Prestige X70, Mister X

Il 70’ è il primo wide body che inaugura la nuova gamma X-Line, che si aggiunge alla S-Line, quella degli hardtop sportivi e alla F-Line, quella dei modelli flybridge

by Niccolò Volpati

UN FOGLIO BIANCO. Questa volta Camillo Garroni ha avuto solo questo input dal cantiere. Dopo aver progettato tantissimi Prestige insieme al padre Vittorio, per il primo modello che inaugura la nuova gamma X-Line, il designer ha avuto la possibilità di esprimere tutta la sua creatività. «X70 nasce intorno all’idea di lifestyle. Chi sale a bordo e naviga deve sentirsi in armonia con l’ambiente in cui si trova e con la natura che lo circonda». 

Prestige è per antonomasia sinonimo di crociera in famiglia e con gli amici. Lo spazio e i volumi sono un mantra. La ricerca di soluzioni per sfruttarli fino all’ultimo centimetro è sempre stata la priorità del cantiere e dei progettisti. La conseguenza, quasi ovvia, è quella di far sparire i passavanti laterali. Il wide body consente di avere tutto il baglio a disposizione, ma le cose non sono così semplici. Togliere i passavanti per dedicare tutto lo spazio al ponte principale può implicare delle difficoltà di movimento a bordo. Garroni è riuscito però a sfruttare lo spazio senza inficiare il movimento. Se non si può passare di lato, si deve passare sopra. L’accesso al fly e la discesa da esso sono semplici e quasi naturali. È facile salire, ma, soprattutto, è facile scendere verso prua. In pratica si tratta di un camminamento quasi naturale e senza ostacoli. In questo modo, il ponte principale gode di uno spazio incredibile.

Non è un’eresia dire che X70 è una villa sul mare. I volumi, l’attenzione alla luce naturale, la continuità tra spazi esterni ed interni, contribuiscono a dare questa sensazione. Si tratta di una barca che fornisce un livello di comfort “domestico”. È il lifestyle che ha ispirato il progetto dal primo foglio bianco. Sentirsi in barca come a casa. Per riuscirci non si parte dai calcoli dei centimetri, ma da una concezione diversa di come usare gli spazi.

Wide body significa tutto il baglio a disposizione. Il ponte principale è un grande open space dove le aree interne ed esterne sono in continuità. L’ampio salone è arredato con divano da una parte e tavolo da pranzo completo dall’altra. Ottima anche la circolazione a bordo, nonostante non ci siano i passavanti laterali.
La plancia interna è attrezzata con strumentazione di ausilio alla navigazione di ultima generazione. Molto ergonomica, consente una buona visibilità in tutte le condizioni.

Il ponte principale è diviso in quattro aree. A prua c’è la plancia che gode di una collocazione molto avanzata. Il vantaggio di questa soluzione è quello di avere un’ottima vista in navigazione. Dalla zona cucina c’è la scala per accedere al fly, mentre l’area living e pranzo del salone beneficia dello spazio a tutto baglio. Oltre a ciò, le finestrature laterali risultano perfino più simili a quelle di una villa perché, grazie all’assenza dei passavanti risultano quasi a strapiombo sul mare. E, infine, la quarta porzione del ponte principale, quella più a poppa, è destinata al pozzetto. Anche in questo caso la definizione va un po’ stretta. Più che un tradizionale pozzetto è una vera e propria terrazza sull’acqua. La zona del fly, invece, è interamente dedicata al living grazie al fatto che la plancia spostata a prua rappresenta un’ottima postazione di comando. Non si sente la necessità di una seconda stazione di pilotaggio.

La cabina armatoriale è particolarmente ampia e occupa tutta la larghezza dello yacht. Le cabine ospiti hanno anche loro bagni e ingressi indipendenti.
I dettagli degli interni sono molto curati con rivestimenti in pelle e pregiata ebanisteria. Per gli arredi sono stati scelti divani Duvivier, mentre l’impianto audio è firmato Bowers&Wilkins. Numerose opzioni di personalizzazione permettono inoltre di soddisfare qualsiasi esigenza dell’armatore.

La zona notte ha beneficiato della stessa filosofia progettuale. Tanto spazio, uno separato dall’altro e facilmente accessibile. Di fatto è come se lo scafo fosse stato diviso in tre porzioni orizzontali, ognuna destinata a una cabina matrimoniale. Quella armatoriale è a centro barca. Volendo c’è la possibilità di avere una quarta cabina a poppa. La particolarità sono gli accessi indipendenti. Ci si può muovere nell’area notte senza mai incontrarsi. 

Ma, è bene ricordarselo, stiamo parlando di una barca, non di una villa, e quindi deve navigare bene. Per questo motivo è stata scelta la trasmissione Ips di Volvo Penta che garantisce consumi contenuti e grande maneggevolezza. Le opzioni sono due: Ips 1350 con una coppia di D13 da 1.000 cv oppure Ips 1200 con due motori da 900 cv. La barca che abbiamo testato aveva i due propulsori da 1.000 cavalli ciascuno che offrono il dinamismo tipico di mezzi più piccoli. 

Prestige X70, Jean-Francois ROMERO
Il punto di forza di questo yacht è l’uso dello spazio a bordo, studiato per sfruttare l’intera superficie dell’imbarcazione, facilitando la circolazione dei passeggeri e combinando in maniera intelligente ambienti interni ed esterni.

La timoneria, ben calibrata, permette di gestire le manovre a velocità elevate e a lento moto sempre con sicurezza. Il raggio di virata alla velocità di crociera di 24 nodi è di circa 30 metri. Sulle onde lo scafo è in grado di assicurare comfort e sicurezza anche in condizioni impegnative, grazie all’equilibrio delle masse e un’architettura navale molto ben studiata dagli ingegneri di Prestige. Al timone la barca è divertente, i due motori Volvo Penta sono esuberanti e navigare alla velocità massima è molto piacevole. In navigazione il comfort è ottimo, con livelli di rumorosità molto contenuti e vibrazioni assenti in qualsiasi punto della barca.

Prestige X70, Jean-Francois ROMERO
Prestige X70, Jean-Francois ROMERO
Prestige X70, Jean-Francois ROMERO

Per facilitare il passaggio, le zone dello yacht sono collegate attraverso due coppie di scale, che uniscono rispettivamente le sezioni interne al flybridge alla prua della nave.

Il range delle possibili andature di crociera è piuttosto ampio perché per planare servono meno di 14 nodi, mentre la massima che abbiamo registrato è stata di 28,2 nodi. Colpisce la costanza dei consumi per miglio. La variazione dalla planata minima alla velocità massima è quasi impercettibile. Si passa da 10 litri/miglio a 14. Questo significa che le linee d’acqua della carena sono equilibrate e molto efficienti. La maneggevolezza con le trasmissioni Ips non è messa in discussione e le tante stazioni di manovra, unite alle numerose vetrate che garantiscono sempre un’ottima visibilità, rendono tutte le manovre, incluse quelle di ormeggio, sempre facili da realizzare.

Prestige X70, Jean-Francois ROMERO
Prestige X70
L’idea progettuale di fondo di Garroni Design si basa sulla rimozione dei ponti laterali dell’imbarcazione portando i passaggi sul flybridge in modo da aumentare notevolmente gli spazi abitativi.

Engine room
Sempre Ips, ma con due possibilità di scelta. La motorizzazione massima prevede due D13 da 1.000 cv ciascuno, mentre quella più contenuta è rappresentata da una coppia di 900 cv.

JEANNEAU PRESTIGE
www.prestige-yachts.it

PROGETTO: Garroni Design e Valentina Militerno De Romedis (interior decorator)

SCAFO: Lunghezza f.t. 21,83m • Larghezza massima 5,34m • Pescaggio 1,70m • Dislocamento a secco 33.400 kg • Dislocamento a pieno carico 45.820 kg • Serbatoi carburante 4.000 l • Serbatoi acqua 760 l

MOTORI: 2 x D13 Volvo IPS 1350 • 6 cilindri in linea • Potenza 735 kW (1.000 cv) • Cilindrata 12,8 l • Alesaggio per corsa 131mm x 158mm • Regime di rotazione massimo 2400 giri/minuto • Peso a secco 2.458 kg

CERTIFICAZIONE CE: CAT B

PREZZO: 2.200.000 €, Iva esclusa (versione base) (Giugno 2021)

(Prestige X70, Mister X – Barchemagazine.com – Giugno 2021)