Mig 45 HT, volere volare

Una carena stabile e veloce e tanto spazio all’aperto. È il motoscafo italiano!

by Niccolò Volpati

Quando le barche erano ancora semplicemente delle barche. Mig Marine appartiene a quella tradizione, quella dei Magnum, degli Itama, dei Tornado. In parole semplici: il motoscafo italiano. Prestazioni, velocità e tanto spazio all’aperto. Niente ville galleggianti, seconde case, attici e super attici. Una barca è fatta per stare nell’acqua e per starci a suo agio. Deve navigare e deve farlo bene. Quattro anni fa Stefano Mengoni ha rilevato il marchio Mig, storico cantiere di Fiumicino, ha trasferito armi e bagagli a Sabaudia e si è rimboccato le maniche. 

Il primo modello della nuova gestione è il 45 HT. A Genova il mare è calmo, ci attende solo una piccola onda. In sala macchine, i propulsori sono due da 570 cavalli ciascuno. Mig 45 HT plana già a quindici nodi e alla massima ho superato i 35. Si naviga quindi con lo scafo fuori dall’acqua in un range di venti nodi, avendo la possibilità di scegliere tra 67 e 224 litri/ora per entrambi i motori. Il consumo litri per miglio rimane compreso tra i 4 e i 5,7 fino a oltre 30 nodi di velocità. Solo ai massimi regimi e cioè a 2750 e 2850 giri/minuto, quando la barca viaggia a 34 e 35 nodi, i litri per miglio diventano più di sei. La sensazione al timone è molto positiva.

Interni e coperta sono stati completamente rivisti e sono stati progettati da Federico Fiorentino.

Federico Fiorentino

Il mare è piuttosto calmo e non è certo impegnativo, ma incrociando le onde di scia dei mercantili in entrata e uscita dal porto di Genova, la carena si comporta bene. L’angolo di deadrise di 20° fende l’onda e Mig 45 HT rimane stabile, senza soffrire particolari contraccolpi. Anche l’assetto appare sempre corretto. La barca è ben distesa sull’acqua e la visibilità verso prua è sempre ottimale. L’unica nota stonata è rappresentata dalla maneggevolezza. Non stringe molto la virata e per farlo devo lavorare sulle due manette del gas, riducendo la potenza del motore interno. Ci sono però almeno due buone giustificazioni. La prima è che l’armatore ha scelto la trasmissione in linea d’asse al posto di quella Ips proposta come standard. Credo che quella indicata dal cantiere sia la più corretta e non solo per la maneggevolezza che i pod sono in grado di offrire, ma anche per un contenimento ulteriore dei consumi. 

Con la linea d’asse, il cantiere prevede di montare dei timoni con un pescaggio maggiore proprio per consentire una virata più stretta. Il modello che ho provato è il numero uno, consegnato appena prima dell’estate e poi trasportato in fretta ai saloni autunnali, senza avere il tempo di montare dei timoni un po’ più profondi. Il design della coperta dimostra, secondo me, che sportività ed eleganza non sono due concetti in antitesi.

Quattro persone in crociera senza sofferenza. Se la richiesta del cantiere a Federico Fiorentino era questa, è stata soddisfatta.

Le scelte di stile non trascurano nemmeno il comfort in navigazione, l’hardtop ne è un esempio. Ci sono ben sei finestrature quadrate, nessuna delle quali è apribile, ma l’aerazione, anche nella zona pilota e copilota, non manca. Perché? Perché al posto di finestrature laterali, la struttura che regge l’hard top è proprio aperta e quindi lascia passare molta aria.

LA SEDUTA CENTRALE CONSENTE AL PILOTA IL TOTALE CONTROLLO QUANDO È AL TIMONE.

La soluzione scelta da Federico Fiorentino prevede che i due montanti di poppa dell’hard top poggino sulle fiancate e non sul mobile bar o al centro del pozzetto. In questo modo, lo spazio all’aperto sembra più ampio perché non ci sono ostacoli e il piano di calpestio può essere occupato dagli allestimenti. Anche l’accesso alla zona di prua, lungo i passavanti laterali, beneficia di questa soluzione, sia perché è più protetto, sia perché è sgombro. Il parabrezza è collegato al top, in questo modo la zona della plancia risulta sempre ben al riparo. La plancia è da Mig, nel senso che sembra di essere a bordo di un aereo pronto al decollo, ma non è solo scena. Lo spazio per plotter, display, strumenti e manette non manca e tutto è a portata di mano. I seggiolini per pilota e copilota sono due e quello per il timoniere è al centro. Una scelta che ho apprezzato in navigazione perché dà la sensazione di maggior controllo su entrambe le fiancate della barca.

Design e funzionalità li ho riscontrati anche sulla tuga. Spesso la soluzione è quella di un unico prendisole con al massimo un cuscino quadrato che copra un passauomo della stessa forma. Mig 45 invece ha una sorta di “striscia” verticale finestrata che divide i due prendisole della zona di prua. Meglio sotto il profilo estetico, ma anche per la funzionalità, dato che la luce naturale filtra sempre sotto coperta e non solo quando si toglie una parte di cuscineria. Gli spazi interni sono allestiti in modo da garantire una crociera comoda per una famiglia di quattro persone. La cabina armatoriale è a prua, sotto il piano di calpestio del pozzetto c’è un’altra cuccetta per due persone con una discreta abitabilità e il bagno è ampio, tanto da avere anche un box doccia separato.

Engine room
I due FPT da 570 cavalli ciascuno con la trasmissione in linea d’asse hanno fornito buone prestazioni sia sotto il profilo delle performance, sia per quanto riguarda i consumi.

MIG MARINE
Via Ischia, 5
I-04016 Sabaudia (LT)
T.+39 3356036872
[email protected]
www.mig-marine.com

PROGETTO
Federico Fiorentino Yacht Design (interni e coperta) e ufficio tecnico del cantiere 

SCAFO
Lunghezza f.t. 13,75m • Lunghezza al galleggiamento (LWL) 10,65m • Larghezza massima 3,90m • Pescaggio 1,17m • Dislocamento a pieno carico 11.000 kg • Serbatoio carburante 900 l • Serbatoio acqua 300 l • Motorizzazione standard 2xD6-IPS650 Volvo

MOTORI
2 motori turbo diesel 419 kW (570 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 6,7 l • Peso 721 kg • Trasmissione in linea d’asse

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO
A partire da 590.000 € (Gennaio 2024)

(Mig 45 HT, volere volare – Barchemagazine.com – Gennaio 2024)