva a circa 31 tonnellate, si riesce comunque ad avere un buon rapporto peso potenza, con 17,5 kg per kW, considerato che su grandi open come questi la media è 22/24.

Questo serve ad avere buone prestazioni e un grande comfort. Regnano infatti un ottimo livello di silenziosità, la totale assenza di vibrazioni e la sensazione di non navigare mai sotto sforzo. Tutto è molto semplice, tutto è molto “morbido”, merito di una bella carena disegnata dall’Ufficio Engineering di Ferretti Group.

RIVA RIVALE 56La velocità massima che ho toccato durante la prova è stata di 37,2 nodi, consumando 474 litri ora, cioè 12,7 litri/miglio. L’andatura di crociera economica del Rivale è però a 1750 giri, e qui i due MAN chiedono decisamente meno, 7 litri/miglio, viaggiando a 25 nodi. Perfetta via di mezzo, per quella che è la velocità di crociera veloce, che si raggiunge a 32 nodi.

Al timone si percepisce la precisione nelle traiettorie e la capacità di inclinarsi il giusto da regalare un po’ di emozione, ma senza mai esagerare. Nel momento in cui si accelera per uscire dal dislocamento, a 1300 giri, tende a cabrare un po’ troppo, ma la seduta molto alta risolve bene il problema.

RIVA YACHT Gruppo Ferretti
Via Ansaldo, 7
47122 – Forlì (FC) – Italia
T. (+39) 0543-787511
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www.riva-yacht.com

56′ RIVALE
PROGETTO Design Officina Italiana Design • Architettura navale Ufficio Tecnico Cantiere

SCAFO Lunghezza f.t. 17,27m • Lunghezza scafo 17,16m • Larghezza massima 4,74m • Immersione 1,45m • Dislocamento a vuoto 27.000 kg • Dislocamento 31.000 kg • Capacità serbatoio carburante 2.300 l • Capacità serbatoio acqua 530 l

MOTORE 2 MAN V8 1200 • Potenza 882 kW • Numero di cilindri 8 • Alesaggio per corsa 128mm x157mm • Cilindrata 16,16 l • Regime di rotazione massimo 2300/min • Peso 1.780 kg

CERTIFICAZIONE CE CAT A 10

(56’ Rivale, l’oggetto del desiderio, l’oggetto del desiderio – Barchemagazine.com – Maggio 2018)