Pilar, il ritorno di una leggenda

Una replica della barca di Hemingway sarà prodotta in serie. Ha l’aspetto d’antan dell’originale, ma è di costruzione assai più avanzata

by Bruno Cianci – photo by Billy Black

NEL 1934 ERNEST HEMINGWAY ACQUISTÒ PER POCO MENO DI 7.500 DOLLARI (CIRCA 150MILA ODIERNI) un esemplare personalizzato della celebre Playmate 38, una barca prodotta in un cantiere fondato da Howard E. Wheeler ai primi del ’900. Com’è noto, il futuro vincitore dei premi Pulitzer (1953) e Nobel (1954) è stato un grande appassionato di pesca alla traina e fu particolarmente attivo nel triangolo che ha per vertici Key West, Bimini e Cuba.

Hemingway

A livello d’interni e di finiture la barca si presenta come una versione migliorata sotto ogni aspetto. Le prestazioni, poi, sono nettamente superiori.

La barca di cui era armatore si chiamava Pilar, che era il nomignolo della seconda moglie dello scrittore, Pauline Pfeiffer. Pilar fu una barca innovativa: si ritiene che abbia avuto il primo flybridge dotato di timoneria e i primi divergenti (outriggers) in assoluto; era inoltre robusta, tant’è che ha superato indenne ben quattro uragani. La motorizzazione standard del modello Playmate prevedeva un propulsore Chrysler a benzina a sei cilindri, da 70 cavalli, che spingeva la barca a circa 13 nodi. Tra le modifiche richieste dall’armatore, però, oltre al fly e ai divergenti di cui si è detto, vi erano un propulsore Lycoming più adatto alle velocità ridotte, gavoni e serbatoi maggiorati, una vasca per le esche vive, un rullo di legno sullo specchio di poppa che favoriva l’issata del pescato e, ovviamente, una sedia da combattimento. Oggi la Pilar originale si trova nell’entroterra dell’Avana, conservata come barca-museo nell’ex tenuta di Hemingway a Finca Vigia, ed è di proprietà del governo cubano. Il natante era stato regalato dallo scrittore a Gregorio Fuentes (1897-2002), il marinaio che ha forse ispirato le figure di Santiago de “Il vecchio e il mare” e di Eddie di “Isole nella corrente”, il quale la donò poi al popolo cubano.

Hemingway

Di Wheeler in Wheeler

Alcuni anni fa Wes Wheeler, un manager dell’industria farmaceutica nativo di New York (1956) e discendente di Howard E. Wheeler, si recò a Cuba insieme a Hilary Hemingway (la figlia di Leicester, fratello di Ernest) per ispezionare e misurare Pilar. Si era messo in testa di costruire una replica della barca e per questo aveva voluto vedere l’originale di persona, pur avendo un po’ di documentazione.

Il fascino della figura dello scrittore, ovviamente, ha giocato un ruolo importante nella decisione di Wes di riportare in vita la barca; ciò che incuriosiva di più il manager, però, era l’idea di rilanciare l’attività dei suoi antenati e il marchio venuto meno nel corso degli anni ’50. In poco più di quattro decenni, il vecchio cantiere Wheeler ha prodotto 3.500 fra yacht, lance e imbarcazioni militari; fu questa reputazione di qualità ad attirare Hemingway e a far sì che si rivolgesse a loro per costruire la barca dei sogni nel 1934. «La famiglia significa molto per me – ha detto Wes Wheeler e questa barca riporta in vita ciò che hanno fatto i miei avi; Howard era il mio bisnonno, mentre Wesley L. era suo figlio. Quest’ultimo, cioè mio nonno, è stato il progettista dell’azienda negli anni ’30 e ’40, mentre gli altri fratelli si occupavano di finanza e vendite. Oggi non c’è nessun altro Wheeler coinvolto nel nuovo business, a parte me, mio cugino ‘Tut’ e la mia famiglia». La squadra che ha realizzato questa barca destinata alla produzione di serie, però, è nutrita. Oltre a ‘Tut’, hanno contribuito in prima persona il designer Bill Prince, il progettista delle linee d’acqua Bruce Marek, il proprietario di Brooklin Boat Yard Steve White e il project manager Eric Stockinger.

Pilar fu una barca davvero innovativa: si ritiene che abbia avuto il primo flybridge dotato di timoneria e i primi divergenti, o outriggers, in assoluto.

Le sfide connesse alla ricostruzione di Pilar e al rilancio del marchio Wheeler sono state molte. Per ovvie ragioni, il nuovo prodotto avrebbe dovuto soddisfare tecniche e requisiti costruttivi differenti rispetto al passato. «Aiutandoci con i piani originali e ispezionando la barca – ha spiegato Wes Wheeler –, abbiamo deciso di dare alla barca un aspetto il più autentico possibile, ma senza trascurare le dotazioni, i sistemi e le attrezzature cui una clientela moderna non può rinunciare».

Visti i tempi e le esigenze del mercato, era necessario che la barca fosse migliore dell’originale. A livello d’interni e di finiture la barca si presenta come una versione migliorata sotto ogni aspetto, a cominciare dall’abitabilità che offre quattro cuccette. Le prestazioni, poi, sono nettamente superiori. La carena è stata ridisegnata affinché il nuovo scafo consentisse allo yacht di planare. «Il fondo della barca – ha detto Wheeler – è più piatto per consentire alla barca di correre ad alte velocità, mentre gli interni sono più comodi e l’impiantistica all’avanguardia. La barca supera in scioltezza i 30 nodi, più del doppio della velocità di Pilar, e ha completato senza inconvenienti una crociera svolta in condizioni meteomarine a dir poco avverse, lungo la costa est degli Stati Uniti».

Il cantiere Wheeler ha prodotto qualcosa come 3.500 fra yacht, lance e imbarcazioni militari; fu questa reputazione di qualità ad attirare Hemingway.

Made in the USA

Battezzato Legend e registrato a Chapel Hill (North Carolina), sede di Wheeler Yacht Co., il primo esemplare del Wheeler 38 è stato costruito a Brooklin (Maine), punto di partenza della crociera in direzione sud di cui si è detto. Seguiranno altri esemplari, come dice lo stesso Wes: «L’unico costruttore autorizzato è Brooklin Boat Yard, dove stiamo per iniziare la produzione in serie e dove le maestranze maneggiano e lavorano con grande abilità materiali pregiati come l’abete Douglas, utilizzato per tutti gli elementi strutturali, il compensato di mogano, utilizzato per lo scafo, il mogano africano della sovrastruttura e il teak della coperta». Alla domanda se la barca sarà costruita anche all’estero, dove la manodopera è a buon mercato, la risposta di Wheeler è secca: «No». Poi, però, dopo una breve pausa aggiunge: «Almeno per adesso», come a dire che in futuro non si può sapere. Com’è noto, le frontiere del business e le sue tendenze sono difficili da prevedere, soprattutto in tempi come quelli che stiamo attraversando. In qualche caso, però, il senso della famiglia e l’amore per la terra giocano un ruolo tutt’altro che secondario. È di sicuro il caso dei Wheeler, i quali hanno sempre costruito barche sul suolo americano; e Wes, il loro erede, porta avanti una tradizione di famiglia, una storia e un marchio che – almeno per ora – sono tutti a stelle e strisce.

Hernest Hemingway

La barca originale si trova nell’entroterra dell’Avana ed è conservata come nave-museo nell’ex tenuta di Ernest Hemingway, in località Finca Vigia.

WHEELER 38

Cantiere: Brooklin Boat Yard (Maine)
Lunghezza: 12,01m
Larghezza: 3,66m
Pescaggio: 1,07m
Dislocamento: 9.344 kg
Motori: 2 x 370 cv
Yanmar diesel (8LV370)
Velocità di crociera: 20 nodi
Velocità massima: 30,4 nodi
Consumo (alla velocità di crociera): 74 l/h
Autonomia: circa 400 miglia nautiche

(Pilar, il ritorno di una leggenda – Barchemagazine.com – Febbraio 2021)