Oliver Berking, un fiordo d’argento

Passione, visione e denaro: questi gli ingredienti che hanno permesso all’imprenditore Oliver Berking di fare di Flensburg una capitale della vela

by Bruno Cianci

Salvare da distruzione pressoché certa le imbarcazioni storiche è un esercizio prezioso e costoso e non sempre ripaga delle fatiche e dell’investimento compiuto. Per fortuna, però, ci sono degli angeli custodi che sono disposti a rimboccarsi le maniche e a mettere mano al portafogli per riportare in vita le vecchie signore del mare, costi quel che costi. Uno di questi è Oliver Berking.

Nato a Flensburg nel 1962, padre di sei figli, Berking è il prototipo dell’imprenditore-mecenate senza il quale il mondo della nautica e della vela in particolare sarebbe decisamente più povero. Argentiere di quinta generazione e titolare del noto marchio Robbe & Berking, fondato dai suoi avi nel 1874, la passione per la nautica di questo tedesco risale a molti anni fa. Come dice lui stesso, «sono venuto al mondo mentre una delle barche che si trovano nel mio cantiere, il 12 metri Stazza Internazionale (S.I.) Gretel, veniva sconfitto da Weatherly a Newport alla 18esima America’s Cup».

L’interesse di Berking per i restauri, invece, è nato in tempi abbastanza recenti. Dopo aver recuperato con successo, tra il 2006 e il 2008, il 12 metri S.I Sphinx, costruito nel 1939 da Abeking & Rasmussen, l’imprenditore sentì di dover continuare lungo questo percorso. Decise così di assumere la medesima squadra che aveva svolto il lavoro su Sphinx, «tutte persone appassionate – assicura lui – che condividono la mia stessa visione e il mio stesso approccio», per fondare il cantiere Robbe & Berking Classics, specializzato nel restauro di yacht classici e nella costruzione di fedeli repliche di legno. Un altro celebre restauro eseguito dal cantiere è quello di Jenetta, progetto del grande architetto navale scozzese Alfred Mylne, ma la lista dei lavori è ben più lunga.

Qui sopra, il Robbe & Berking Commuter di 9 metri di lunghezza. A destra, lo yacht a vela Abeking & Rasmussen numero 3312 del 1939.

Robbe & Berking Classics è stata fondata nel 2008. Il cantiere costruisce e restaura yacht in legno direttamente nel porto della città di Flensburg. Dalle piccole barche a remi alle grandi barche a motore o yacht a vela.

Il cantiere si è cimentato anche nella costruzione di barche a motore, rigorosamente in legno e con linee classiche. Una di esse, dopo essere stata presa a noleggio nel 2014, ha fatto la sua comparsa anche a Venezia durante la Biennale. Un’altra è stata consegnata di recente al proprio armatore: si tratta di uno scafo con fasciame a clinker, motorizzato Yanmar (25 cv) del tipo ‘Tuckerboot’; altri due, di 12 e 25 metri di lunghezza, vedranno la luce nei prossimi anni.

POLO NAUTICO

Durante l’inverno il cantiere di Oliver Berking ospita undici scafi della classe 12 metri S.I., barche che sono use sfidarsi ogni estate nelle acque del fiordo di Flensburg, che Berking non esita a definire «il più bel posto per andare a vela a livello mondiale». Il cantiere, però, si è allargato ed è diventato qualcosa di molto simile a un polo nautico del mar Baltico, con un museo annesso, un centro di documentazione (Yachting Heritage Centre) e persino un trofeo – naturalmente realizzato dalla sua azienda madre, in argento – che viene assegnato annualmente. Il core business di Berking resta quello dell’argenteria, che in media assorbe il 70% del suo tempo: «A volte, però – assicura Berking – se un restauro entra in una fase avanzata o c’è un evento velico da organizzare, le percentuali cambiano considerevolmente, al punto che le barche arrivano ad assorbire il 130% del mio tempo…»

Al momento, il team di Robbe & Berking Classics sta costruendo un ‘Tuckerboot’ in mogano di 6,66 m. È inoltre prevista la costruzione di due motoscafi classici di 12 e 25 metri di lunghezza. Come se non bastasse, dal 2011 Oliver Berking è anche subentrato all’amico Peter König nella proprietà e gestione del broker nautico Baum & König, attivo dal 1984. «Quando Peter ha preso la decisione di trasferirsi alle Seychelles, una decina di anni fa, mi domandò se volessi occuparmi io della sua ditta, cosa che decisi di fare. Non si tratta di un semplice broker nautico: ovviamente vendiamo barche classiche, e le troviamo per conto del cliente più esigente, ma ci occupiamo anche di assicurazioni su misura». Il già citato Yachting Heritage Centre, dal canto suo, ospita una biblioteca da quasi diecimila volumi. Viene anche utilizzato per ospitare riunioni e cerimonie.

Yacht classici di una bellezza mozzafiato vengono creati a Flensburg con l’amore per i dettagli e una grande passione per le barche.

Data la natura del lavoro e la difficoltà di reperire informazioni sulle barche storiche, Berking ha ritenuto che istituire un centro di documentazione fosse la scelta giusta. «Vogliamo sapere tutto sulla storia di uno yacht che restauriamo, sul suo progettista e anche sul cantiere dove è stato originariamente costruito. E anche i nostri amici, visitatori e clienti sono interessati a conoscere le stesse cose. Ci sono pochi musei al mondo in cui il tema della storia della nautica da diporto è preso sul serio come da noi e per questo abbiamo deciso di fondare noi stessi un centro di questo tipo». Covid-19 permettendo, sottolinea orgoglioso il suo fondatore, «il centro è aperto dal martedì alla domenica, sette ore al giorno, e tutti sono i benvenuti. Dall’apertura abbiamo accolto una media di 80.000 persone all’anno».

«VOGLIAMO SAPERE TUTTO SULLA STORIA DI UNO YACHT CHE RESTAURIAMO, SUL SUO PROGETTISTA E ANCHE SUL CANTIERE DOVE È STATO ORIGINARIAMENTE COSTRUITO».

Sebbene lo Yachting Heritage Centre dia spazio a una collezione museale permanente, esso ospita in media tre mostre ogni anno che, ovviamente, hanno per comune denominatore il mare e la nautica. «Abbiamo persino la nostra Hall of Fame», afferma Berking. «È appena iniziato e crescerà nel corso degli anni». Gli attuali membri includono Johan Anker, Henry Rasmussen, il “nostro” Carlo Riva, Olin Stephens e Thomas Lipton, il leggendario ‘droghiere del re’. 

ROBBE & BERKING RESTAURA O RICOSTRUISCE YACHT PERDUTI
E STORICAMENTE SIGNIFICATIVI SECONDO I PIANI ORIGINALI.

La struttura d’acciaio e vetro del centro di documentazione trasuda storia dell’America’s Cup da ogni poro. Non per caso, nel 2019 Berking ha avuto l’onore di ospitare la cerimonia d’investitura dell’America’s Cup Hall of Fame. Una domanda a Berking sulla recente edizione della Coppa è d’obbligo, anche se l’idiosincrasia dell’imprenditore per gli scafi AC75 è già nota: «Non voglio più parlare male di quelle ‘barche volanti’ – ribadisce Berking – ovviamente ho seguito le regate, ma come potrete immaginare continuo a preferire le barche classiche…».

«NON SONO AMICO DELLA SOCIETÀ ‘USA E GETTA’ IN CUI VIVIAMO, E QUINDI AMO TUTTI COLORO CHE CONDIVIDONO QUESTA VISIONE E SONO DISPOSTI A METTERSI IN GIOCO».

FILANTROPIA

Mentre Berking è considerato universalmente un filantropo della nautica, egli respinge quest’etichetta. «A voler essere sincero non mi riconosco in questa definizione. Amo le barche dalle forme eleganti e senza tempo. Voglio mostrare al mondo che nella Germania del 21° secolo si possono ancora fare delle ottime cose a mano, siano esse barche a vela, a motore o posate d’argento, con amore per il dettaglio, e vendere queste cose con successo». Dietro a tutto ciò, al di là delle legittime aspirazioni imprenditoriali, c’è anche un ovvio desiderio di far lavorare le comunità locali e di mantenere vivo l’artigianato, un aspetto che nobilita ulteriormente il personaggio: «Non sono amico della società ‘usa e getta’ in cui viviamo, e quindi amo tutti coloro i quali condividono questa visione e sono disposti a mettersi in gioco».

(Oliver Berking, un fiordo d’argento – Barchemagazine.com – Febbraio 2022)