Princess S72, senza compromessi

Il nuovo 72’ riesce a migliorare le prestazioni e aumentare il comfort rispetto al modello precedente

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

La musica rock, il fish&chips e le carene a V. Gli anglosassoni hanno molti meriti, ma per ovvi motivi mi concentro solo sulle carene. A Sanremo, ho avuto modo di testare, e di apprezzare, quella del Princess S72. Diciotto nodi di vento e mezzo metro d’onda sono una condizione che per gli inglesi è consuetudine, ma a noi sono sufficienti per saggiare le doti di navigazione. Fino a 20 nodi di velocità non abbiamo sentito la presenza del moto ondoso. S72 procede tranquillo anche con onda di prua. Accelerando, la V compie il suo dovere: spezza l’onda e la carena si adagia comodamente su di essa. Ci si accorge che il mare non è assolutamente piatto solo perché lo scafo è leggermente frenato quando entra nell’onda.

Razionale la divisione delle aree su entrambi i ponti, quello principale con cucina, living e postazione di guida interna e quello che ospita la zona notte con quattro cabine, inclusa l’armatoriale.

I motori sono due Man V12 in linea d’asse da 1.800 cavalli ciascuno e assicurano una buona spinta. Vale sia per l’accelerazione, sia per la velocità di punta, ma anche per la facilità di controllo sul mare formato. Per affrontare le onde è sufficiente dosare la manetta. La bontà della carena è confermata quando riduco la velocità per verificare fino a quando lo scafo rimane fuori dall’acqua. Il minimo di planata lo registro a 13 nodi e ricordo che, una decina di anni fa, quando provai il “vecchio” 72 di Princess, di nodi per planare ne servivano almeno un paio in più. È un risultato quasi eccezionale anche perché il dislocamento è aumentato di circa 15 tonnellate. Al giorno d’oggi una barca ha a bordo una quantità di accessori e impianti che incidono sul peso complessivo. Riuscire quindi a planare con una spinta minore nonostante un peso accresciuto è sinonimo di linee d’acqua molto efficienti.

L’armatoriale è a tutto baglio a centro scafo e si raggiunge con una scaletta dedicata che parte dal salone sul ponte principale.

La velocità massima è di quasi 38 nodi; 37,9 per la precisione. Anche questo è un valore più che sufficiente per la crociera. Permette di navigare in fretta quando c’è la necessità di spostarsi se il meteo peggiora. A conti fatti, il range di crociera, tra il minimo di planata e la velocità massima, è di ben 25 nodi. Una forbice così ampia consente di scegliere la navigazione preferita. La mia è tra i 20 e i 25 nodi sia perché non si avverte minimamente il mare formato, sia perché i consumi rimangono intorno ai 14 litri per miglio. Un buon risultato considerando che lo scafo misura poco meno di 24 metri, i ponti sono tre, dato che c’è anche il fly, il dislocamento supera le 55 tonnellate e che la propulsione è in linea d’asse.

Carena a V profonda e trasmissione in linea d’asse solitamente sono le condizioni perfette per limitare l’agilità in manovra. Non è il caso di S72. Sia ai bassi regimi, quando si deve entrare o uscire da un ormeggio, sia in navigazione, quando si vira a tutta barra, la barca risponde bene. È un’agilità equilibrata. Non si tratta di uno scafo fatto per fare lo slalom tra le boe, ma la sensazione è che lo si può dirigere dove si vuole senza difficoltà. In fondo, è questo che conta. La postazione sul fly ha, ovviamente, un’ottima visibilità, quella dalla postazione interna un po’ meno. L’assetto è corretto e quindi la vista verso prua è sempre assicurata. Il problema sono i montanti ai margini del parabrezza: sono piuttosto robusti, ed è un bene, ma limitano la visuale soprattutto quando si vira.

IN COPERTA NON C’È BISOGNO DI INVENTARE NULLA PERCHÉ
LO SPAZIO A DISPOSIZIONE È TANTO. SERVE SOLO ORDINE.
ED È QUELLO CHE È STATO FATTO CON I LAYOUT DI FLY E COPERTA.

La gamma S Class è sinonimo di crociera veloce e le prestazioni, come abbiamo visto, sono più che soddisfacenti. Per quanto riguarda il comfort, l’area notte prevede tre cabine ospiti e due bagni, entrambi con box doccia separato, tutte nella zona di prua. L’armatoriale si trova a centro scafo. È a tutto baglio, così come il bagno collocato più verso poppa. Questa soluzione, oltre a sfruttare al meglio lo spazio disponibile, ha il vantaggio di separare la cabina armatoriale dalla sala macchine. I volumi a disposizione, inoltre, permettono di avere una discesa apposta per l’armatoriale.

Al timone si ha la sensazione di una barca maneggevole nonostante le dimensioni, il dislocamento e il tipo di trasmissioni.

Il ponte principale ha un layout molto razionale. La zona prodiera del salone, oltre alla postazione di guida interna, è dedicata al living, mentre la cucina e la zona pranzo si trovano più a ridosso del pozzetto. Gli spazi all’aperto beneficiano della presenza del fly che moltiplica la superficie a disposizione. La coperta ha un allestimento tradizionale con il pozzetto che ospita un divanetto lineare, un tavolo da pranzo e un prendisole che, come da tradizione inglese, è rialzato sopra il garage per il tender e si affaccia sulla piattaforma di poppa. Un altro prendisole e una seconda zona living con più privacy per quando si è ormeggiati di poppa in porto, si trovano nella zona di prua.

La superficie del fly è molto ampia. Arriva, infatti, fino a coprire tutto il pozzetto e quindi è in grado di ospitare un’altra area living, prendisole e numerose sedute. Non c’è un T-Top, ma un tendalino che si può aprire durante le soste in rada. Anche il parabrezza ha un profilo molto contenuto, pertanto la postazione di guida è confortevole solo quando la meteo lo consente. 

È STABILE NELL’AFFRONTARE LE ONDE, MANEGGEVOLE
IN MANOVRA E IN VIRATA E CAPACE DI PLANARE CON SOLI
13 NODI. QUESTI TRE ELEMENTI DIMOSTRANO CHE IL LAVORO
DI OLESINSKI È BEN FATTO.

L’assenza di T-Top, inoltre, non protegge il timoniere dal sole e quando in estate la navigazione è lunga, forse è meglio scegliere la postazione di guida interna. Ce n’è perfino una terza, molto comoda in pozzetto, ideale per l’ormeggio in porto. È a scomparsa, nel senso che si apre uno sportello dalla fiancata della dinette e si ha a disposizione manetta e comandi. È collocata in un punto strategico dell’imbarcazione, all’inizio del passavanti di sinistra. Strategico sia perché permette la visuale verso poppa, sia perché, almeno in parte, consente di vedere anche la prua e tutta una fiancata dell’imbarcazione. Bitte sovradimensionate, tientibene e strutture che danno l’idea della robustezza, fanno il resto. Anche questa volta, Princess non delude.

Engine room
Una coppia di motori con la linea d’asse tradizionale. Si tratta di due Man V12 da 1.800 cv. Lo stesso blocco motore è disponibile con una potenza di 2.000 cv.

PRINCESS YACHTS
www.princessyachts.com

DEALER
Marine Group – Princess Italia
Portosole I-18038 Sanremo (IM)
T. +39 0184 990770
www.princessitalia.it

PROGETTO
Studio Olesinski (hull) and Princess technical department in partnership with Pininfarina (interiors and deck)

SCAFO
Lunghezza f.t. 23,09m • Lunghezza f.t. escluso il pulpito 22,30m • Larghezza massima 5,22m • Pescaggio 1,72m • Dislocamento 55.461 kg • Serbatoi carburante 4.500 l • Serbatoi acqua 836 l

MOTORE
2 Man V12 • Potenza 1.324 kW (1.800 cv) • Alesaggio per corsa 128mm x 157mm • Cilindrata 24,24 l • Rapporto di compressione 17:1

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO
A partire da 3.510.000 £ con Twin Man V12-1800 (2 x 1.800 cv), IVA esclusa (Agosto 2023)

(Princess S72, senza compromessi – Barchemagazine.com – Agosto 2023)