Nuova Jolly Prince 43 CC, comfort principesco

Quasi 14 metri di lunghezza per 4 di larghezza con 1.200 cv attaccati a poppa sono numeri da sportivo, ma questo è soprattutto un rib confortevole e facile da condurre

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

Sono passati più di quarant’anni da quando sono salito per la prima volta a bordo di un gommone. Non sono pochi, ma se penso ai cambiamenti avvenuti sembra trascorso un periodo molto più lungo. Forse la stessa riflessione vale per qualsiasi mezzo di trasporto, eppure, nel caso della nautica da diporto, e dei gommoni in particolare, le differenze mi paiono più marcate.

All’epoca la mia famiglia disponeva di un’automobile, una Fiat 500, rossa per l’esattezza. Per accenderla si girava la chiave nel blocchetto d’accensione e poi si tiravano le due leve che si trovavano vicino al freno a mano. I finestrini si azionavano a manovella e l’aria fresca si otteneva scoperchiando il tettuccio. Per cambiare marcia ricordo che mio padre faceva la “doppietta”: frizione, folle, ancora frizione e poi inseriva l’altra marcia. Le auto di oggi, elettriche o no, sono decisamente più silenziose, hanno il display con il touch screen, il climatizzatore, i sensori, le telecamere, si aprono da sole quando ti avvicini, si accendono premendo un pulsante e appena ci sali dici “ok Google…”. Un altro pianeta. Ma è la stessa sensazione che ho provato a bordo del Prince 43 CC di Nuova Jolly. Se penso al Corsair Manta 420 di più di quarant’anni fa mi sembra un mezzo in grado di offrire il comfort di una diligenza di un film western.

Ed è il comfort la sensazione più bella che ho provato sul Prince 43. Un comfort di un altro pianeta, merito del battello, della carena, dei due fuoribordo Mercury da 12 cilindri e 600 cv e di come erano montati a poppa. Se proviamo a correre indietro con la memoria, alle esperienze che chiunque di noi ha fatto in mare anche pochi anni fa, è sorprendente pensare di poter navigare a 50 nodi, chiacchierando amabilmente in piedi al centro del pozzetto.

Sottocoperta si accede a una cabina con due cuccette e al bagno in un locale separato. Sono ideali per la privacy durante un’uscita giornaliera o per crociere a corto raggio.

Il test l’ho fatto sul lago di Garda e non c’erano grandi onde, anzi era tutto piatto, ma il gommone mi è parso davvero piantato sull’acqua, perfino quando ho attraversato l’onda di scia prodotta dal traghetto che collega la sponda lombarda a quella veneta. Merito della V di prua, ma, credo, anche dei due motori montati distanti uno dall’altro perché l’allestimento prevede una spiaggetta di poppa in mezzo ai due fuoribordo, alla quale, nella versione definitiva, sarà aggiunta perfino una passerella con funzione scaletta bagno. È una scelta che mi ha convinto per la praticità dell’accesso al mare, oltre che per la sensazione di stabilità e sicurezza in navigazione.

I Verado 600 di Mercury si possono montare a pochissimi centimetri uno dall’altro, è il vantaggio di avere la calandra fissa e il solo piede che ruota. Una caratteristica utile soprattutto se si vogliono fare installazioni multiple con quattro motori, ma nel caso del Prince 43 due erano più che sufficienti, e la poppa mi ha ricordato quella delle barche da corsa con i due fuoribordo molto distanti tra loro proprio per aumentare la stabilità in navigazione.La combinazione parabrezza e silenziosità dei propulsori ha fatto il resto. Per rendersi conto di trovarsi a 50 nodi di velocità era necessario guardare il display della plancia. Comfort assoluto: tranquillità, stabilità e silenziosità. La postazione di guida è una delle tante cose riuscite su questo battello. Tre sedute per pilota e copiloti, avvolgenti e comode allo stesso tempo. Ottima l’ergonomia, tutto è alla distanza giusta e la visibilità è perfetta.

La coperta è impreziosita da tanti dettagli come il tavolino a comando elettroidraulico che si alza dal piano di calpestio del pozzetto. È un open con la consolle centrale, quindi garantisce facilità di movimento e tanto spazio a disposizione.

Tra le novità dei nuovi Mercury ci sono le manette elettroniche, che sono disponibili in una versione con un display collocato sulla scatola delle leve, in questo modo si potrà evitare il display VesselView in plancia. Serve per ridurre gli ingombri e dedicare tutto lo spazio della plancia a un unico grande plotter, senza rinunciare allo schermo con i dati motore. Inoltre, l’organizzazione della consolle del Prince 43 CC è particolarmente riuscita dato che anche la manopola del joystick risulta comoda da utilizzare. Per avere un’idea della grande manovrabilità di questo battello ho provato a ruotare su me stesso senza utilizzare il joystick, ma solo con le due leve e la marcia avanti e indietro. Il gommone è lungo 13 metri e mezzo e per completare la rotazione di 360° a bassi regimi, ci sono riuscito in uno spazio di 18 metri al massimo. In sostanza, ruota su sé stesso, anche senza azionare il joystick.

TUTTO IL PIANO DI COPERTA È UN GRANDE SPAZIO LIVING O RELAX. LA PRUA SI TRASFORMA IN PRENDISOLE E L’ANCORA ESCE DALL’OCCHIO DI CUBÌA PER EVITARE DI AVERE IL SALPANCORA CHE TOGLIE SPAZIO DISPONIBILE.

La capacità di virata con i Mercury da 600 cv è assai notevole visto che ruotano indipendentemente uno dall’altro. Quello esterno ha un angolo diverso rispetto a quello interno e così chiude la virata in pochissimo spazio. 

Per contro, si deve fare attenzione quando si vira stretti a velocità sostenuta. L’angolo è così chiuso che si ha la sensazione di scuffiare, ma poi ci sono i tubolari che, poggiando sull’acqua, evitano possibili testa coda. In ogni caso il consiglio è di non stringere una virata a tutta barra a 50 nodi di velocità. Alla massima il Gps ha registrato addirittura 53 nodi e mezzo e la sensazione è che tutte le sovrastrutture del gommone fossero molto solide. Non ho avvertito vibrazioni, nemmeno quando ho attraversato l’onda di scia del traghetto. Il T-Top infatti, poggia su quattro montanti, due dei quali, quelli di prua, si sdoppiano. In definitiva, il T-Top poggia su ben sei sostegni, per questo è solido e non vibra nemmeno a più di 50 nodi di velocità.

I V12 di Mercury sono sorprendenti anche per i consumi, e così al Prince 43 CC servono 100 litri per navigare a 25 nodi, 180 per 40 nodi e meno di 350 litri/ora totali per 50 nodi di velocità.

Engine data
Una coppia di 600 cavalli si avvicina molto alla motorizzazione massima consentita. Il bello di questi fuoribordo è che oltre alle performance regalano anche molto comfort di guida.

NUOVA JOLLY MARINE
Via Bologna, 3
I-20060 Bussero (MI)
T. +39 02 95334031
[email protected]
www.nuovajolly.it

PROGETTO
Ufficio tecnico del cantiere

SCAFO
Lunghezza f.t. 13,45m • Larghezza massima 4,00m • Dislocamento 4.500 kg • Diametro tubolari 0,5/0,7m • 8 compartimenti • Serbatoio carburante 1.100 l • Serbatoio acqua 150 l

MOTORI
2 Mercury V12 Verado 600 • Potenza 441 kW (600 cv) • Cilindrata 7,6 l • 12 cilindri a V • Rapporto di riduzione 2,50:1 • Regime di rotazione massimo 5600-6400 giri/minuto • Peso con elica 572 kg

PREZZO
€ 235.000 + IVA – Solo gommone con accessori standard • Circa 448.000 € + IVA – Modello della prova con motori e accessori (Marzo 2022)

(Nuova Jolly Prince 43 CC, comfort principesco – Barchemagazine.com – Marzo 2022)