Preview – Grand Banks 85, la nuova ammiraglia

Presentato a Cannes il nuovo 26 metri dell’iconico brand d’oltreoceano. Lo abbiamo provato in una giornata dalle condizioni meteo impegnative

by Barche

Tutti ben ormeggiati in banchina. Il maestrale picchia. Meglio non rischiare, soprattutto durante il Salone… Tutti tranne i Grand Banks. Loro escono per le tradizionali prove riservate alla stampa. Io sono sul GB 85, la nuova ammiraglia, a fianco a noi il 54. Il mare è bianco, c’è circa un metro d’onda. Quali condizioni migliori per testare la proverbiale “marinità” dei Grand Banks? Vicino a me c’è Mark Richards che non è solo a capo di GB Marine Group – di cui fanno parte pure i marchi Eastbay e Palm Beach -, ma anche del team di progettisti del cantiere ed esperto velista professionista con alle spalle anche due campagne di Coppa America.

La prova è andata bene, sotto ogni punto di vista. Bene i numeri: abbiamo toccato i 23 nodi di velocità massima e 21 a regime di crociera, che vuol dire quasi 1.000 miglia di autonomia, ma soprattutto una carena morbidissima e sempre precisa nelle accostate. Bene gli angoli di virata, senza mai reazioni o sbandamenti eccessivi e benissimo il comfort di navigazione: nessuno scricchiolio, nessun rumore molesto o vibrazione. E Mark Richards ha tenuto a specificare che: “Su acqua piatta e in condizioni di navigazione ideali la barca raggiunge e supera i 26 nodi di velocità massima, e l’autonomia sfiora comunque le 700 miglia”.

Grand Banks 85

Il cantiere ha anche sviluppato una propria tecnica di costruzione e un disegno delle linee d’acqua, la V-Warp Technology, che nasce proprio per dare forma ad una nuova generazione di Grand Banks. Il GB 85, disponibile sia nella versione Flybridge sia Skylounge, quello della prova, con l’upper-deck finestrato e chiudibile in tutta la sua parte prodiera, è realizzato in sandwich di vetroresina con la tecnica dell’infusione, utilizzando resina vinilestere e anima in schiuma a cellule chiuse. Coperta e sovrastrutture sono in carbonio. Le paratie, cosi come le strutture per tutto il mobilio, sono laminate a scafo e coperta, il risultato è una grande scatola anti torsione che garantisce estrema robustezza. A questa fa eco una carena semidislocante con linee di ingresso fini, che vanno gradualmente ad ammorbidirsi (6/8° nella sezione di poppa). L’obiettivo è il massimo rendimento anche con mare formato, divertirsi anche quando gli altri sono in porto al riparo. Obiettivo, senza dubbio, centrato.

Esiste anche la versione con tre cabine ospiti, in questo caso la stanza dei proprietari diventa leggermente più piccola.

La zona notte è concentrata nel lower-deck dove, oltre alla grande suite armatoriale a tutto baglio, ci sono una cabina Vip a prua e una seconda cabina ospiti a letti separati. La zona equipaggio è a poppa, con ingresso indipendente. 

La postazione di pilotaggio principale è sul ponte superiore. Nella versione Skylounge, la plancia e la zona living alle sue spalle sono all’interno di una struttura vetrata. La terrazza esterna è poi leggermente più piccola, pensata per ospitare il tender e la gruetta per movimentarlo.

Molta attenzione è stata dedicata alla sala macchine. La scelta per la trasmissione è duplice, si può infatti optare per un classico V-Drive con due V8 da 1.300 cavalli di Man, oppure, come sulla barca della prova, per gli Ips 1300 Volvo Penta con i D13 da 1.000 cavalli ciascuno. Doppio l’accesso, tanto lo spazio per muoversi.

(Preview – Grand Banks 85, la nuova ammiraglia – Barchemagazine.com – Settembre 2022)