Maurizio Borriello, artigiano di tutti i mari

Maurizio Borriello non è un semplice maestro d’ascia. È innanzitutto un etnografo che ha iniziato a girare il mondo venti anni fa per studiare da vicino le tecniche di costruzione delle imbarcazioni in legno nell’Oceano Indiano

by Carla Pagani – photo by Sergio De Riccardis

Asce turche, pialle curve finlandesi, trapani manuali indonesiani, scalpelli dell’India del sud, seghe giapponesi, accette norvegesi, mazzuole papuasiche, truschini thailandesi, morse malesi. La valigia degli utensili che Maurizio Borriello porta con sé ogni volta che inizia a lavorare in un nuovo cantiere è un mondo variegato e caleidoscopico fatto di paesi, mari e oceani lontani.

Un piccolo compendio delle innumerevoli soluzioni che popoli diversi in epoche e contesti differenti hanno trovato per risolvere gli stessi problemi, quelli legati alla costruzione di barche in legno.

MAURIZIO BORRIELLO

Maurizio Borriello il mestiere di artigiano del mare lo ha imparato sul campo, gomito a gomito con chi quelle barche le costruisce da sempre. Napoletano, 43 anni, dopo un lungo periodo in Asia, sette anni in Scandinavia e una breve parentesi in Italia, Borriello attualmente lavora nel Regno Unito in uno dei cantieri navali più prestigiosi d’Europa che ha ottenuto il Queen’s Award for Enterprise, luxury yacht builder, importante riconoscimento della Regina.

Barche del Gange, prahu indonesiani, pescherecci e motoscafi finlandesi, enormi navi passeggeri norvegesi. Sono i protagonisti delle storie che Maurizio Borriello racconta quando parla del suo lavoro. Chiedergli come si fa una barca significa aprire un vaso di Pandora fatto di creatività, viaggi, esperienze.

Lo incontriamo a Napoli, pochi giorni prima della sua partenza per l’Inghilterra. Sul lungomare Caracciolo c’è il sole, il mare è calmo e c’è una luce bellissima. Camicia di lino chiaro, occhiali tartarugati, scarpe e pantaloni minimali. Quando gli chiediamo di raccontarci la sua esperienza ci sorride. Ci sediamo pazienti, capiamo che c’è molto da ascoltare.

Nella sua esperienza, infatti, non c’è una sola tradizione. Ce ne sono molte, mescolate e mixate in modo assolutamente inedito e originale. Basti pensare alla finlandese Pirtu Vene, letteralmente “barca alcol”. Per molto tempo è stata una delle barche a motore più veloci del Nord Europa.

MAURIZIO BORRIELLO

Il governo finlandese in passato decise di proibire la vendita di alcolici, ma i finlandesi ingegnosi non si diedero per vinti. L’alcol volevano procurarselo autonomamente. E allora quale soluzione migliore di una barca velocissima, come la Pirtu Vene, in grado di raggiungere rapidamente l’Estonia, dove la vendita era consentita, e di sfuggire ai controlli della guardia costiera? Mentre frequentava la scuola finlandese in cui si è perfezionato come maestro d’ascia (l’istituto Salpaus di Lahti, uno dei più importanti centri di design in Europa), Borriello ha studiato per mesi vecchi esemplari di questo tipo di imbarcazione e ha poi deciso di replicarla, utilizzando sia tecniche di costruzione tradizionali che soluzioni innovative basate su differenti tecnologie. Ma questo è solo uno degli innumerevoli esempi che ci fa per spiegare il mix davvero unico tra le sue competenze di maestro d’ascia e quelle etnografiche.

Non è un caso che il suo percorso inizi in Indonesia. Qui lavora come volontario alla ricostruzione delle imbarcazioni in legno danneggiate dallo Tsunami. Trascorre anni presso le comunità locali del Sud Est Asiatico. Con una carta in più, perché con esse condivide la lingua: parla indonesiano-malese, hindi, swahili.

Una formidabile chiave d’accesso ai saperi del mare. Anche quelli del mare del nord. Dopo la Finlandia la sua esperienza prosegue nella Norvegia artica dove cura il restauro di tre importanti imbarcazioni patrimonio storico-culturale.

Per un maestro d’ascia aprirsi all’innovazione significa anche saper raccontare in modo innovativo il proprio mestiere. Borriello lo ha fatto con un film assolutamente originale e innovativo, “Faber Navalis”, già ospitato da numerosissimi festival in tutto il mondo e vincitore del Maritime Award al San Francisco International Ocean Film Festival.

“Faber Navalis” non è un racconto didascalico di come si restaura una barca. È la rappresentazione pura del lavoro dell’artigiano. Borriello lo gira durante il restauro di una grande nave passeggeri costruita ai primi del Novecento in Norvegia del Nord e usata successivamente ad Oslo. In molti credono che quello del maestro d’ascia sia un mestiere in via d’estinzione.

La straordinaria esperienza di Borriello ci dice che non è affatto così. E l’elevato numero di visualizzazioni che il suo film ha ottenuto su youtube ci dice che c’è sete di conoscenza in un settore che troppo spesso viene considerato di nicchia e che, invece, aspetta solo di essere esplorato.

(Maurizio Borriello, artigiano di tutti i mari – Barchemagazine.com – Febbraio 2018)