Nada Serafini, never give up!

Nada Serafini, da trent’anni colonna portante di Pershing, brand del Gruppo Ferretti

by Carla Pagani

CI SONO PERSONE CHE LASCIANO IL SEGNO PER LA LORO DETERMINAZIONE E CAPARBIETÀ. Per la tenacia e l’ostinazione, per il coraggio di guardare avanti senza mai dire ‘non si può fare’. Per la capacità di trovare sempre una soluzione, senza arrendersi, anche se all’orizzonte ci sono le nubi. Nada Serafini è una di queste. Determinata, ottimista. Head of sales di una delle più importanti aziende italiane di nautica, Pershing.

Nada Serafini Pershing
Pershing 140

Nada ha iniziato a lavorare da giovanissima. «Mi ero appena laureata quando mio padre perse il lavoro, così decisi che era arrivato li mio turno e che dovevo mettermi in gioco. Andai a bussare alle porte dei cantieri della zona di Bellocchi», a pochi chilometri da Fano, nel pesarese. «Non c’era nessuno che avesse bisogno di una giovane laureata in lingue, fintanto che non arrivai a Mondolfo, dove c’era il Cantiere Navale dell’Adriatico. Non avevo idea di cosa aspettarmi. Pensavo che avrei fatto un colloquio di lavoro e invece fui messa subito tre ore in prova e il giorno dopo mi chiamarono per assumermi».

Siamo nel maggio del 1991. L’azienda fondata da Tilli Antonelli, Fausto Filippetti e Giuliano Onori era nata dieci anni prima. Nel 1985 ha varato il primo Pershing, con il design di Fulvio De Simoni. È stato l’inizio di una storia gloriosa che prosegue ancora oggi e che fa di Pershing, oggi brand del Gruppo Ferretti, un’azienda unica nel panorama mondiale.

Nada Serafini Pershing

«I fondatori dell’azienda mi hanno insegnato quanto sia importante tendere sempre verso l’eccellenza. A fare benissimo per fare almeno benino. A non fermarsi mai di fronte alle difficoltà».

Per Nada inizia un percorso che la porterà a crescere costantemente, fino a raggiungere ruoli di massima responsabilità. I fondatori di Pershing sono tra i principali maestri di Serafini. «Mi hanno insegnato cosa sia il mondo della nautica e del lusso e ad essere capace di tenere sotto controllo le situazioni più difficili senza mai arrendermi», proprio come sa fare uno yacht Pershing, in grado di sfidare anche le acque più insidiose a velocità massima.

Nada Serafini Pershing

«E quando certi insegnamenti li ricevi a vent’anni, ne resti condizionato per tutta la vita». Soprattutto se una buona dose di caparbietà ce l’hai già nel DNA, proprio come Nada. Trent’anni in azienda senza mai avere il tempo di annoiarsi. «In Pershing si guarda sempre avanti, osando». Come osava John Pershing, uno dei più grandi generali americani della Prima guerra mondiale, a cui il nome dell’azienda rende omaggio.«Mercati diversi, nuovi clienti e nuove sfide», dice entusiasta Serafini.

Pershing 8x

«Pershing ha sempre guardato avanti, osando. Nel ’91 abbiamo portato la prima barca negli Usa. Tre anni dopo eravamo a Dubai. E siamo stati tra i primi a guardare ai mercati asiatici».

«I nostri armatori vogliono innovare costantemente e conoscono le barche quasi meglio di noi», ironizza, centrando però il punto. Il cliente Pershing è dinamico, conosce il brivido della velocità, ma ama anche il lusso e il comfort.

Nada Serafini Pershing

«Il business nautico non può essere arido, sterile, c’è un rapporto umano radicale che deve tener conto anche della dose di irrazionalità che si nasconde dietro l’acquisto di ogni barca».

«I nostri armatori sono intraprendenti, adrenalinici. Il loro mantra è what’s next». E anche quello di Nada. Del resto un Pershing non si timona: si pilota, proprio come un caccia o un’automobile da corsa. E chi ha provato il famoso “brivido Pershing” sa di cosa si sta parlando.

Nada Serafini Pershing

«Siamo stati i primi a introdurre innovazioni tecnologiche che hanno cambiato in maniera radicale il modo di costruire barche, complice la matita di Fulvio De Simoni, una delle migliori in Italia», afferma Serafini.

Pensiamo soltanto all’adozione su tutti i modelli della trasmissione con eliche di superficie in grado di garantire il giusto equilibrio tra performance e consumi in tutte le condizioni. O alle turbine a gas con propulsione a idrogetto, per una potenza di oltre 5.100 cavalli. E ancora, la soluzione della porta vetrata a scomparsa. E l’utilizzo della fibra di carbonio per ottenere più leggerezza e più resistenza. 

«De Simoni ha sempre avuto un ruolo fondamentale», dice Serafini. Uomo schivo che non ama stare sotto i riflettori, «Pershing è un po’ il suo alterego. De Simoni è una persona molto classica che disegna cose avveniristiche che non invecchiano nemmeno dopo vent’anni».

Nada Serafini Pershing
Pershing 8X

What’s next è la parola d’ordine di Nada Serafini, come di Pershing e del designer Fulvio De Simoni. Ed è anche quella dei suoi clienti.

E anche De Simoni ha fatto del what’s next la sua cifra stilistica, con la sua sete di creatività e la sua capacità di innovare, guardando al futuro. «E poi non è solo un designer, è anche un ottimo carenista. Ed è molto più di un architetto. La sua è una visione globale capace di creare imbarcazioni straordinarie». Basti pensare all’ultimo 7X, «sintesi perfetta di tutte le innovazioni che abbiamo introdotto man mano nella generazione X. Abbiamo ottenuto un’imbarcazione ultraleggera, sia all’esterno, grazie al mix di vetroresina epossidica e carbonio, sia all’interno». Risultato? Comfort assoluto anche a 51 nodi.

Nada Serafini segue anche Itama, che fa parte del gruppo Ferretti dal 2004: «Gli Itama sono un classico senza tempo che non invecchia mai e gli itamisti sono dei clienti molto affezionati che non abbandonano il marchio per nulla al mondo».

Del resto il rapporto che Serafini instaura con i suoi clienti è un fattore fondamentale di questa alchimia. «In Pershing la dedizione all’armatore è totale: dalla fase in cui si configura la barca al momento celebrativo della consegna fino all’utilizzo in mare». E guardando al futuro? «Abbiamo un grande progetto, che però è ancora top secret. Una gamma che rinuncerà a un po’ di performance per privilegiare spazi e volumi e vita all’aria aperta», dice sintetica Serafini. Il resto dobbiamo immaginarlo. Basta spingere l’acceleratore.

(Nada Serafini, never give up! – Barchemagazine.com – Settembre 2020)